COMUNE DI FIRENZE

REGOLAMENTO EDILIZIO

CAPITOLO XIX : NORME SUL COLORE, SUI MATERIALI E SUGLI ALTRI ELEMENTI CHE INTERESSANO L’ASPETTO ESTERIORE DEGLI EDIFICI



Art. 173 Criteri di tutela specifici. (modificato con del. C.C. 214/01 e con del. 41/02)

173.1 Finalità dei criteri di tutela specifici. 173.1.1 Al fine di tutelare e conservare i caratteri architettonici tipici del territorio fiorentino, sia per quanto riguarda il tessuto urbano storicizzato che per quanto attiene il territorio aperto, qualsiasi intervento su edifici di rilevanza storico-architettonico, tipologica ed anche semplicemente documentaria, è soggetto all’applicazione degli ulteriori criteri di tutela di cui agli articoli che seguono.


173.2 Ambito di applicazione

173.2.1 Il complesso di edifici soggetti all’applicazione delle misure di tutela di cui al comma precedente è costituito da :


173.2.2 Tali misure di tutela si applicano a qualsiasi intervento sugli elementi di detti edifici che contribuiscono a formare l’immagine complessiva della città e del territorio aperto, ivi compresi quelli di manutenzione ordinaria.
 

173.3 Articolazione delle prescrizioni 173.3.1 Per conseguire i fini di cui al primo comma, il presente Regolamento prescrive criteri progettuali, materiali e tecniche di intervento, distinguendo tra le varie parti omogenee dell’edificio e tra i singoli elementi che le costituiscono, secondo la seguente articolazione :
  1. Coperture
    • conformazione delle coperture
    • manti di copertura
    • abbaini e lucernari
    • canne fumarie, comignoli e torrini esalatori
    • aggetti di gronda e gioghetti
    • canali di gronda e pluviali
    • antenne e parabole televisive
    • pannelli solari ed impianti tecnologici
  2. Superfici di facciata
    • composizione architettonica delle facciate
    • intonaci
    • elementi architettonici o decorativi in pietra naturale
    • elementi architettonici o decorativi in finta pietra
    • murature a faccia vista
    • tinteggiature
    • serramenti esterni
    • impianti tecnologici di facciata
    • altri elementi di facciata
  3. Elementi apposti sulle facciate
    • insegne
    • tende frangisole
  4. Aree scoperte
      •  
173.2.2 Le prescrizioni in merito a ciascuna di dette parti omogenee e per i singoli elementi sono riportate negli articoli che seguono.
173.4 Eccezioni e deroghe 173.4.1 Le prescrizioni di cui al comma precedente non si applicano nel caso di interventi su edifici, o porzioni dei medesimi, notificati ai sensi del D.Lgs. 490/99 a condizione che l’intervento difforme sia stato esplicitamente autorizzato dall’Ente preposto alla tutela del vincolo.

173.4.1 Fatta salva l’eccezione di cui al comma precedente, potrà derogarsi da dette prescrizioni solo in casi del tutto particolari e con specifica e puntuale motivazione, fermo restando in ogni caso il fine di tutela di cui al comma 173.1.

173.4.2 In detti casi particolari dovrà essere avanzata richiesta di autorizzazione o concessione edilizia corredata da un progetto completo dell’intervento, redatto secondo quanto prescritto dall’art. 11, e nel quale siano esaurientemente illustrate le motivazioni dell’intervento difforme e le tecniche che si intendono adottare per conseguire comunque i fini di tutela prescritti. Detto progetto deve essere obbligatoriamente sottoposto all’esame della Commissione Edilizia che valuterà la compatibilità dell’opera progettata con i caratteri dell’edificio e del contesto in coerenza con i criteri di tutela contenuti nel presente Regolamento.

 
Art. 174 Conformazione delle coperture 174.1 Fermi restando i criteri generali di tutela di cui all’art. 170.2, negli edifici di interesse storico-architettonico, tipologico e documentario si applicano le ulteriori prescrizioni di cui al presente articolo.

174.2 In linea generale è prescritto il mantenimento delle coperture esistenti ed è vietato sostituirle con altre di diversa conformazione o geometria. Qualora necessiti procedere al rifacimento della copertura, questa dovrà essere ricostruita nella stessa conformazione e geometria, mantenendone il carattere tradizionale.

