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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 21 gennaio 2008
CENTRO PER ACCOGLIENZA RIFUGIATI, NOCENTINI E DIAW (PRC): PERCHÉ IL COMUNE NON HA RESO NOTO L'ACCORDO CON IL MINISTERO DEGLI INTERNI?
Perché il Comune non ha reso noto
l'accordo con il ministero degli interni per la realizzazione di un centro
polifunzionale per l'accoglienza temporanea dei richiedenti asilo e rifugiati?
E' quanto chiedono di sapere il capogruppo di Rifondazione Comunista Anna
Nocentini e il consigliere Mbaye Diaw che a breve presenteranno
un'interrogazione sull'argomento.
Siamo venuti a conoscenza - ha spiegato
Anna Nocentini - che nel mese di dicembre l'amministrazione comunale, nella
persona dell'assessore all'accoglienza Lucia De Siervo, ha firmato un accordo
per l'apertura a Firenze di un centro polifunzionale per l'accoglienza
temporanea e assistenza in favore dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di
protezione umanitaria. Tale operazione si è svolta nell'assoluto silenzio e
senza il coinvolgimento del consiglio comunale, né delle associazioni e senza
informare i cittadini. Il centro che nascerebbe in città - prosegue Anna
Nocentini - prevede l'accoglienza temporanea per un periodo non superiore ai 60
giorni. Secondo l'accordo, per realizzare questa struttura il Comune concederà
al ministero due immobili uno in via del Fosso Macinante e l'altro in viale
Guidoni che saranno restaurati con fondi ministeriali pari a 2 milioni di euro.
I due edifici avranno una capienza complessiva di 130 posti. Al Comune
spetteranno i servizi di vigilanza delle strutture e di organizzazione e
gestione dei servizi di accoglienza. A carico del ministero saranno poi le spese
relative ai servizi di accoglienza quantificati in 55 euro al giorno per
persona. L'ambiguità di fondo - evidenzia ancora la capogruppo del Prc -è che
non si capisce bene che persone ospiterà il centro, né che fine faranno dopo i
60 giorni. Sia nel caso che vengano riconosciuti come rifugiati sia nel caso
contrario, sicuramente rimarranno nel territori fiorentino senza un servizio né
un progetto che preveda un'accoglienza successiva alla fuoriuscita dal centro.
La firma di questo accordo ci sembra di una gravità assoluta - aggiunge ancora
Anna Nocentini -sia perché avvenuto in totale segretezza sia per le conseguenze
a cui potrebbe portare.
Centri di questo tipo non potrebbero nascere in
Toscana senza la presenza di una commissione territoriale - ha sottolineato il
consigliere Diaw - che nella nostra regione non c'è, questo dimostra che c'è
stata una forzatura politica. Senza contare che la nuova struttura nascerebbe in
due edifici che sono attualmente occupati, uno da cittadini stranieri e l'altro
attualmente utilizzato per l'emergenza freddo; ci chiediamo allora dove andranno
a finire queste persone una volta che dovranno iniziare i lavori di restauro?.
In questi anni il comune di Firenze ha ricevuto finanziamenti ministeriali che
in realtà ha bruciato: lo dimostra il fatto che in città circa 200 somali
riconosciuti, che hanno lo status di rifugiati, vivono in un edificio in via
Pergolesi in condizioni estremamente disagiate, al freddo e senza elettricità. I
due milioni di euro previsti dall'accordo con il ministero dell'Interno potevano
essere spesi per migliorare le varie strutture di accoglienza integrata
esistenti in città e per potenziare servizi come lo Sprar (Servizio Centrale del
Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) anche questo già attivo
a Firenze - prosegue il consigliere Diaw - e non per creare luoghi di
detenzione. Esiste un progetto dell'assessore regionale alla casa Baronti per
legalizzare la struttura di via Pergolesi, mi chiedo perché il Comune ha fatto
ostruzionismo e non ha voluto investire su quel progetto invece di creare un
centro di questo tipo?.
L'accordo - ha concluso - è di una gravità tale
che il coordinamento regionale degli stranieri lavora per invitare il consiglio
degli stranieri del comune di Firenze ad autosospendersi.
I due esponenti
di Rifondazione Comunista presenteranno un'interrogazione per avere risposte
chiare sulla vicenda. (fn)