COMUNE DI FIRENZE
REGOLAMENTO EDILIZIO
Allegato "F"
Modalità DI PROGETTAZIONE E COLLAUDO DELLe
STAZIONI RADIOBASE DI TELEFONIA CELLULARE
(introdotto con del. c.c.
346/00)
Art. 1 Criteri generali
La progettazione di una stazione radiobase dovrà
essere redatto secondo i criteri indicati nel presente Allegato ed essere
completa degli elaborati e delle relazioni tecniche necessarie per un agevole
ed univoco esame, secondo le indicazioni di cui ai commi seguenti.
1.2 Scheda descrittiva
della stazione contenente le seguenti informazioni
• gestore;
• denominazione;
• Indirizzo;
• coordinate;
• standard di trasmissione;
• banda di frequenza;
• N° di celle;
Per ogni cella:
• N° canali;
• potenza per canale al
connettore di antenna;
• tipo di antenna (marca
e modello);
• orientazione (gradi nord);
• tilt meccanico;
• tilt elettrico;
• guadagno (dBi);
• Diagramma di radiazione
verticale ed orizzontale.
1.3 elaborati grafici
• Diagramma di radiazione
verticale e orizzontale per ciascuna antenna e zona di incertezza:
• Disegno quotato delle
curve di campo a 3, 6, 10 e 20 V/m sul piano verticale contenente la direzione
di maggior guadagno e su quello orizzontale. Tale disegno deve tener conto
anche dell’eventuale tilt elettrico.
La zona di incertezza è
definita dall’insieme dei punti che nella direzione anteriore dell’antenna
distano meno di D2cos2(a)/l dove:
D è la lunghezza
dell’antenna;
a è l’angolo tra
la congiungente il punto col centro dell’antenna e il piano orizzontale;
l è la lunghezza
d’onda della radiazione emessa.
• Planimetria della zona
:
descrizione planimetrica
della zona circostante la SRB in scala opportuna. La carta dovrà
descrivere tutti gli edifici che distano dalla SRB meno della lunghezza
del lobo di radiazione a 3V/m e comunque tutti quelli entro un raggio di
100 m. Di tali edifici dovrà essere chiaramente indicata l’altezza
del piano di gronda, e la destinazione d’uso. Dovranno essere riportato
i disegni dei lobi a 3,6,10, 20 V/m o i loro inviluppi, la zona d’incertezza
e la quota del centro radioelettrico delle antenne.
• Sezion i:
Disegno in sezione dei piani
verticali contenenti il centro delle antenne e la direzione di massimo
irraggiamento di ciascuna cella.
Nella sezione dovranno essere
riportati in scala opportuna:
i disegni dei lobi a 3,6,10,
20 V/m o i loro inviluppi, la zona d’incertezza e la posizione delle antenne;
l’ingombro di tutti gli edifici
che distano dalla SRB meno della lunghezza del lobo di radiazione a 3V/m:
con tratteggio diverso dovranno comparire sia quelli effettivamente sezionati
dal piano in questione sia quelli presenti, in pianta, nel lobo di radiazione
di quella cella.
1.4 Ulteriori elementi
di valutazione
Il progetto dovrà
indicare la presenza di impianti di diffusione radiotelevisiva o di telefonia
cellulare nel raggio di 100 m dalla stazione.
Il progetto conterrà
disegni del dettaglio della zona dove vengono montate le antenne e degli
eventuali impianti tecnologici già presenti sul tetto (antenne TV,
canne fumarie, insegne luminose ecc.); dovrà inoltre descrivere
le perimetrazioni fisiche della zona ad accesso vietato che si rendessero
necessarie e i punti di posizionamento della relativa "segnaletica di divieto
e pericolo di cui si parla nei successivi "criteri di progettazione"
Art.2 Tutela della popolazione
e dei lavoratori impegnati nei pressi delle antenne per attività
non connesse con l’impianto stesso
2.1 Tutte le installazioni
dovranno garantire che l’attivazione contemporanea di tutti i trasmettitori
autorizzati, alla massima potenza, produca campi che rispettano i limiti
previsti dal DM 381/98. In tutti i casi in cui il progetto faccia prevedere
valori dei campi superiori alla metà di valori limite di campo fissati
dal decreto prima della attivazione sarà necessario procedere a
collaudo con misure strumentali secondo le modalità definite nei
commi seguenti.
2.2 In caso di posizionamento
sul tetto di edifici:
I livelli di campo nelle
zone accessibili intorno all’antenna devono risultare inferiori a 20 V/m.
La zona con livelli di campo
superiori a tale livello, se accessibile, deve essere fisicamente perimetrata
e deve essere indicata da segnaletica di sicurezza conforme al DL 493/96
che segnali l’emissione di campi elettromagnetici a radiofrequenze. Tale
segnalazione dovrà anche indicare il divieto di accesso alla immediata
prossimità delle antenne (distanza inferiore ad un metro) per possibili
gravi rischi per la salute. Tale avviso può essere diretto verso
tutti od almeno ai seguenti soggetti:
a) portatori di pace maker
cardiaci o dispositivi elettronici impiantati;
b) portatori di schegge
metalliche o protesi metalliche;
c) donne in gravidanza;
d) donne portatrici di spirali
intrauterine (I.U.D.)
In caso di installazione delle
antenne in posizioni normalmente non accessibili, la perimetrazione fisica
potrà essere sostituita da tavola in scala opportuna che individui
i confini della zona da perimetrare, e da un avviso posto sugli accessi
più naturali alle antenne, che riporti i divieti di cui in precedenza
e indichi l’esistenza e la collocazione della tavola di perimetrazione.
