Tiziana Calvitti

IL FONDO TORDI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE CENTRALE DI FIRENZE



§ 1. Le vicende del Fondo Tordi

La ricognizione della raccolta e la pubblicazione del catalogo relativo alle opere a stampa del Fondo Tordi della Biblioteca Comunale Centrale di Firenze si inseriscono nell’ambito di un progetto, avviato recentemente dall’Istituto fiorentino, di valorizzazione dei fondi storici ivi conservati.

La nascita della Biblioteca Comunale è strettamente connessa con quella dell’Archivio Storico :

" La biblioteca con l’Archivio storico comunale trae le sue origini dalla riunione in un'unica sede nei quartieri monumentali in Palazzo Vecchio dalla parte storica dell’Archivio vecchio della Comunità di Firenze al quale era unita una discreta biblioteca composta in gran parte di libri provenienti dalle soppresse congregazioni religiose, dagli uffici amministrativi comunali, da lasciti, doni e acquisti "1.

Nel 1913, con l’approvazione del Regolamento per il servizio della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Comune di Firenze, confluirono nella biblioteca ulteriori libri, vecchi e nuovi, raccolti negli uffici comunali e ancora provenienti da lasciti, donazioni e da sporadici acquisti.2

La raccolta, specializzatasi nel corso del tempo, ha acquisito, oramai, il carattere storico culturale confacente ad un patrimonio il cui scopo è documentare esaustivamente la storia culturale, politica ed amministrativa di Firenze e della Toscana.

  L’Istituto oggi, in seguito al trasferimento dall’originaria sede di Palazzo Vecchio avvenuto attorno alla metà degli anni Cinquanta, è situato all’interno dell’ex convento delle Oblate, in via Sant’Egidio 21; la biblioteca si articola in sezioni speciali ( Storia politica, civile e culturale di Firenze tra il XVIII e il XX secolo, Collezione completa de "La Nazione" e della "Gazzetta Ufficiale" ), fondi moderni ( Storia delle donne – Fondo Franca Pieroni Bortolotti, Fondo Istria Fiume Dalmazia, Fondo di miscellanee moderne) ed infine fondi storici ( Fondo Davidsohn, Fondo Tordi, Fondo Boncinelli, Fondo Miscellanee storiche, Fondo Peleaz, Fondo Ricci, Fondo Periodici Storici 3).

Quest’ultimo settore dei fondi storici, pur costituendo parte integrante del patrimonio complessivo, è stato a lungo trascurato. La Regione Toscana ha recentemente avviato un progetto4, il cui scopo è gettare luce sulle origini e sulla formazione di queste peculiari raccolte conservate nelle biblioteche toscane, coordinando le indagini.

La Biblioteca Comunale Centrale di Firenze ha, dunque, raccolto l’invito e, sulla spinta di nuove emergenti necessità di ricerca e sulla base dei soddisfacenti risultati dei lavori di recupero catalografico su supporto informatico dei suddetti fondi, ha intrapreso una ricognizione totale delle singole raccolte, con l’obiettivo di rendere effettivamente fruibile un patrimonio, altrimenti destinato al disuso.

Il lavoro effettuato sul Fondo Tordi, dunque, si inserisce in questo contesto di rinnovato interesse e di rivalutazione, o meglio valutazione, di un patrimonio latente il cui scopo ultimo continua ad essere la necessità di palesare l’intrinseca carica informativa, mutando la propria condizione ed evolvendo dall’originario stato di "informazione in potenza" all’attuale stadio di "informazione in atto"5.

La volontà di concretizzare quest’informazione "in potenza", trasformandola in un insieme di unità bibliograficamente ordinate ed accessibili era già presente in Tordi il quale, destinando una parte della sua libreria privata alla Biblioteca Comunale di Firenze, confidava in un ottimale, continua ed adeguata tutela e valorizzazione del nucleo donato; si legge, infatti, dal testamento10 " I libri relativi a Firenze che recheranno un’apposita mia indicazione, dovranno essere passati alla biblioteca Storica del Comune di Firenze, presso la quale già feci collocare, per precedente dono, la mia collezione topografica fiorentina11 in onore della mia adorata figlia Giulietta […]Vieto in modo assoluto e perpetuo che tutti questi miei doni siano portati e studiati fuori dell’ambiente e della sorveglianza diretta delle Biblioteche e degli Enti di coltura ai quali li ho destinati ".

  Domenico Tordi moriva il 22 dicembre del 1933, il notaio Raffaele De Lucia, rogatario del testamento, in data 8 gennaio 1934 invitava l’allora bibliotecario della Biblioteca Comunale, Rodolfo Ciullini, a recarsi nell’abitazione del defunto per rimuovere e sigilli ed occuparsi dei libri; la Biblioteca entrava così in possesso del Fondo Tordi.

