Premesso che,
l'art. 36, comma 3, della legge 142/90 attribuisce al Sindaco,
nell'ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi
espressi dal Consiglio Comunale, la competenza a "coordinare
gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici nonché
gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle
amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione
dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti",
introducendo il concetto di centralità del tempo sociale
e degli orari della città;
La Legge regionale 62/92 detta le prime norme per l'esercizio
da parte dei Sindaci delle competenze in materia di coordinamento
degli orari promuovendo attività di ricerca e il finanziamento
delle stesse;
La legge regionale n. 5 del 16 gennaio '95 "Norme per il
Governo del territorio" all'art. 5bis stabilisce che "deve
essere altresì garantita una corretta distribuzione delle
funzioni al fine di assicurare l'equilibrio e l'integrazione tra
il sistema di organizzazione degli spazi e il sistema di organizzazione
dei tempi nei diversi cicli della vita umana, in modo da favorire
una fruizione dei servizi pubblici e privati di utilità
generale che non induca necessità di mobilità."
Lo Statuto Comunale di Firenze all'art., 31, secondo comma, prevede
l'elaborazione di un piano regolatore cittadino degli orari.
Considerato come i rilevanti mandati istituzionali richiamati
dalla normativa nazionale e regionale abbiano posto il Comune
in una posizione centrale di indirizzo e programmazione, in merito
alle nuove problematiche di coordinamento degli orari della città,
con l'obiettivo di garantire a tutti i cittadini un miglior rapporto
con l'Ente, i suoi servizi e, in generale, un miglior autogoverno
del tempo individuale, ciò al fine di armonizzare le esigenze
complessive dei cittadini nella duplice veste di utenti e lavoratori;
Ritenuto altresì che il ruolo del Comune sia quello di
sviluppare gradualmente un progetto che induca tutti gli attori
sociali (Aziende pubbliche e private, Istituzioni, Associazioni)
ad una adeguata riflessione e ad una loro responsabilizzazione
attiva in merito alla riorganizzazione dei tempi, orari e spazi
della città intesa come insieme di valori, regole, risorse
e in sintonia con le condizioni di vita dei cittadini;
Rilevato come il Sindaco per le finalità sopra espresse,
volte alla definizione di adeguate politiche dei tempi nella più
generale azione di governo della città, e considerata la
necessità di affrontare tali questioni, in primo luogo
investendo la struttura comunale nella sua globalità e
complessità, abbia disposto la costituzione di un Gruppo
di Coordinamento e di Indirizzo Interassessorile, proprio alfine
di avviare un processo di sensibilizzazione e di indirizzo per
l'individuazione delle problematiche e delle strategie più
opportune per addivenire all'elaborazione di un Piano di Coordinamento
dei Tempi e degli Spazi della città.
Preso atto, dell'istituzione all'interno dell'Ufficio del Sindaco,
in data 1/ 9/'96 con ordinanza n. 5953 del 19/8/'96, dell'Ufficio
Tempi e Spazi della città, riconfermando ad oggi la sua
collocazione funzionale, visto il nuovo Regolamento di Organizzazione,
approvato con delibera n.3230 del 2/10/'96 che individua, come
una delle funzioni di programma il "coordinamento degli interventi
per la programmazione dei tempi e degli orari della città";
Ritenuto che tale Ufficio venga a configurarsi come struttura
di supporto al Sindaco stesso e al Gruppo di Coordinamento e di
Indirizzo e nel contempo sia preposto alla gestione delle politiche
dei tempi interagendo permanentemente con i diversi Assessorati
e Direzioni dell'Amministrazione, definendo di volta in volta
le priorità di intervento, le modalità e le risorse
necessarie ai compiti e alle funzioni della struttura;
Rilevato come detto Ufficio, supportato da adeguati contributi tecnici e di consulenza, debba assumere il compito di :
Rilevata altresì la necessità, per rendere efficace
l'azione dell'Ufficio stesso in ordine a quanto sopra evidenziato,
di adeguarne la struttura con una corretta dotazione di personale,
in relazione ai compiti e agli obiettivi e ai progetti che si
renderanno necessari, prevedendo quindi la disponibilità
di risorse umane in relazione a più funzioni;
Considerato il lavoro svolto ad oggi dalla Consulente Cristina
Bevilacqua, che ha prodotto un primo documento ritenuto significativo
per le implicazioni operative finalizzate alla stesura e all'attuazione
del "Piano di Coordinamento dei Tempi degli orari e degli
Spazi della città";
Rilevato che tale lavoro proseguirà con la realizzazione
di ulteriori documenti operativi, elaborati dalla consulente d'intesa
con l'Ufficio Tempi.