174.3 Le limitazioni di cui al comma precedente non si applicano nel caso di coperture che già siano state oggetto di sopraelevazioni o di trasformazioni incompatibili con il carattere dell’edificio o del contesto. In tali casi sono ammesse le modifiche necessarie a ripristinare la conformazione originaria o comunque a conseguire una nuova conformazione della copertura più consona ai caratteri architettonici dell’edificio e del contesto.

174.4 Modeste modifiche alle coperture che non incidano in maniera significativa sulla loro conformazione e geometria (quali la formazione di abbaini, lucernari o simili) saranno ammesse solo quando (per dimensione, ubicazione e conformazione) non ne pregiudichino il carattere tradizionale e la progettazione sia tale da garantire la compatibilità dell’intervento con il contesto.

174.5 Le eventuali finestre da realizzare sulle coperture inclinate sotto forma di abbaini o lucernari dovranno rispondere, per dimensioni, tipologia e caratteri costruttivi, alle specifiche prescrizioni di cui all’art. 176.

 
Art. 175 Manti di copertura 175.1 Manti tipici della tradizione fiorentina 175.1.1 I manti di copertura tipici della tradizione fiorentina sono quelli costituiti da :
  1. embrici e coppi, esclusivamente in cotto, disposti in file parallele e ad elementi separati;
  2. tegole marsigliesi, limitatamente alle tipologie paleoindustriali ed all'architettura del primo Novecento.


175.1.2 I manti di copertura originari e tipici della tradizione dovranno essere mantenuti e conservati.

175.1.3 Nel caso di rimaneggiamento di tali manti di copertura è obbligatoria la riutilizzazione degli elementi smontati. Nel caso in cui parte del manto risulti degradato e non riutilizzabile, la reintegrazione del medesimo dovrà avvenire :

  1. con materiale di recupero dello stesso tipo e cromia di quello non reimpiegabile;
  2. mediante inserimento, in maniera alternata e casuale, di nuovi embrici e coppi dello stesso tipo e pezzatura di quelli non recuperabili.
Negli interventi di conservazione è fatto obbligo di utilizzare la tecnica di cui alla lettera "a".

175.1.4 Nel caso di manti già parzialmente reintegrati con materiale incongruo (tratti di tegole marsigliesi su manti in embrici e coppi o simili) è prescritta la reintegrazione del manto originario con le modalità di cui al comma precedente.

175.1.5 Per la realizzazione di sfiati è in genere da evitare l’impiego di tubi che fuoriescono dal manto di copertura. In tali casi deve privilegiarsi l'impiego di tegole speciali della tradizione, opportunamente sagomate (fraticini). Ove ciò non risulti possibile la tubazione deve essere occultata da un comignolo in muratura con finitura ad intonaco civile.

  175.1.6 Gli strati di impermeabilizzazione e/o coibentazione dovranno essere nascosti alla vista, con particolare riguardo alle linee di gronda e ai profili delle falde.

175.1.7 Può essere fatta eccezione alle prescrizioni di cui ai commi precedenti solo in casi del tutto particolari e sempre che la previsione di progetto sia adeguatamente motivata.


175.2 Altri tipi di manti

175.2.1 Nel caso di edifici di recente costruzione e privi di interesse storico-architettonico o documentario, i manti di copertura che, per quanto originari, siano realizzati con materiali e tecniche estranee alla tradizione fiorentina potranno essere modificati e sostituiti con il tradizionale manto in embrici e coppi od altro tipo manto che, per materiale e colore, ben si inserisca nel contesto.

175.2.2 I manti degli edifici con copertura piana, quando vengano mantenuti, devono intonarsi cromaticamente con il manto tradizionale in cotto delle coperture inclinate.

 
Art. 176 Abbaini e lucernari (modificato con del C.C. 346/00 e con del. C.C. 214/01)) 176.1 Abbaini 176.1.1 E’ obbligatoria la conservazione ed il restauro degli abbaini e lucernari esistenti negli edifici di interesse storico-architettonico, tipologico e documentario e coevi con i medesimi. Quando ciò non fosse possibile per l’accentuato stato di degrado, essi dovranno essere ricostruiti in maniera fedele, conservandone le forme ed impiegando gli stessi materiali e tecniche costruttive.

176.1.2 La costruzione di nuovi abbaini e lucernari, lo spostamento di quelli esistenti o la variazione delle loro dimensioni è ammessa solo previa dimostrazione di reali esigenze funzionali e sempre a condizione che non contrastino con altre norme del presente Regolamento e che siano realizzati con forme, tecniche costruttive e materiali tradizionali.