Il primo marzo dello stesso anno Ciullini inviava una relazione al Podestà di Firenze12nella quale si tracciava un breve quadro della tipologia e della consistenza della raccolta, " […] circa mille volumi tra opere e miscellanee, che il testatore aveva distribuito in due librerie. Questo materiale librario è costituito in prevalenza di opere storiche riguardanti Firenze e la Toscana ", si informava che prima di disporne il trasporto in Palazzo Vecchio, era stata eseguita una cernita della raccolta, scartando un terzo circa dei volumi, ossia le opere di cui la Biblioteca possedeva già un esemplare, tali volumi rimanevano di diritto al Comune di Orvieto; l’intraprendente bibliotecario in seguito alla riduzione quantitativa del lascito, proponeva ed otteneva dallo stesso Comune e dalla famiglia del benefattore la donazione di alcune stampe, al fine di accrescere e completare la Raccolta topografica donata nel 1917 da Tordi. Ciullini terminava la suddetta relazione suggerendo :

" Credo opportuno aggiungere che di questi libri dovrà essere redatto e stampato un catalogo particolare e che essi dovranno essere riuniti in uno scaffale apposito sul quale sia iscritto il nome del donatore. E […] riterrei opportuno provvedere alle rilegature necessarie, alla schedatura ed alla stampa del catalogo".

  Prima di essere inoltrata, la relazione veniva postillata da un superiore del bibliotecario Ciullini che, approvando i suggerimenti proposti, sollecitava un finanziamento straordinario di 300 lire per realizzare i suddetti lavori. La risposta del Podestà, Commendator Bussetti, giunta nel corso dello stesso anno, negava la sovvenzione, motivando il rifiuto con la mancanza di disposizioni testamentarie da parte del soggetto largitore in materia e con la mancanza di requisiti particolari del lascito tali da rendere necessaria l’istituzione di un catalogo particolare. Il Fondo, dunque, trattato come ordinario materiale bibliografico, veniva registrato nell’inventario, schedato nel catalogo cartaceo alfabetico per autori redatto dallo stesso Ciullini13 e fisicamente disperso tra le raccolte della Biblioteca Comunale; unico elemento identificativo delle unità appartenenti alla raccolta, il timbro "Lascito Tordi"14, apposto sulle pagine iniziali o finali delle pubblicazioni ed in corrispondenza nell’inventario.

Una ulteriore relazione15 inviata dal bibliotecario all’Assessore per la pubblica istruzione nel 1946, avente come oggetto lo stato di conservazione e di uso della Biblioteca ed Archivio storico, informa che Ciullini, promosso Direttore dell’Istituto, si accingeva

" all’ordinamento delle raccolte all[o] scopo di metterle subito a profitto degli studiosi […] Le raccolte bibliografiche erano state distribuite in diverse categorie secondo le materie dei libri e seguendo un sistema empirico era stato compilato anche un catalogo per autore in ordine alfabetico di soli nomi e indicazioni sommarie dei libri […] così che era sorta una tale confusione che ognuno può facilmente giudicare da se "; allo stato delle cose Ciullini decideva di porre rimedio formando " ex novo un catalogo generale ", concretizzatosi, poi, nell’esecuzione di ben sette cataloghi16 di cui non vi è più traccia, ad eccezione del catalogo alfabetico per autori, a tutt’oggi in uso nella biblioteca seppur limitatamente al posseduto anteriore al 1940 circa, e del catalogo topografico, oltre al registro d’ingresso.

  Il Fondo Tordi, brevemente menzionato nella relazione, veniva schedato in entrambi i cataloghi e non si esclude l’ipotesi che le miscellanee tordiane confluissero nell’apposito catalogo delle miscellanee, tuttavia, il registro d’ingresso conferma un’inventariazione dei pezzi frammentaria nel tempo a cui corrisponde una catalogazione parziale delle unità, nonostante gli appositi strumenti approntati.

Questa parzialità ha, successivamente, reso necessario un riordinamento del patrimonio intero, con conseguente ricatalogazione, tale lavoro si compiva negli anni Cinquanta ad opera della dr.ssa Renata Gioi Baroni17, in occasione della redazione della propria tesi di laurea; si provvedeva, così, alla compilazione di un nuovo catalogo generale a schede per autori e per soggetti, in cui confluiva il precedente catalogo per autori; anche questo lavoro non veniva portato a termine, il Fondo Tordi, come gli altri lasciti posseduti dalla biblioteca, non riceveva alcun trattamento particolare, permanendo nello stato di confusione generale creatosi al principio: disperso tra le altre raccolte.

