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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 25 settembre 2008
Anna Nocentini, PRC: APPROVATA RISOLUZIONE SUL «CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE DIMORANTE SUL TERRITORIO CITTADINO FINALIZZATO A PROCESSI DI INTEGRAZIONE»
Lunedì scorso il
consiglio comunale ha approvato una risoluzione «in merito al censimento della
popolazione dimorante sul territorio cittadino finalizzato a processi di
integrazione». Il documento era stato presentato dai gruppi di Rifondazione
Comunista, Verdi, Unlatracittà/Unaltromondo,Comunisti Italiani e Sinistra
Democratica.
«Intendiamo impegna la nostra assemblea - ha spiegato Anna
Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista - per favorire i processi di
integrazione della popolazione dimorante sul nostro territorio, in particolare
della popolazione rom.
A fronte della riduzione e soppressione operata dal
Governo Berlusconi del fondo nazionale per l'inclusione sociale degli immigrati,
introdotto dalla Legge 296/2006, e delle misure poliziesche contenute nelle
ordinanze relative alla identificazione attraverso "rilievi segnaletici" come
strumento per censire persone che vivono ai margine delle città, questo atto
ribadisce invece la validità di un percorso del tutto diverso che attinga, come
già avvenuto in anni passati, ad esistenti fondi europei per attivare processi
di integrazione».
«Sono di questi giorni - ha concluso la capogruppo di
Rifondazione Comunista - le rinnovate critiche europee alla politica del governo
italiano nei confronti della sua politica discriminatoria nei confronti dei rom,
emerse dal primo vertice europeo sull'inclusione dei rom. L'atto approvato
lunedì scorso va nella direzione opposta e riafferma la volontà della città di
Firenze di farsi promotrice di politiche di integrazione e inclusione». (fn)
Questo il testo della Risoluzione:
Risoluzione n. 533 approvata
dal Consiglio Comunale
nella seduta del 22 settembre 2008
"In merito al
censimento della popolazione dimorante
sul territorio cittadino finalizzato
a processi di integrazione"
Premesso:
- che nei primi anni '90 il Comune
di Firenze, in collaborazione con la Prefettura ed in adempimento della Legge
390/92, ha effettuato un censimento della popolazione dimorante nei campi del
Poderaccio del Masini e dell'Olmatello e che usufruendo dei finanziamenti
individuati in tale legge è stato poi possibile procedere all'inserimento
alloggiativo di molti nuclei familiari sia in Firenze che in Comuni della
provincia che hanno accettato di partecipare al progetto come primo processo di
reale integrazione;
- che in conseguenza di tale censimento è stato
possibile definire la situazione di ciascuno in merito alla sua presenza sul
territorio italiano e quindi attivare percorsi di regolarizzazione per la gran
parte di loro al fine di eliminare quanto più possibile la condizione di
clandestinità che anche allora determinava l'impossibilità di misurarsi con
diritti e doveri che appartengono ai principi della cittadinanza;
Considerato come tale procedura di conoscenza non solo dei numeri, ma delle
problematiche e delle provenienze, sia stata utile per l'individuazione di
soluzioni specifiche nel rispetto della dignità e della storia delle persone e
che tale modalità è da ritenersi una modalità indispensabile per gestire i
problemi che possono emergere dalla presenza sul territorio comunale di persone
con storie e culture diverse da quelli degli indigeni, non tralasciando che
molte di queste persone provenivano da zone distrutte dalla guerra condizione
tuttora presente in molti casi;
Valutato come da tali procedure e tali
impostazioni politiche siano scaturite soluzioni positive per i soggetti
direttamente coinvolti (esempio la costruzione del villaggio del Guarlone) che
hanno incontrato, dopo una iniziale e pregiudiziale opposizione di parte dei
cittadini, il consenso di tutti e come quindi sia indispensabile continuare con
sistemi non sbrigativi e lesivi dei diritti e della dignità delle persone, ma
piuttosto con sistemi approfonditi basati sul rispetto di ciascuno, al fine di
innalzare il livello di coscienza civile di tutti e come a tal fine sia
necessario destinare adeguate risorse per sostenere livelli di reale convivenza
nella città;
Ricordato come il Commissario Europeo Frattini non abbia a suo
tempo attinto ai finanziamenti europei per l'integrazione del popolo Rom;
Vista la riduzione e soppressione operata dal Governo del Fondo nazionale
per l'inclusione sociale degli immigrati (introdotto dalla Legge 296/2006) e le
misure poliziesche contenute nelle ordinanze relative alla identificazione
attraverso "rilievi segnaletici" come strumento per censire le persone che
vivono ai margini delle città;
IL CONSIGLIO COMUNALE
ribadisce la
validità del processo avviato sulla base della Legge 390/92 e ripropone la
necessità di destinare adeguati finanziamenti, sia verificando eventuale
disponibilità residua sulla legge 390 che attingendo ai fondi europei, per
aggiornare la conoscenza delle persone che vivono nella città, anche tenendo
conto del mutato quadro europeo, e portare avanti processi di integrazione.
Palazzo Vecchio, 22 settembre 2008