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Fase 1
Il procedimento prende avvio con una richiesta di appuntamento presentata
al Centro Sociale per un colloquio con l’A.S. Il personale addetto alle
informazioni (fase a) fornisce un primo orientamento sulla procedura che
dovrà iniziare a fronte della richiesta del privato, secondo il
bisogno sociale manifestato, e gli indica quali sono i documenti necessari
per il procedimento (in questo caso occorre infatti la certificazione sull’handicap
posseduto ai sensi della L. 104/1992, per cui già in questo momento
la persona viene indirizzata all’ASL).
Fase 2
Nel colloquio (fase n. 2) l’A.S. valuta il bisogno dell’utente, crea
la sua scheda personale (se non è conosciuto al Centro Sociale)
e acquisisce la certificazione sull’handicap posseduto ai sensi della L.
104/1992 . Se il soggetto non è in possesso di tale certificazione
viene indirizzato all’ASL (fase n. 2a) dove, mediante commissioni
mediche integrate da un operatore sociale e da un esperto in servizio presso
le ASL, vengono effettuati gli accertamenti relativi alla minorazione,
alle difficoltà, alla necessità dell’intervento assistenziale
permanente e alla capacità complessiva individuale residua della
persona portatrice di handicap (art. 4 L. 104/1992). L’utente, fin dal
momento in cui chiede un colloquio con l’A.S., potrebbe essere informato
(fase preliminare "a") sulla necessità di tale documentazione da
personale all’uopo predisposto; in tal modo sarebbe in grado di produrre
il certificato già nel colloquio con l’A.S. .
All’esito del colloquio e di eventuali visite domiciliari a completamento
dell’istruttoria, l’A.S., se ritiene sussistente il bisogno sociale, contatta
via fax le associazioni convenzionate per accertare le loro disponibilità,
specificando il bisogno, l’ora del tragitto e il tipo di disabilità.
Le associazioni normalmente sono sempre in grado di soddisfare le richieste.
La stessa segnalazione è inviata per conoscenza alla Direzione 18.
Fase n. 3
Le associazioni contattate comunicano all’A.S. la loro disponibilità.
Fase n. 4
A questo punto l’A.S. formula la proposta di concessione del trasporto
sociale e la inserisce nel SISA, avvisando contestualmente l’utente della
data in cui potrà avere inizio il servizio in caso di accoglimento
della domanda, per consentire a lui e alla famiglia di organizzarsi.
Fase n. 5
Il Responsabile SAST, previa visione della proposta, decide sulla concessione
del servizio. La decisione viene presa o mediante aggiornamento del SISA,
o direttamente sulla proposta inviata per e-mail da parte dell’A.S. Nei
casi dubbi la decisione è sospesa ed è rimessa ad un confronto
fra l’A.S. che ha istruito il caso e il Responsabile SAST.
Fase n. 6
Dopo la decisione seguono le fasi della registrazione della stessa
nel SISA ad opera del CAO e nell’archivio cartaceo ad opera del Centro
Sociale.
Fase n. 7.
Il Centro Sociale registra la decisione nell’archivio cartaceo e comunica
all’utente il provvedimento finale, avvisandolo della data in cui avrà
effettivamente inizio il trasporto. Redige inoltre l’impegnativa (senza
più inviarla alla firma del Resp. SAST che ha già autorizzato
la prestazione nella fase n. 5) e la invia alla Direzione 18 – Uff. Disabili
che la registra in un elenco apposito contenente i nominativi di coloro
che usufruiscono del servizio, al fine di effettuare un monitoraggio sul
territorio (fase n. 7a).