Successivi e parziali riordinamenti si sono succeduti negli anni Ottanta e Novanta

( come si evince dal registro d’ingresso e dai duplici o triplici numeri d’inventario presenti sulle pubblicazioni esaminate18), ma il tentativo di riorganizzare ex novo il patrimonio, senza procedere singolarmente per separate sezioni, ha comportato il permanere del generale stato di disordine, coinvolgendo tra le varie raccolte il Fondo Tordi e rendendo necessario il presente lavoro.

 
§ 2. Le fasi della ricognizione Il tirocinio di formazione ed orientamento, nato dalla convenzione tra la Regione Toscana e la Biblioteca Comunale Centrale di Firenze e svoltosi in questa sede, ha posto le basi per la realizzazione del lavoro presentato in queste pagine.

La Biblioteca Comunale di Firenze nell’ambito del progetto di valorizzazione e riordinamento del proprio patrimonio, ha avviato ed oramai pressoché concluso, il recupero catalografico su supporto informatico delle raccolte possedute; tale recupero, resosi necessario per il cattivo stato di conservazione dei cataloghi cartacei parziali e datati, ha comportato, inoltre, un’indagine approfondita e definitiva dei vari Fondi storici e la pubblicazione in rete dei cataloghi di tali raccolte; la ricognizione del Fondo Tordi e la presentazione del catalogo delle opere a stampa, si inseriscono in questo contesto.

" Generalmente una biblioteca inizia il nuovo tipo di gestione informatizzata a partire dalle nuove acquisizioni […] il sistema informatizzato raggiunge la sua massima efficienza nel momento in cui tutte le procedure e tutti i servizi sono gestiti con lo strumento informatico, e soprattutto nel momento in cui le notizie bibliografiche di tutto il patrimonio della biblioteca sono immagazzinate nell’elaboratore […] Per questi motivi tutte le biblioteche che hanno avviato un processo di informatizzazione attivano […] dei progetti per il recupero delle notizie bibliografiche ancora su supporto cartaceo; questa fase del processo viene indicata nell’uso comune come […] recupero della catalogazione pregressa […] Il recupero può essere fatto […] con una catalogazione retrospettiva, che prevede una nuova analisi sia formale che concettuale e una ricatalogazione di tutte le raccolte, riprendendo in mano il patrimonio libro per libro […]19".

  In quest’ottica di lavoro, la Biblioteca Comunale effettuando il recupero retrospettivo ha ottenuto un catalogo informatizzato omogeneo e completo, impiegando però tempo e risorse che, per i fondi storici, hanno richiesto analisi documentarie approfondite e impiego di risorse esterne; così, le ore di tirocinio disponibili sono state impiegate per completare la ricognizione del Lascito Tordi sia internamente, con l’individuazione e la catalogazione corretta e totale degli esemplari appartenenti alla raccolta, sia esternamente, fornendo a corredo tutte le informazioni utili alla ricostruzione della provenienza e della formazione del Fondo appartenente all’Istituto fiorentino, informazioni indispensabili, in questo caso, in conseguenza della peculiarità del Lascito, soggetto ad una duplice dispersione : disseminato tra vari Istituti ed Enti di conservazione, disperso tra le altre raccolte degli stessi Istituti.

Il recupero catalografico su supporto informatico è avvenuto utilizzando il software di catalogazione per biblioteche Easycat20 che immette via Intranet le schede nel catalogo, è basato sul software di information retrieval CDS/ISIS dell’UNESCO; Easycat cataloga materiale bibliografico: monografie, periodici ecc. ed altre tipologie documentarie quali manoscritti, libro antico, materiale musicale, e per ogni base di dati si possono utilizzare Authority Files e Thesauri; consente di acquisire dati da tutti i formati e di convertirli in formato UNIMARC, adotta il formato dei dati bibliografici ISBD, attraverso il quale consente la catalogazione, controllando automaticamente sia la grammatica che la sintassi del formato standard, impedendo l’immissione di dati incongruenti e segnalando la presenza di errori nei dati acquisiti, permette la catalogazione partecipata di più biblioteche ed archivi, assegnando ad ogni ente un profilo identificativo e assicurando, così, il controllo della catalogazione. Easycat è oggetto di una convenzione con ICCU ( Istituto Centrale per il Catalogo Unico) per l’accesso a SBN ( Servizio Bibliotecario Nazionale), inoltre, i dati sono compatibili con l’OPAC Easyweb, un motore di ricerca via web basato anch’esso sul software CDS/ISIS, ed immediatamente disponibili in rete, l’OPAC ( Online Public Access Catalogue) è un interfaccia amichevole che permette la consultazione e l’interrogazione del catalogo elettronico, Easyweb si utilizza su dati provenienti da qualsiasi fonte, di ogni formato e tipologia, è dotato di un’interfaccia funzionale, flessibile e di immediata comprensione, permette la navigazione differenziando il tipo di ricerca per liste, per campi e per operatori booleani.

