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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 07 Dicembre 2005SABATO PROSSIMO, IN PIAZZA STROZZI, MANIFESTAZIONE "PIÙ LAICITÀ PIÙ DIRITTI"
Lo slogan è "Più laicità più diritti".
Sabato prossimo, in piazza Strozzi, consiglieri comunali e rappresentanti
di associazioni e movimenti, si sono dati appuntamento «per difendere
lo Stato laico e l'autodeterminazione dei cittadini». L'iniziativa è
stata organizzata da "Orgoglio laico", aderente al movimento nazionale
"Facciamo Breccia", del quale fanno parte varie associazioni
«In un paese normale - hanno sottolineato i consiglieri Luca Pettini
(Comunisti Italiani), Leonardo Pieri (Rifondazione Comunista), Daniele Baruzzi,
Gregorio Malavolti, Marco Ricca (DS), Ornella De Zordo (Unaltracitta/unaltromondo)
insieme a Laura Grazzini (Arci) e Graziella Bertozzo (Azione Gay e Lesbica)
- il motto di Cavour "libera chiesa in libero Stato" dovrebbe essere
archeologia politica, non certo una rivendicazione attuale. La chiesa cattolica
mantiene invece non solo enormi vantaggi fiscali ma anche una più generale
posizione di privilegio. Nonostante il regime concordatario vieti al clero
di interferire nella vita politica del paese, il Vaticano, con Wojtyla e ancor
più palesemente con Ratzinger, continua a interferire pesantemente
su materie come sesso, procreazione, libertà di ricerca scientifica
e persino giustizia e finanza, facendo politica dai pulpiti, dal soglio pontificio,
dalla televisione».
«Sabato prossimo - hanno spiegato - consiglieri comunali ma anche semplici
cittadini e cittadine, gruppi, associazioni che, riprendendo nel nome il gesto
che sancì l'autonomia dello Stato italiano dalla Chiesa, riaffermeranno
una cultura laica, valorizzano tutti i percorsi di autodeterminazione e costruiscono
un percorso di mobilitazione. Non affermiamo la laicità in astratto,
ma la decliniamo e argomentiamo in tutti i temi che riguardano la vita e le
scelte di tutte e tutti: dall'interruzione volontaria di gravidanza alle tecniche
di fecondazione artificiale, dalle nuove e diverse forme di unione tra soggetti
che si amano al divorzio, dalla libertà di ricerca scientifica alla
responsabilità etica dei soggetti in essa coinvolta, dalla scuola ai
consultori, dalle diversità culturali ai segni di cui il corpo si veste
per esprimerle, dal dissolvimento dei canoni identitari alla libera declinazione
dei corpi, dall'uso delle risorse pubbliche al rapporto tra istituzioni politiche
e istituzioni religiose, eccetera. Una serie di circostanze politiche, sociali
e culturali hanno fatto sì che nel nostro paese si rafforzasse un fronte
conservatore: l'ortodossia religiosa si è insinuata nella politica
e sta sfilacciando il tessuto sociale basato su una cultura di solidarietà
e convivenza». (fn)
Pagina a cura di Bruno Confortini
Data di verifica/aggiornamento: 09-12-2005