Il Consiglio Comunale assume i seguenti indirizzi generali preliminari:
Considerato come il governo dei tempi richieda la predisposizione
di un apposito "Piano di coordinamento dei tempi, degli orari
e degli spazi della città", che conterrà le
regole generali, gli strumenti e le innovazioni sociali volte
a migliorare le qualità della vita e liberare tempo;
Rilevato come la politica dei tempi non si aggiunga alle altre
politiche ma le attraversi tutte, il "Piano di coordinamento"
va inteso come:
Considerata la rilevanza dell'organizzazione del tempo e dei ritmi
di vita in ambito urbano è opportuno che il piano si ispiri
alle seguenti linee di intervento:
Preso atto di quanto sopra evidenziato si individuano i seguenti
progetti sperimentali che dovranno essere realizzati anche attraverso
ricerche e studi mirati:
1) stipula di un Protocollo d'intesa tra il Comune di Firenze,
le Amministrazioni comunali limitrofe e i soggetti istituzionali
e sociali che relativamente alle rispettive aree di competenza,
si impegnano a realizzare un progetto di organizzazione, riorganizzazione
e modifiche sperimentali degli orari, degli spazi e dei tempi
della città. Nel protocollo d'intesa vengono pertanto definite
la titolarità dei soggetti firmatari, i principi ispiratori
e gli obbiettivi della politiche di Piano. Il Protocollo presuppone
l'attivazione di un "tavolo tecnico-negoziale" in favore
della definizione e realizzazione di una efficace organizzazione
temporale della città, con l'assunzione di una reciprocità
di responsabilità e di impegni per il raggiungimento di
tutti gli indirizzi già evidenziati ai punti a-b-c-d-e-f-g-h-i
del presente atto. Ad una sottoscrizione generale per la stipula
del protocollo d'intesa proposta ai soggetti in questione, seguirà
la sottoscrizione di accordi tra le parti per un agire comune,
attraverso la stipula di protocolli tematici, in relazione all'identità
degli enti/soggetti che diversamente contribuiscono alla determinazione
delle politiche temporali della città e dei comuni limitrofi
al capoluogo. Un primo protocollo stipulato, mirato ad una negoziazione
tra comune ed un soggetto esterno, è rappresentato dall'accordo
Comune di Firenze e Azienda ATAF, sottoscritto in data 10 febbraio
'97, secondo uno schema di protocollo approvato con deliberazione
n. 5141/4337 del 9/12/96, e che stabilisce i criteri guida per
la realizzazione di studi e sperimentazioni di servizi.
2) modifica degli orari di apertura dei servizi comunali ampliandone
l'offerta al cittadino in fasce orarie differenziate anche pomeridiane.
In tal senso per verificare gli orientamenti di possibili cambiamenti,
si è provveduto a promuovere una ricerca (attualmente in
corso) sia esterna all'Ente (tramite il coinvolgimento diretto
di un campione rappresentativo di famiglie/utenti), sia internamente
all'Ente, in collaborazione con le Direzioni interessate dell'Amministrazione.
Ciò al fine di coniugare, con l'ampliamento dell'offerta
di servizio, l'esigenza del cittadino e le possibilità
di risposta dell'Amministrazione comunale, da valutarsi in termini
di "fruibilità reale" dei servizi da parte degli
utenti, tenendo conto del tempo desincronizzato tra tempo obbligato
al lavoro/cura e l'orario di offerta del servizio stesso. Le indicazioni
delle ricerche e gli accordi in sede di Ente, potranno presupporre
anche forme di apertura dei servizi in accordo con altre Istituzioni,
in giorni e fasce orarie analoghe, sperimentando e monitorando
con gli altri Enti pubblici e privati, una "giornata del
cittadino" alla settimana, nella quale i servizi sono aperti
"non stop" per consentire un miglior accesso agli utenti;
3) sfalsamento degli orari scolastici nei diversi ordini e gradi
di scuola, per desincronizzare gli orari della mobilità,
e facilitare gli spostamenti nell'ambito cittadino e dell'area
metropolitana, potenziando il servizio pubblico di autobus con
eventuali linee specializzate al fine di rendere più agevole
il trasporto degli studenti. Il progetto, la cui sperimentazione
diventerà esecutiva a partire dall'inizio del prossimo
anno scolastico, prende avvio da una ricerca iniziata nel dicembre
'96 che ha visto coinvolti, il Comune di Firenze, il Provveditorato
agli Studi e l'Azienda ATAF. L'indagine si prefigura come un "censimento
della mobilità scolastica" in quanto è stata
rivolta alle famiglie e agli studenti di tutte le scuole di ogni
ordine e grado. La ricerca ha compreso contestualmente anche una
"mappatura" dei quadri orari di ingresso/uscita/rientri
pomeridiani, per poter effettuare una indispensabile connessione
tra mobilità e fasce orarie scolastiche. Le prospettive,
sulla base dell'analisi, risulteranno essere:
E' necessario che questa prima iniziativa di modifica di orari
e tempi, debba ricollegarsi ad un obiettivo più generale
rispetto alla sincronia degli orari della città nel suo
complesso, prevedendo in tempi brevi scaglionamenti per fasce
del flusso di mobilità, non solo degli studenti, ma dell'insieme
dei cittadini, lavoratori e utenti, in armonia con le linee di