  Il recupero retrospettivo effettuato dalla Biblioteca Comunale sull’intero patrimonio pregresso in una prima fase aveva permesso di individuare con un’indagine "a tappeto" in conseguenza dell’inaffidabilità degli strumenti catalografici cartacei esistenti, e successivamente immettere nel catalogo elettronico circa 1270 unità bibliografiche, corrispondenti ad altrettanti record appartenenti al Fondo Tordi, identificati come tali dal codice LTO (Lascito TOrdi), questi dati iniziali hanno dato vita alla prima bozza di catalogo delle opere a stampa della raccolta, tuttavia, da un’analisi seppur superficiale della documentazione posseduta risultava chiaramente che il lascito iniziale ammontava a circa 1300 unità21, conseguentemente se gli esemplari non erano andati perduti, dovevano esistere giacenti tra gli scaffali, privi di catalogazione oppure catalogati ma privi della contestualizzazione d’appartenenza.

La ricognizione totale e corretta della raccolta richiedeva, dunque, indagini approfondite e incrociate con informazioni documentarie d’altro tipo, realizzabili solo con un lavoro mirato ed esclusivo.

Per indagare circa la sorte dei presunti esemplari mancanti si è fatto ricorso all’inventario22, nel quale erano stati registrati i libri del Fondo nel momento dell’acquisizione, identificati da un timbro recante la scritta "Lascito Tordi", apposto in corrispondenza sui volumi registrati; l’inventario, compilato manualmente, costituito da quattro quaderni, recava delle scarne indicazioni : numero d’ingresso, breve descrizione del volume costituita dal nome dell’autore, titolo, luogo e anno di edizione ed infine l’indicazione della provenienza, ossia il timbro.

Sfogliando il registro e confrontando i dati con la bozza di catalogo disponibile, si è rilevato che non tutti gli esemplari che ad inventario apparivano timbrati come Lascito Tordi erano presenti sul catalogo, ma d’altra parte, alcuni libri immessi nel catalogo elettronico non avevano alcun contrassegno o nota ad inventario tali da permettere di ipotizzare l’appartenenza al Fondo.

  La soluzione adottata, dispendiosa ma necessaria, è stata quella di riprendere ancora una volta in mano gli esemplari coperti dal dubbio per appurare se l’inserimento nel Fondo fosse corretto o meno. Poiché l’inventario era sprovvisto della segnatura di collocazione dei volumi, è stato necessario procedere al reperimento della collocazione stessa attraverso la consultazione dell’Opac della biblioteca e del catalogo topografico cartaceo.

Inoltre, i volumi appartenenti al Fondo Tordi, non costituivano una serie continua nell’inventario, bensì comparivano a gruppi più o meno consistenti, intercalati dalla registrazione di altri libri acquisiti dalla biblioteca, talvolta gli stessi volumi comparivano due volte, reinventariati a distanza di tempo.

Se è ragionevole supporre che l’inventariazione del Fondo non sia stata totale e continua, poiché 1300 volumi richiedono del tempo per essere effettivamente collocati, ma sia stata intercalata dalla registrazione di volumi di altre raccolte che l’Istituto doveva comunque assorbire nel quotidiano lavoro di registrazione, catalogazione e collocazione, non può essere definita coerente o sensata la scelta a distanza di quaranta o cinquant’anni di reinventariare alcuni volumi senza darne alcun cenno; così se il grosso dei pezzi ha un numero d’ingresso compreso tra 4000 e 6000, corrispondenti agli anni successivi all’acquisizione della raccolta, avvenuta nel 1934, alcune serie ricompaiono inventariate con numero d’ingresso compreso tra 23 e 24000 e ancora tra 29 e 30000, corrispondenti rispettivamente all’inizio degli anni Ottanta e Novanta23, evidentemente in corrispondenza di riordinamenti e tentativi di recupero retrospettivo parziali e, comunque, incompleti.

  Sono stati identificati, dunque, circa quaranta esemplari sfuggiti all’iniziale ricognizione dei catalogatori per motivi diversi e non sempre comprensibili : timbro sbiadito, apposto tra pagine attaccatesi per l’umidità, opuscoli collocati nella scatola errata ecc.