Nel caso la stima dei livelli
di campo sia effettuata solo mediante calcoli, la zona inaccessibile (fino
a 2 m dal piano di calpestio) dovrà essere estesa all’esterno della
zona di incertezza e dei lobi a 10 V/m.
L’installazione su terrazze
condominiali deve garantire che i livelli di campo sulla terrazza siano
inferiori a 6 V/m fino a 2 m di altezza dal piano di calpestio.
Al fine di garantire una
agevole manutenzione in condizioni di sicurezza degli impianti tecnologici
già presenti sul tetto, le antenne riceventi radiotelevisive, quelle
ricetrasmittenti di uso domestico, e gli impianti di condizionamento e
ventilazione dovranno essere esterni alla zona superiore ai 20 V/m (10
V/m nel caso di perimetrazione calcolata) e comunque distare di norma almeno
6 m dalle antenne e comunque non meno di 4m.
2.3 In caso di posizionamento
su torri faro, pali della luce e simili:
L’accesso per manutenzione
dovrà poter avvenire per percorsi esterni al lobo dei 20 V/m ed
alla zona di incertezza. L’efficacia di eventuali schermature installate
a questo scopo dovrà essere verifica strumentalmente prima dell’attivazione
del servizio.
Art. 3 Sovrapposizione con
altri impianti
Nel caso vi sia una significativa
sovrapposizione con le emissioni di altri impianti dovrà di norma
essere presentata una progettazione congiunta che definisca i livelli di
campo a partire dalle caratteristiche di emissione massima di entrambi
gli impianti. In questi casi il progetto conterrà una scheda descrittiva
di ogni impianto, mentre per la parte grafica di descrizione dei livelli
di campo si procederà in uno dei seguenti modi:
-
quando possibile per la semplicità
delle sovrapposizioni o per la indipendenza sostanziale dei lobi di emissione,
il progetto avrà le medesime caratteristiche di quello di una singola
stazione radiobase descrivendo per sezioni dei lobi di emissione l’area
interessata da livelli di campo superiori ai livelli di interesse. Il campo
risultante dalla sovrapposizione di emissione di antenne diverse è
calcolato pari alla radice della somma dei quadrati dei campi di ciascuna
emissione (somma energetica).
-
nel caso in cui la sovrapposizione
delle diverse emissioni dia luogo a volumi di ingombro delle zone superiori
ai livelli di interesse difficilmente descrivibili mediante poche sezioni
principali si riporterà in planimetria la proiezione approssimativa
di tali volumi e si descriveranno puntualmente, in forma tabellare, i valori
di campo riscontrati in facciata degli edifici maggiormente esposti, alla
quota di maggior esposizione ed ad una di 3 m più bassa
-
nel caso non sia possibile disporre
delle caratteristiche degli impianti in questione e sia ragionevole supporre
che le emissioni elettromagnetiche di questo non sono destinate a variare
significativamente nel tempo:
-
è possibile effettuare
la progettazione a partire da una determinazione dei punti di maggior esposizione
ai livelli di campo dell’impianto in progetto con la modalità di
progettazione b). In tali punti verrà effettuata una misurazione
dei valori di fondo del campo elettromagnetico con sonda isotropa a banda
larga ed il valore finale di progetto verrà assunto pari alla somma
energetica dei due campi e riportato in forma tabellare.
-
In alternativa dopo aver caratterizzato
i livelli di campo nell’area circostante si può progettare l’impianto
secondo la modalità a) descrivendo i lobi di radiazione prodotti
dalla somma energetica dell’emissione in progetto e di un campo costante
nello spazio pari al massimo valore di campo di fondo riscontrato nei punti
in esame.
Art. 4 CRITERI DI
VERIFICA STRUMENTALE DEI LIVELLI DI CAMPO ELETTROMAGNETICO PRODOTTI DALLE
SRB
4.1 Per il collaudo delle
stazioni radio base si svolgeranno misure nei punti, individuati durante
l’esame della progettazione, in cui i calcoli fanno prevedere un superamento
dei 3 V/m in residenze o loro pertinenze, o nei luoghi accessibili in cui
si superino i 10 V/m. Per lo svolgimento di tali verifiche ci si atterrà
ai seguenti criteri:
-
le misurazioni saranno svolte
secondo le indicazioni fornite dalle linee guide emanate dai ministeri
dell’ambiente delle telecomunicazione e della sanità in applicazione
del decreto 381/98.
-
Per l’utilizzo degli strumenti
e le determinazioni del campo si seguiranno le indicazioni delle norme
di buona tecnica emanate in proposito da accreditati enti di normazione
nazionale ed internazionale
-
Le misure saranno relative alla
massima potenza emissiva dell’impianto e riferite al numero di canali per
i quali è stata richiesta l’autorizzazione. Nel caso che non tutti
i canali richiesti siano attivi al momento del collaudo, il valore di campo
massimo in configurazione autorizzata dovrà essere opportunamente
calcolato a partire dalle misure effettuate.
-
Della data ed ora in cui saranno
svolte le misure di collaudo sarà data comunicazione all'ARPAT con
almeno 5 gg. lavorativi di anticipo in modo tale da consentire l'eventuale
presenza alle misure.
-
Sarà redatta, da professionista
abilitato, una relazione sulle misure svolte che descriva in dettaglio:
-
condizioni di esercizio dell’impianto
durante le misure;
-
posizione dei punti di misura;
-
tipologia di strumentazione
utilizzata per le determinazioni;
-
valori di campo riscontrati
per ciascun punto di misura nelle attuali condizioni dell’impianto ed in
quelle in cui fossero attivi tutti i canali per i quali è stata
chiesta l’autorizzazione.