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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 24 gennaio 2008
LETTERA APERTA DI NOCENTINI (RIFONDAZIONE) AGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO SULLA LAICITÀ AL CONVITTO DELLA CALZA:
Questo il testo della
lettera:
«Cari Colleghi, vi sottopongo una breve storia e una breve
riflessione.
A metà febbraio è annunciato lo sfratto esecutivo di una
giovane famiglia con 2 figli, locatari di un appartamento di proprietà di una
Azienda pubblica. La famiglia vive del reddito del padre, lavoratore da sei mesi
presso una cooperativa, con uno stipendio massimo di 1.000 euro al mese.
L'affitto fissato ammonta a 525 euro, cifra sostenibile all'inizio del contratto
(2003) quando entrambi i genitori lavoravano, ma insostenibile da quando l'anno
successivo il marito perse il lavoro e si è cominciato a costituire il debito
dell'affitto arrivato a oltre 15.000 euro nel corso dello scorso anno. Con uno
sforzo sono stati pagati alcuni mesi del 2007 e con l'aiuto del pacco viveri
della parrocchia e di saltuari contributi del servizio sociale la famiglia
arriva appena a fine mese ma non è in grado di coprire il debito pregresso. Le
proposte "risolutorie" avanzate dai servizi sociali sono di andare a vivere
fuori Firenze oppure di accogliere la madre e i bambini in una struttura
convenzionata col Comune, senza il marito.
La famiglia in alternativa chiede
addirittura di tornare a vivere al campo Poderaccio dove ha vissuto prima della
nascita dei figli con i genitori del marito.
Se la prospettiva di accogliere
in una struttura la donna con i bambini è economicamente sostenibile per
l'Amministrazione, perché non destina la stessa cifra a coprire il debito
pregresso con l'Azienda Pubblica? Quale interesse e prospettiva si apre con la
divisione di una famiglia?
La madre è adesso in attesa di un figlio e mi
annuncia la volontà di interrompere la gravidanza perché non sa dove potrebbe
nascere suo figlio. Io, che riconosco alle donne il diritto di decidere in
questo senso, non sopporto che la decisione sia obbligata da uno sfratto e
questa cosa non mi fa dormire. Qualcuno mi ha detto che subisco il suo ricatto.
Quanto siamo contorti!
Non sono io ricattata da lei, ma lei è ricattata
dalla miseria.
Voi proponete oggi alla città una discussione sul tema della
laicità e della politica, un confronto pesantemente segnato dalla presenza di
Giuliano Ferrara, promotore della moratoria sull'aborto.
Voi, come
Amministratori di questa città, non riuscite a trovare soluzione a questa
famiglia e prendete in considerazione l'ipotesi di toglierle anche il diritto di
decidere se proseguire o meno la gravidanza.
Spero anche per voi notti di
lucida insonnia nelle quali ripensare alla vostra funzione di Amministratori, al
vostro potere come politici, all'importanza della vita di tante donne e di tante
famiglie.
Anna Nocentini
Capogruppo Rifondazione Comunista Palazzo
Vecchio»