I pezzi recuperati sono stati descritti, inseriti nel catalogo elettronico e conseguentemente nel catalogo cartaceo, sono stati esclusi gli esemplari attribuiti per sbaglio, identificati con la sigla LTO quelli presenti nell’elaboratore ma non trattati come appartenenti alla raccolta, per un totale rispettivamente di 1316 record bibliografici nell’elaboratore elettronico e altrettante descrizioni nel catalogo cartaceo
( si parla chiaramente delle opere a stampa ).

Da questo totale esulano le pubblicazioni periodiche appartenenti al Fondo, almanacchi e lunari, pubblicazioni individuate, con fatica, per mezzo dell’inventario a causa delle scarne notizie riportate e della scelta di registrare non i pezzi fisici, ma il titolo del periodico, indipendentemente dalle annate presenti, siano due, tre o cinque, la registrazione ad inventario è unica e priva di collocazione; fisicamente i periodici della raccolta, come il resto delle pubblicazioni, sono disseminati e non raccolti in una serie continua o particolare, ma la dispersione qui ha una ragione d’essere : poiché la biblioteca possiede molti titoli di queste stesse pubblicazioni vi ha inserito, accrescendo le serie possedute, gli esemplari "tordiani". Le descrizione degli almanacchi e dei lunari non sono state immesse nel catalogo elettronico poiché la biblioteca sta avviando ora il recupero e la catalogazione del materiale bibliografico seriale, quindi si è scelto di fornire un catalogo cartaceo alfabetico degli esemplari, anche per il loro numero ridotto, rimandando ad un secondo momento l’inserimento di questa serie nell’apposito database.

 
§ 3. Il Fondo Tordi oggi Allo stato attuale della ricognizione il Lascito Tordi della Biblioteca Comunale Centrale di Firenze è stato identificato in tutte le sue unità. La raccolta è composta da due nuclei, il primo costituito da 1350 opere a stampa, suddivise a loro volta in due sezioni : 1316 esemplari tra volumi e miscellanee24 e 34 pubblicazioni periodiche tra almanacchi e lunari; il secondo nucleo è costituito dai manoscritti per i quali si rimanda al relativo capitolo.

Le opere a stampa includono esemplari antichi e di pregio, seppur in numero esiguo, trattandosi di un Fondo costituito principalmente da pubblicazioni moderne del XIX e del XX secolo, tra gli esemplari del Cinquecento (otto) è presente un’edizione aldina26, unica superstite di un gruppo di pregiate edizioni27 giunte nel ’34 ma oggi perdute, inoltre si contano circa venti esemplari del XVII secolo ed ottantuno del XVIII secolo; le pubblicazioni sono quasi esclusivamente in lingua italiana ad eccezione di pochi esemplari in lingua latina, francese, inglese e tedesca, le stesse considerazioni valgono per il paese di pubblicazione.

Una porzione consistente delle miscellanee ( circa trecento) è costituita da estratti, pubblicati in occasione di nozze e ricorrenze; alcune delle riviste letterarie da cui sono tratti gli articoli hanno fatto la storia della cultura italiana a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, possiamo a titolo esemplificativo menzionare le più ricorrenti : "L’archivio storico italiano", "Rassegna nazionale", "Nuova antologia" oltre al gran numero di riviste a circuito toscano.

  Proprio attorno alla Toscana ruota la raccolta tordiana della Biblioteca Comunale Centrale, incentrata sulla documentazione degli avvenimenti e dei personaggi fiorentini e toscani, particolare attenzione è dedicata al sommo poeta Dante Alighieri con articoli ed opuscoli sulla vita, sull’opera poetica, sulla Divina Commedia ma anche sulle celebrazioni e le ricorrenze riguardanti il celebre personaggio, tra le altre illustri figure toscane attestate compaiono Galileo Galilei, Guicciardini, Machiavelli e componenti del casato mediceo, numerosi i necrologi per la scomparsa di Ferdinando IV Granduca di Toscana, tra gli artisti spiccano Giotto, Michelangelo e Donatello e l’attenzione per il filone artistico è documentata dalle innumerevoli pubblicazioni riguardanti chiese, palazzi, musei di varie località e monografie di monumenti di diverse città italiane con maggior riguardo per Firenze e per la Toscana, copiose le pubblicazioni attorno a Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena oltre alle località minori e una predilezione particolare per la città di Venezia; numerosi gli opuscoli sul Granducato toscano documentato con statuti, regolamenti e scritti storici, per la città di Firenze, fulcro della raccolta, come anticipato precedentemente, preponderanti le pubblicazioni su chiese, conventi, musei, università ma non mancano relazione storiche, amministrative e di carattere urbanistico, infine numerosi componimenti in prosa e in versi di vario carattere: drammatico, popolare, narrativo ecc.