176.1.3 Per i fini del comma precedente si considerano, in linea generale, realizzati con carattere tradizionale gli abbaini del tipo a due falde o ad una falda compluviata, realizzati in muratura, intonacati e tinteggiati nello stesso colore della facciata e con lo stesso manto di copertura della falda su cui si inseriscono.

176.1.4 Sempre ai fini del comma 176.1.2, si considerano motivati da reali esigenze funzionali gli abbaini necessari per l’aereazione ed illuminazione di locali sottotetto adibiti ad abitazione permanente nonchè quelli da realizzare per consentire l’agevole accesso alla copertura di cui al comma 114.4.1. Nel primo caso la dimensione della finestra deve essere proporzionata alla superficie di pavimento del locale sottotetto con riferimento ai rapporti minimi di cui all’art. 124.2.2, con una superficie massima assoluta di mq. 1,20 ed una lunghezza massima di ml. 1,50 per ciascun abbaino. Nel secondo caso la superficie della finestra non deve essere superiore a mq. 0,80 con la dimensione minore non inferiore alla metà del lato più lungo.

  176.1.5 Ove nel sottotetto non siano presenti locali adibiti ad abitazione permanente (e non sia pertanto possibile avvalersi della possibilità di cui al comma precedente), al fine di garantire comunque la ventilazione del piano sottotetto, è ammessa la realizzazione, per ogni unità immobiliare, di un abbaino di superficie non superiore a mq. 0,80 con la dimensione minore non inferiorealla metà del lato più lungo.

176.1.6 Lo spostamento di abbaini e lucernari esistenti o la variazione delle loro dimensioni è ammessa solo quando questi non presentino autonomo interesse architettonico o storico-artistico e comunque nel rispetto delle prescrizioni di cui ai commi precedenti.

176.1.7 Nel caso di abbaini o lucernari che presentino autonomo interesse architettonico o storico-artistico (non necessariamente sottoposti a diretta tutela ai sensi del D.Lgs. 490/99) sono ammessi i soli interventi di conservazione o, ove ciò non risulti possibile per l’avanzato stato di degrado, di ricostruzione filologica.
 

176.2 Lucernari 176.2.1 Per i lucernari emergenti dalla falda del tetto, qualsiasi sia la loro tipologia, valgono le stesse norme di tutela già dettate per gli abbaini.

176.2.2 Per quanto attiene i lucernari giacenti sul piano della falda, è prescritto il mantenimento di quelli di carattere tradizionale (tipicamente di grandi dimensioni, fissi e finalizzati all’illuminazione di pozzi scala) mentre potranno essere oggetto di modifiche i lucernari che non presentino caratteri riconducibili a tecniche tradizionali.

      176.2.3 La realizzazione di nuovi lucernari a filo della falda è ammessa con le stesse modalità e limitazioni già previste al comma 176.1 per gli abbaini. Per detti lucernari sono categoricamente escluse superfici vetrate di tipo specchiante.
176.3 TERRAZZE A TASCA SULLE COPERTURE Negli edifici di classe 3, 4 ed 8, e ferme restando le eccezioni e deroghe di cui all’art. 173.4, è ammessa la realizzazione di terrazze sulle coperture a condizione che le modifiche per la realizzazione delle stesse non comportino una pregiudizievole alterazione della conformazione e della geometria della copertura e che siano comunque verificate le seguenti condizioni: Art. 177 Canne fumarie, comignoli e torrini esalatori Art. 178 Aggetti di gronda e gioghetti Art. 179 Canali di gronda e pluviali Art. 180 Antenne e parabole trasmittenti e riceventi della radio, della televisone e della telefonia mobile (modificato con del C.C. 346/00, con del. C.C. 214/01 e con del. C.C. 41/02) Art. 181 Pannelli solari, pompe di calore ed altri impianti tecnologici (modificato con del C.C. 346/00) Art. 182 Composizione architettonica delle facciate (modificato con del C.C. 346/00 e con del. C.C. 41/02)) Art. 183 Intonaci Art. 184 Elementi architettonici e decorativi in pietra naturale Art. 185 Elementi architettonici e decorativi in finta pietra Art. 186 Murature a faccia vista Art. 187 Tinteggiature Art. 188 Serramenti esterni Art. 189 Impianti tecnologici di facciata Art. 190 Altri elementi di facciata Art. 191 Insegne Art. 192 Tende frangisole Art. 193 Aree scoperte (modificato con del C.C. 346/00)