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    COMUNICATO STAMPA

    Firenze, 26 febbraio 2008

    MOZIONE DI RIFONDAZIONE, UNALTRACITTÀ, SD, COMUNISTI E VERDI SU «SITUAZIONE DISTRETTO SOCIO SANITARIO QUARTIERE 3»

    Questo il testo della mozione:

    Mozione: situazione Distretto Socio Sanitario Quartiere 3
    Proponenti: Anna Nocentini, Ornella De Zordo, Anna Soldani, Lorenzo Marzullo, Gianni Varrasi
    Premesso che in data 27 maggio 2007 a seguito di un incendio è stata chiusa la sede del Distretto socio sanitario del Quartiere 3, ciò nonostante l'Asl continua a pagare l'affitto alla proprietà;
    che in conseguenza di ciò i cittadini sono stati dirottati in sedi diverse per i diversi servizi (Iot, Viale D'Annunzio, Montedomini, Misericordia) con evidente disagio;
    che nello specifico il servizio di consultorio materno infantile è appoggiato al consultorio di via S. Monaca, estraneo quindi al contesto territoriale in cui fino allo scorso anno operava, condizione preliminare di qualità del servizio consultoriale materno infantile;
    che a distanza di quasi un anno non esiste una soluzione e che le ipotesi prospettate dalla Asl si attestano sullo smembramento della funzione, su una distribuzione dei servizi in località diverse e anche molto distanti tra loro, non risultando per altro chiaro se nella zona verrebbero riattivati tutti i servizi prima attivi, a partire dal consultorio materno infantile;
    tenuto conto che l'ipotesi di costruzione di una nuova sede per il distretto del Q 3, di cui si parla da molti anni, non sarà di fatto realizzata prima di 4 o 5 anni
    vista la delibera n.24 del 1.1.08 della Asl 10 nella quale si stipula una convenzione con la Misericordia che già ospita il Servizio di Guardia Medica del Quartiere per la messa a disposizione dei locali e della gestione del Servizio prelievi con proprio personale, per un importo annuo di 110.000 euro massimo e l'impegno di addivenire ad un altro atto per l'importo massimo di 60.000 euro per prestazioni di specialistica ambulatoriale, configurando così una vera e propria esternalizzazione del servizio di competenza diretta della Asl;
    valutato che il servizio prelievi viene organizzato su prenotazione, introducendo così una modalità nuova e che allunga sicuramente i tempi per gli utenti
    valutato inoltre che la modalità di gestione dei servizi debba discendere da una esplicita scelta e non da una condizione forzata come quella che si è determinata per l'incendio della sede
    considerato che i servizi precedentemente erogati dal Distretto socio sanitario comprendevano:
    - Punto prelievi, ambulatorio infermieristico, prenotazioni prelievi domiciliari.
    - Centro unificato prenotazioni.
    - Ufficio Invalidi Civili per concessioni protesi ed ausili.
    - Consultorio ginecologia.
    - Consultorio pediatria.
    - Medico autorizzazioni sanitarie, esenzione ticket.
    - Neuropsichiatria infantile, psicologia adolescenti.
    - Rimborso ticket, dialisi, rimborso farmaci l.r.493.
    -Anagrafe Sanitaria, stampa esenzioni ticket, tessera Europea Assistenza Malattie.
    -Ambulatori specialistici + accoglienza: oculistica, otorino, urologia, cardiologia, dermatologia.
    - Infermieri domiciliari.
    - Responsabile sanitario.
    Molti dei quali quindi non sono ricompresi nella succitata Convenzione e per i quali è comunque necessario individuare una soluzione temporanea;
    preso atto che il Consiglio Comunale non è mai stato informato della situazione e dei disagi che questo comportava per i cittadini, e valutato grave il danno arrecato al Quartiere e ai cittadini da parte della Dirigenza ASL
    il Consiglio Comunale impegna l'assessore competente e presidente della Società della Salute
    a relazionare in Consiglio in merito ai motivi che hanno fatto perdere quasi un anno nella ricerca di soluzioni alternative, ancorché temporanee, e a chiarire al Consiglio le sedi dell'attuale funzionamento dei servizi
    ad attivarsi con urgenza per individuare sedi vicine per i diversi servizi nella fase temporanea anche facendo tesoro dei suggerimenti che vengono dai cittadini residenti, recentemente costituiti in Comitato e più specificamente individuare una sede per i servizi di specialistica ambulatoriale, evitando di ricorrere alla convenzione ASL/Misericordia
    ad attivarsi anche nella individuazione di una adeguata sede dove garantire, al termine della Convenzione indicata e senza ipotesi di rinnovo, la riassunzione piena della gestione dei servizi prelievo e specialistica ambulatoriale in capo alla Asl.



    (fn)

    Dal Maggio 2007, quando a seguito di un incendio è stata chiusa la sede del Distretto socio sanitario di Via di Ripoli, i cittadini migrano per la città alla ricerca dei servizi sanitari di base: dallo Iot, a Via G. D'Annunzio, a via S. Monaca, a Montedomini ecc.

    Le denunce e le richieste del Comitato di cittadini, degli operatori, del Quartiere non sono servite a porre con urgenza la questione né alla ASL, né alla Società della Salute, né al Consiglio Comunale.

    Ad oggi infatti c'è stata solo una breve comunicazione nella Giunta della Società della Salute, comunicazione che non propone soluzioni alle due questioni poste, ovvero: in attesa di soluzioni definitive di cui si ragiona da anni, individuare sedi nella zona dove allocare tutti i servizi; non cogliere questa "occasione" per esternalizzare definitivamente servizi di base, perché tutti i cittadini sono convinti che questo comporterà un aumento di spesa di denaro pubblico e un peggioramento del servizio. La mancanza di controlli effettivi sull'azione della ASL, dalla vendita degli immobili alle scelte gestionali, lascia i cittadini in balia di logiche aziendalistiche e di pareggio del bilancio che poco hanno a che vedere con la tutela della salute. Nell'affollata assemblea di venerdì scorso queste sono le richieste emerse, con particolare sdegno per il trasferimento del consultorio materno infantile in via S. Monaca e per la convenzione con la Misericordia per i prelievi, che diventano solo su appuntamento, con personale della Misericordia e per un importo annuale di 110.000 euro. Di questo ci siamo fatti interpreti attraverso la presentazione di un atto di indirizzo del Consiglio per la ricerca di soluzioni temporanee in sedi vicine, che i cittadini hanno ben individuato, e per la riattivazione di tutti i servizi.

    È grave che il Consiglio Comunale non sia stato informato della situazione.

    La Società della Salute, composta da Azienda Sanitaria e Comune, si rivela un filtro ulteriore piuttosto che un luogo di soluzione integrata dei problemi.

    Con questo modo di gestire del Partito Democratico, si vede bene che a subire le conseguenze sono i cittadini in situazioni più fragili.

    Anna Nocentini