Tra le pubblicazioni miscellanee circa trecento, complessivamente, recano dediche manoscritte degli autori ai vari personaggi del contesto storico-culturale fiorentino, quali Licurgo Cappelletti, Alessandro Gherardi, Umberto Marchesini, Ansaldo Ansaldi che compaiono talvolta come destinatari delle dediche, talaltra come dedicatari a testimonianza dell’esistenza di un circuito intellettuale nel quale Domenico Tordi, destinatario di circa venti dediche, si era attivamente inserito, instaurando rapporti più o meno diretti con i vari studiosi sia per necessità dettate dall’attività di ricerca, sia per la comune frequentazione di circoli ed accademie culturali, soprattutto dell’Accademia Colombaria di Firenze, di cui Tordi era membro anziano e dove avrebbe instaurato dei rapporti con Carlo Carnesecchi, primo Archivista di Stato di Firenze, a cui sono indirizzate ben settanta dediche; è probabile che in qualche modo lo studioso orvietano sia entrato in possesso di una parte della libreria dell’archivista, purtroppo la parzialità della raccolta della Biblioteca Comunale e l’impossibilità di verificare la presenza di altre dediche sui Fondi conservati negli altri Istituti non hanno permesso di andare oltre la pura supposizione.

  Se, settant’anni or sono, Domenico Tordi decideva di destinare il nucleo toscano-fiorentino della propria libreria personale all’Istituto che ai suoi occhi doveva essere apparso come il più opportuno a garantirne la tutela, oggi con il presente lavoro si spera di aver adempiuto alla volontà dello stesso attraverso la valorizzazione ed il reinserimento della raccolta nel circuito della fruizione e della lettura, obiettivo precipuo di ogni biblioteca, risultante di un processo di riordinamento, di conoscenza e di "coscienza" della ricchezza celata dai cosiddetti fondi storici.  
§ 4. I criteri metodologici L’edizione del catalogo cartaceo alfabetico per autori e per titoli del Fondo Tordi nasce come conseguenza del recupero catalografico informatizzato dell’intero patrimonio pregresso della Biblioteca fiorentina; la catalogazione della raccolta, originandosi su supporto informatico, risponde a criteri descrittivi dettati dal software di catalogazione utilizzato, cosicché se da una parte l’informatizzazione catalografica garantisce l’uniformità e la correttezza descrittiva, dall’altra comporta limitazioni alle scelte dirette del catalogatore sulle possibili informazioni da fornire in sede di analisi formale e sostanziale dei documenti, tanto più che queste scelte dovranno permanere invariate per l’intero catalogo. Nel caso del Lascito Tordi, la documentazione a stampa comprende un esiguo numero di pubblicazioni, rispetto al totale della raccolta, antecedenti al XIX secolo e come tali concernenti l’ambito del libro antico28 che comporta criteri descrittivi e catalografici differenti rispetto al libro moderno, in conseguenza dei diversi aspetti intrinseci ed estrinseci caratterizzanti l’esemplare.

Poiché Easycat, il software di catalogazione utilizzato dalla biblioteca, offre database differenziati per ogni tipologia bibliografica, catalogare il libro antico in formato diverso dal moderno ( e lo stesso può dirsi dei manoscritti), avrebbe significato riproporre anche nell’elaboratore, la dispersione fisica della raccolta a cui si stava tentando di ovviare; Quindi la totalità del materiale, indipendentemente dalla tipologia e pur comportando questa scelta l’omissione di alcune informazioni, è stata trattata con il medesimo criterio, catalogata in formato standard ISBD(M)29, immessa in un unico database, al fine di ottenere come risposta, all’interrogazione per campi ( selezionando il Fondo LTO Lascito Tordi), l’intero catalogo delle opere a stampa, senza alcuna lacuna e senza dover effettuare ulteriori ricerche.

  Le pubblicazioni periodiche, in considerazione di questa precedente scelta, pur contando degli esemplari del XVIII secolo, sono state, analogamente, trattate con un formato catalografico omogeneo, pur costituendo una serie separata rispetto alle monografie e alle miscellanee; la descrizione si è basata sull’applicazione dello standard ISBD(S); tuttavia questa sezione della raccolta, contrariamente alla precedente, nasce su supporto cartaceo, ad un secondo momento si rimanda l’inserimento dei dati nell’elaboratore elettronico.  
§ 4.1 ISBD(M) Si presenta qui di seguito un breve schema illustrativo dello standard applicato per la catalogazione delle opere a stampa con lo scopo di indicare le scelte descrittive fatte all’interno delle varie aree e le correzioni apportate per garantire uniformità alle informazioni contenute nel catalogo.

