INSERIMENTO DEI DISABILI IN CENTRI DIURNI RICONOSCIUTI IDONEI EX ART. 15 DEL REGOLAMENTO SUI CENTRI DIURNI DI SOCIALIZZAZIONE
(DEL. C.C. 15/5 DEL 18.1.1999) CON EVENTUALE CONCESSIONE DI TRASPORTO SOCIALE
Descrizione del nuovo procedimento
Fase 1
Il procedimento prende avvio con una richiesta di appuntamento presentata al Centro Sociale per un colloquio con l'Assistente sociale.
Il personale addetto alle informazioni fornisce un primo orientamento sulla procedura che dovrà iniziare a fronte della richiesta del privato, secondo il bisogno sociale manifestato, e gli indica quali sono i documenti necessari per il procedimento (in questo caso occorre infatti la certificazione sull'handicap posseduto ai sensi della L. 104/1992 per cui già in questo momento la persona potrebbe essere indirizzata all'ASL al fine di ottenerne il rilascio).
Fase 2
Nel colloquio l'A.S. valuta il bisogno sociale dell'utente, crea la sua scheda personale (se non è persona conosciuta dai servizi). Se il soggetto non è in possesso della certificazione sull'handicap viene indirizzato all'ASL dove, mediante commissioni mediche integrate da un operatore sociale e da un esperto in servizio presso l'ASL, vengono effettuati gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alle necessità dell'intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua della persona portatrice di handicap (fase 2a).
Fase 3
L'A.S. svolge l'istruttoria professionale. Effettua le visite domiciliari e le indagini necessarie alla valutazione sulla situazione personale dell'utente; acquisisce la documentazione occorrente al procedimento (certificazioni mediche, certificazione sull'handicap posseduto), se non è stata ancora prodotta; contatta gli altri operatori (psicologo, psichiatra).
Fase 4
Il Gruppo Operativo Multidisciplinare (G.O.M.) previsto dal Regolamento sui Centri Diurni sopra citato, e composto dall'A.S. e da altri operatori e specialisti in materia, prepara un piano individuale di intervento ed elabora, con la collaborazione attiva dei familiari e dell'utente, il Piano Abilitativo Riabilitativo Globale (P.A.R.G.). Individua inoltre il centro diurno più idoneo per l'inserimento dell'utente.
Fase 5
L'A.S. contatta la struttura per accertare disponibilità dei posti e, in caso di gravità del tipo di handicap, verifica anche la possibilità di usufruire di un servizio per l'accompagnamento. In mancanza del servizio di accompagnamento, l'A.S. valuta la possibilità di concedere il trasporto sociale, utilizzando le associazioni convenzionate con il Comune (si veda il procedimento n. 72). Se ritiene che sussistano i presupposti per l'erogazione di questa ulteriore prestazione, contatta le associazioni per accertare la loro disponibilità, trasmettendo la relativa richiesta (fase 5a) .
Le associazioni verificano la loro disponibilità e ne danno comunicazione all'A.S.. Normalmente esse sono sempre in grado di soddisfare le richieste (fase 5b).
Fase 6
Nel caso in cui la famiglia accetti il programma elaborato nella fase 4 (P.A.R.G.) presenta l'istanza per l'inserimento nel centro diurno, compilando l'autocertificazione reddituale.
Fase 7
L'amministrativo del Centro Sociale calcola la quota a carico dell'utente sulla base dei redditi dichiarati.
Fase 8
L'A.S. formula la proposta di inserimento nel centro diurno (ed eventualmente di trasporto sociale), indicando la quota a carico dell'utente, e la inserisce nel SISA.
Fase 9
Il responsabile SAST, presa visione della proposta decide sulla concessione del servizio, integrato eventualmente con il trasporto sociale.
Fase 10
Il CAO registra la decisione nel SISA e la trasmette al Centro Sociale e all'U.O. Disabili e anziani.
Fase 10bis
L'U.O. Disabili e Anziani redige l'impegnativa per l'inserimento della persona nella struttura e la invia al centro diurno.
Fase 11
Il Centro Sociale registra la decisione nell'archivio cartaceo ed avvisa l'utente.
