Firenze, 25 luglio 2008

 

 

 

Al Signor Sindaco del

Comune di Firenze

 

 

Tipologia: interrogazione

Soggetto proponente: Gaia Checcucci

Oggetto: per avere alcune informazioni sulle aree di degrado urbano e sociale

 

VISTA la delibera 270/G/2008 con oggetto Approvazione del sesto programma di intervento per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano e sociale ai sensi dell’art. 14 della legge 266/97 ;

CONSIDERATO che, come descritto nel suddetto atto, il Ministro dello Sviluppo Economico assegna al Comune di Firenze la somma di € 933.673,00 per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbane e sociali;

PRESO ATTO che

con delibera di Giunta n. 2062 del 23.11.1998 e 851 del 8.10.2002, venivano identificate quali aree di degrado urbano e sociale , a seguito di un’attenta analisi statistica, le seguenti zone confinanti:Oltrarno, Legnaia, Isolotto-Mantignano, Novoli – Via Pistoiese non ché la zona corrispondente al complesso immobiliare del nuovo e vecchio Conventino (ubicata nell’isolata compreso tra via Villani e Via Giano della Bella);

con successiva delibera di Giunta n. 149 del 22.03.05 "Programma di intervento per l’attuazione dell’art. 14 della legge 266/97 del Comune di Firenze" si esclude dalle suddette aree la zona delimitata da Via Maggio, Borgo San Jacopo, Via Guicciardini con Piazza Pitti e vi si includeva, invece la zona delimitata dalle seguenti vie:

Piazza S. Pier Maggiore – Volta di San Piero – Via dei Pilastri –Piazza S. Ambriogio – Via dei Macci – Via Verrocchio – Piazza Ghiberti – Via F. Paolieri – Viale Giovane Italia (escluso) – Via Ghibellina – Via M. Calmieri

Interroga il Sindaco

 

Per sapere quali sono stati i criteri adottati dall’Amministrazione Comunale per individuare le aree di degrado urbano e sociale ai sensi della legge 266/97 art. 14 e il motivo che ha portato alla successiva revisione delle aree con delibera 149/05

Per sapere come mai non sono state inserite nelle aree di degrado urbano alcune vie, anche se adiacenti a quelle riconosciute come aree di degrado, dove c’è una forte concentrazione di attività artigianali.

 

Gaia Checcucci