L’ISBD e conseguentemente tutte le applicazioni dello standard, affermano la centralità della descrizione catalografica e si basano sulla rappresentazione degli elementi descrittivi della notizia bibliografica in una successione costante di aree informative, contraddistinte da una punteggiatura convenzionale, utilizzata per individuare l’inizio di un’area , ripetuta per tutta le aree ad esclusione della prima; la punteggiatura oltre a contraddistinguere l’inizio delle aree, individua all’interno delle stesse i diversi elementi informativi.

L’ISBD(M) è costituito da 8 aree, ciascuna area, ad eccezione della prima è preceduta da punto, spazio trattino, spazio (. - ), per ciascuna area è fornita l’indicazione delle fonti interne ed esterne da cui ricavare le informazioni, gli elementi ricavati da fonti non prescritte sono registrati entro parentesi quadre o nell’area delle note. Le aree sono:

  1. Area del titolo e della formulazione di responsabilità.
  2. Area dell’edizione.
  3. 30 Area della pubblicazione, della distribuzione ecc.
  4. Area della descrizione fisica.
  5. Area della serie (la formulazione di serie è sempre racchiusa tra parentesi tonde).
  6. Area delle note.
  7. Area del numero standard (o equivalente) e delle condizioni di disponibilità.

  8.  
AREA 1
Essendo il presente catalogo cartaceo ordinato alfabeticamente per autori e per titoli, queste indicazioni costituiscono l’intestazione principale della notizia catalografica, ossia lo strumento da utilizzare per il reperimento delle informazioni cercate.
In considerazione del ruolo rivestito, nel caso degli autori persone in cui il nome o i nomi propri comparivano come sigle, si è cercato di scioglierle, facendo ricorso alla consultazione del Cd-Rom di CLIO31 per i libri editi prima del 1900, dalla consultazione di repertori on line ( ad es. l’OPAC di SBN ) per i volumi successivi al XX secolo, questi repertori hanno permesso di ottenere delle intestazioni chiare ed uniformi; per gli autori enti è stata specificata la responsabilità dei soggetti, indicando eventuali organi di enti pubblici o commissioni specifiche tra parentesi tonde o dopo il punto seguente l’ente principale.   AREA 4
Come accennato in precedenza, il Fondo raccoglie anche opere del Cinque, Sei, Settecento, le indicazioni del luogo e del nome dell’editore sono state trascritte come apparivano sull’esemplare, mantenendo le abbreviazioni e la lingua della pubblicazione.

AREA 5
Per le stesse ragioni menzionate nell’area 4, raramente è presente l’indicazione del formato del volume, quando già inserita nell’elaboratore l’informazione è stato mantenuta, per gli estratti, talvolta sono indicate le pagine dell’articolo rispettando la numerazione della rivista stessa ( es. da p. a p.) quando l’articolo si presenta come pubblicazione autonoma sono indicate le pagine riferite all’esemplare ( es. p.).

AREA 7
Qui vengono inserite tutte le informazioni che non trovano posto nelle altre aree. Poiché in quest’area non esiste un riscontro formale della descrizione e non è possibile numerare le note presentate, gli elementi non sono trascritti in modo normalizzato; si è tentato di uniformare il più possibile le informazioni, mantenendo una punteggiatura costante per quegli elementi che si ripetono nelle pubblicazioni presentando delle affinità, al fine di garantirne, comunque, un immediato riconoscimento.
Le dediche manoscritte, l’occorrenza della pubblicazione ( nozze, necrologi ecc.), l’indicazione di estratto, queste informazioni si ripetono costantemente nelle note di numerose schede descrittive, essendo il Fondo costituito principalmente da opuscoli di poche pagine per i quali connotare il contesto di pubblicazione equivale ad aumentare la significatività della descrizione catalografica e la conoscenza dell’esemplare, scopo precipuo della pratica catalografica.

  AREA 8
Trattandosi di un fondo storico chiuso, chiaramente nessuna scheda descrittiva comprende l’indicazione di numero standard o le modalità di distribuzione.  
§ 4.2 ISBD(S) Le considerazioni fatte per le opere a stampa nella scelta dello standard catalografico da applicare, possono valere anche per le pubblicazioni periodiche, almanacchi e lunari, editi perlopiù nel corso del XIX secolo, con un esiguo numero d’esemplari appartenenti al secolo precedente. Ancora una volta la necessità di garantire l’uniformità delle notizie bibliografiche ha comportato la scelta e l’applicazione di un unico standard per tutte le pubblicazioni; L’ISBD(S) presenta delle ovvie differenze rispetto all’ISBD(M) sia perché il tipo di pubblicazione trattata presenta delle differenze, " sia perché è necessario integrare la notizia bibliografica con i dati che contraddistinguono la vita e la storia editoriale del seriale, e quindi, nel nostro caso particolare, del periodico32".