intervento del Piano delle Funzioni, con particolare riferimento
ai problemi del commercio e dell'artigianato;
4) promozione di progetti decentrati nei quartieri cittadini per
la realizzazione di percorsi pedonali sicuri nel tragitto casa-scuola
al fine di dare una risposta nel quadro della pianificazione del
traffico urbano non solo alla protezione e sicurezza per i piccoli
pedoni, ma anche per concorrere alla fluidificazione del traffico,
alla riduzione dell'inquinamento, al miglioramento della viabilità
nelle arterie più congestionate, inserendosi nel piano
di desincronizzazione degli orari della città. I "percorsi
sicuri", si configurano come progetti mirati per ripensare
la città in funzione di una migliore vivibilità
per tutti, a partire dai più piccoli. Per intervenire operativamente,
attivando "percorsi/tipo" sperimentali, occorre che
questa esigenza sia condivisa, recepita e inserita negli indirizzi
generali e nelle scelte che, l'amministrazione sta attuando in
merito alle politiche di piano che nei prossimi anni riguarderanno
il territorio della città e la sua riorganizzazione. L'Ufficio
Tempi si è posto quindi in rapporto di continuità
e integrazione con i tecnici del Piano Regolatore, del Piano
delle Funzioni (in via di definizione), del Piano Urbano del Traffico,
della tutela ambientale, del verde pubblico, in quanto la realizzazione
dei "percorsi" si ricollega direttamente ad un approccio
complessivo sulle politiche urbane ed ambientali. I percorsi sicuri,
dovranno essere dimensionati necessariamente ai contesi urbani
scelti, operando di comune accordo con i tecnici dei settori interessati
e preposti alla programmazione, progettazione e finanziamento
degli interventi. Si tratta nello specifico di attivare "modelli
tipo" differenziati rispetto alle aree che saranno individuate
e che potranno essere, a seconda dei casi e delle opportunità:
zone in via di ristrutturazione urbana, aree di nuovi insediamenti
urbani, aree dismesse e anche zone c.d. sature dal punto di vista
urbanistico. In ognuna di queste direzioni, non mancano studi,
progetti, ipotesi di intervento, ricerche già raccolti
dall'Ufficio Tempi e Spazi (elaborati dai Quartieri, da studenti,
insegnanti, professionisti e dagli stessi settori del Comune di
Firenze), che devono essere oggetto di valutazione, stima e verifica
da parte dell'Amministrazione e dei settori competenti per avviare
le prime forme di attuazione;
5) nell'ambito dell'istituzione degli Uffici Relazione con il
Pubblico, la realizzazione di un "modello" di servizio
"integrato" polifunzionale di area metropolitana, in
collaborazione con altri Enti e istituzioni, a partire dalla
collaborazione con l'Azienda ATAF. In particolare il "modello"
s'inserisce negli impegni siglati con il Protocollo d'intesa,
promosso dall'Ufficio Tempi del Comune di Firenze nell'ambito
del "Piano di Coordinamento dei Tempi, degli Orari e degli
Spazi della Città" e l'Azienda ATAF, che prevede l'apertura
di un Ufficio Relazioni con il Pubblico, la cui attuazione consiste
nella progettazione comune tra più soggetti che concorrono
alla promozione dell'iniziativa, attuando un sistema integrato
di competenze, funzioni e modalità gestionali. E' sottinteso
che la realizzazione di questo "sportello" si ricollega
alla più generale programmazione in atto da parte dell'Amministrazione
per l'apertura, entro l'anno in corso, di una rete di servizi
"URP".
In questa prospettiva l'Ufficio Tempi e spazi ha attuato:
6) promozione e informazione per la costituzione di Banche del Tempo al fine di valorizzare il "bene tempo". Si evidenza che la Banca del Tempo si inserisce a pieno titolo nelle politiche dei tempi e degli orari dando concretezza alla progettazione dei piani dei tempi urbani, proprio perché nasce dal bisogno di un uso diverso del tempo finalizzato al miglioramento della vita quotidiana. La Banca del tempo è:
Promuovere questo tipo di intervento da parte dell'amministrazione significa mettere a punto una strategia volta innanzi tutto a consentire ai gruppi promotori, costituitisi con la partecipazione dei cittadini interessati, di passare ad una fase operativa di realizzazione della banca e all'apertura di uno sportello. Questa fase operativa presuppone un impegno dell'Ufficio Tempi relativamente a più aspetti:
Visto l'art. 32 della Legge 142/90
Visto l'art. 36 della legge 142/90
Vista la Legge Regionale n. 62/92
Vista la Legge Regionale 5/95
Vista la Legge 241/90
Visto il Decreto Legislativo 29/93
Vista la Legge 125/91
Vista la Legge 81/93
Di approvare gli indirizzi e i progetti sperimentali di cui in
narrativa secondo i contenuti descritti ai punti da 1) a 6), al
fine di avviare la realizzazione del piano di coordinamento dei
Tempi degli Orari e degli Spazi della città.
Dà all'Amministrazione Comunale i seguenti indirizzi:
Impegna il Sindaco a trasmettere una relazione dettagliata al Consiglio Comunale ogni sei mesi sullo stato di attuazione del Piano di Coordinamento dei Tempi, degli Orari e degli Spazi della città.
A cura dell'Ufficio del Consiglio
Data di verifica/aggiornamento : 13-05-97