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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 29 gennaio 2008
CENTRO PER L'ACCOGLIENZA RIFUGIATI, RIFONDAZIONE: «L'AUDIZIONE
DELL'ASSESSORE IN QUARTA COMMISSIONE NON HA FUGATO LE NOSTRE
PREOCCUPAZIONI» «L'assessore Lucia De Siervo non ha fugato le nostre preoccupazioni in merito
al protocollo per l'apertura a Firenze di un centro polifunzionale per
l'accoglienza temporanea e assistenza in favore dei richiedenti asilo, rifugiati
e titolari di protezione umanitaria». E' quanto hanno dichiarato la capogruppo
di Rifondazione Comunista Anna Nocentini ed i consiglieri Mbaye Diaw e Leonardo
Pieri «dopo l'audizione nella commissione politiche sociali e della salute
dell'assessore all'accoglienza e all'integrazione».
«La commissione si è
impegnata a seguire i futuri passaggi istituzionali del protocollo stesso -
sottolineano i tre esponenti di Rifondazione Comunista - I riferimenti
legislativi, a partire dalle linee guida per la gestione dei centri per
immigrati irregolari rimandano a soluzioni basate sul principio della
concentrazione e del controllo piuttosto che a un approccio sociale per
l'accoglienza. Il silenzio che ha circondato la stipula del protocollo non è una
buona premessa per il coinvolgimento della città e dei diversi attori in futuro.
La scelta di un progetto diverso e molto più oneroso dei progetti "Sprar",
"Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati", oggi attivi doveva
essere presentata e condivisa, perché muta il tipo di accoglienza su cui si
destinano le risorse, come esplicitamente affermato nello stesso progetto "vista
la necessità di svolgere un servizio di accoglienza alla frontiera, che fino ad
ora non ha trovato espressione nel nostro territorio, il Comune di Firenze
ritiene di dover congiuntamente potenziare il sistema di accoglienza umanitaria
con la creazione di un polo specifico". La preoccupazione per il futuro delle
persone che potrebbero essere ospitate per un tempo massimo di 60 giorni, così
come la preoccupazione per le centinaia di persone che vivono o hanno vissuto
negli immobili destinati al progetto, tutte richiedenti asilo, non ha trovato
alcuna risposta da parte dell'assessore: per queste persone i finanziamenti
ministeriali sono stati cospicui, ma a tutt'oggi comunque sono costretti a
vivere in occupazioni abusive».
«Mentre riteniamo che ogni città e ogni
territorio debbano essere capaci di accogliere persone che scappano da
situazioni di guerra o di miseria, a partire da Firenze - hanno concluso
Nocentini, Diaw e Pieri - riteniamo che sia necessaria grande chiarezza e
adeguate prestazioni sociali per garantire la loro dignità e prevenire
situazioni che possano pretestuosamente essere indicate come motivo di
insicurezza sociale a giustificazione di inopportuni interventi repressivi. Per
questo presentiamo oggi una interrogazione puntuale alla quale chiediamo una
risposta scritta altrettanto puntuale». (fn)
Questo il testo
dell'interrogazione:
Tipologia: interrogazione con risposta scritta
Oggetto: accoglienza richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione
umanitaria
Proponenti: Anna Nocentini, Mbaye Diaw, Leonardo Pieri, Ornella
De Zordo
Essendo venuti a sapere della firma di un Protocollo, nello scorso
mese di dicembre, fra il Ministero degli Interni e il Comune di Firenze per
l'apertura di un Centro polifunzionale destinato all'accoglienza di richiedenti
asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria
tenuto conto che nella
Toscana non è mai stato attivato alcun centro basato sul principio della
concentrazione ed è stato invece privilegiato una tipologia di progetti di
effettivo inserimento nel tessuto sociale, anche in stretta collaborazione con
le realtà associative presenti sul territorio
presa visione del protocollo
si interroga il Sindaco per sapere
per quale motivo non sia stata data
alcuna comunicazione né al Consiglio, né alla città della firma di detto
Protocollo considerato che questa tipologia di intervento è basata su principi
diversi da quelli dei progetti SPRAR fin qui attuati nel Comune e nella Regione
quali siano le "esigenze prospettate dal Comune di Firenze" al Ministero
degli Interni fra le "iniziative urgenti da adottare" che hanno portato alla
proposta del Centro polifunzionale, esigenze che non avrebbero trovato risposta
nell'ampliamento dei progetti SPRAR
quale sia la effettiva natura e cosa si
debba intendere per Centro polifunzionale, definizione che non si trova in
alcuno dei riferimenti legislativi contenuti nel Protocollo, tenuto conto
altresì che i riferimenti legislativi esplicitati (art.5 DPR 303/2004) fanno
intendere che potrebbe trattarsi di un Centro di identificazione, e che ancora
qualora si tratti di intervento di accoglienza, viene esplicitato "l'utilizzo
della struttura secondo le modalità previste dalle Linee guida per la gestione
dei Centri per immigrati irregolari".
quale siano le procedure di accesso al
Centro, se cioè l'accesso sia disposto dai Servizi sociali del Comune ovvero
dalla Prefettura con proprio decreto
quali siano le prospettive di
accompagnamento all'integrazione al momento dell'uscita dal Centro, considerato
che la permanenza prevista è di 60 giorni massimo, anche al fine di evitare
situazioni che possano pretestuosamente essere indicate come motivo di
insicurezza sociale in città
come e dove si intendono alloggiare le persone
che attualmente occupano uno degli immobili destinati sito in viale Guidoni,
nonché le persone che, allontanate dall'Amministrazione dall'immobile di Fosso
Macinante, vivono adesso in altro immobile occupato in numero di circa 200,
tenuto conto che queste persone sono tutte titolari di protezione umanitaria e
rifugiati, presenti da circa due anni sul territorio fiorentino e per le quali
sono stati ottenuti precedenti finanziamenti rilevanti da parte del Ministero
dell'Interno
quando si pensa di attivare il Centro, considerato lo
stanziamento di 2.000.000 di euro per le ristrutturazioni degli immobili e
considerando che uno è occupato da persone nella stessa situazione di quelle che
vi si vorrebbe in futuro accogliere e l'altro è attualmente destinato
all'emergenza freddo
come è stata definita e su quale tipo di convenzione la
cifra pro capite giornaliera di euro 55,00 a carico del Ministero considerato
che tale cifra è indicata come massimo ottenibile per la gestione di CPT e CDI
come mai non è prevista una struttura ambulatoriale interna, considerato
l'alto numero di posti considerati
come sarà costituito il comitato previsto
dall'articolo 13
Si chiede infine al Sindaco se non ritenga di dover
promuovere una discussione cittadina sul tema con l'obiettivo di attivare un
Tavolo di confronto con i soggetti sociali presenti sul territorio, cui
partecipi anche la Prefettura, per la verifica del progetto previsto nel
Protocollo e la eventuale modifica dello stesso.