L’uso della punteggiatura rimane invariato, l’area 3 assente nello standard ISBD(M), è qui preposta all’indicazione della numerazione del periodico; le aree sono le seguenti :

  1. Area del titolo e della formulazione di responsabilità.
  2. Area dell’edizione.
  3. Area della numerazione.
  4. Area della pubblicazione, della distribuzione ecc.
  5. Area della descrizione fisica.
  6. Area della serie (la formulazione di serie è sempre racchiusa tra parentesi tonde).
  7. Area delle note.
  8. Area del numero standard (o equivalente) e delle condizioni di disponibilità.


AREA 3
Poiché si tratta di periodici del Sette e dell’Ottocento e non si era in possesso di indicazioni dirette o comunque ricavabili dai volumi esaminati circa l’inizio e la cessazione della pubblicazione seriale, si è fatto riferimento a repertori esterni che hanno fornito queste indicazioni e si è deciso di inserire tali indicazioni nell’area delle note al fine di illustrare con maggiore completezza la storia editoriale del periodico laddove, ovviamente, sia stato possibile ricostruirla.

AREA 7
Si è deciso di inserire in quest’area l’indicazione della periodicità della pubblicazione, informazione desunta in modo diretto dai repertori consultati o indirettamente dagli esemplari stessi, quando fossero disponibili più numeri dello stesso titolo, individuando l’arco di tempo intercorso dalla pubblicazione di un volume all’altro; oltre alla periodicità sono stati inseriti gli estremi del periodico, inizio e cessazione della pubblicazione, queste informazioni sono state interamente desunte dai repertori; infine si è espressamente indicato l’esemplare utilizzato per la descrizione, non essendo disponibile il primo numero del periodico, sul quale solitamente si dovrebbe basare la descrizione del seriale.
 

§ 4.3 SOGGETTAZIONE Sia per il catalogo delle opere a stampa, sia per il catalogo dei periodici si è provveduto alla soggettazione delle unità bibliografiche, mediante un’analisi concettuale delle pubblicazioni mirata ad individuare i concetti espressi dall’autore nell’opera, l’argomento trattato.

Attraverso l’indicizzazione delle opere è stato compilato un indice dei soggetti per il catalogo alfabetico delle opere a stampa corredato, così, di accessi semantici, mentre per il catalogo dei periodici non è stato compilato alcun indice in considerazione e dell’esiguità degli esemplari (trentaquattro) e della ripetitività dei soggetti stessi : almanacchi e lunari, con l’unica differenziazione del luogo di riferimento.

I soggetti, spesso, sono stati inseriti in sede di catalogazione informatizzata, talvolta il soggetto è stato omesso, rendendo necessario un’ulteriore analisi delle pubblicazioni che ne risultavano sprovviste, in prospettiva della compilazione dell’indice e per garantire omogeneità nelle informazioni fornite per ogni pubblicazione; i soggetti mancanti, nella maggior parte dei casi, si riferivano a pubblicazioni il cui contenuto difficilmente può essere indicizzato, vale a dire componimenti in prosa o in versi dal contenuto letterario, per i quali un’analisi pur accurata permette, al limite, di formulare soggetti quali : poesia italiana, prosa italiana, ecc. cercando di limitare l’ambito mediante l’indicazione di coordinate spaziali e temporali, utili alla contestualizzazione e all’identificazione dell’opera.

La scelta di soggettare tutte le pubblicazioni, seppure non ineccepibile, risponde alla volontà di presentare un catalogo formalmente corretto, completo ed uniforme, ma, prima ancora, costituisce una necessità al fine di identificare compiutamente ed illustrare, con la maggiore obiettività possibile, le caratteristiche del fondo storico analizzato rendendolo visibile in tutte le sue componenti.

Il repertorio utilizzato per la corretta formulazione delle stringhe di soggetto è stato il Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane curato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e i relativi aggiornamenti; pur essendo uno strumento datato, pubblicato nel 1956, il Soggettario è, tutt’oggi , il più completo ed efficiente in materia, per ovviare all’arretratezza ed alle lacune terminologiche sono state pubblicate delle liste di aggiornamento ( fino al 1998).



NOTE
  1. Rodolfo Ciullini all’Ill.mo Sig. assessore per la pubblica istruzione – Oggetto Biblioteca e Archivio Storico – 12 ottobre 1946 – Comune di Firenze. Prot. Reg. 114/4, p.2.
  2. <http : // www.comune.firenze.it / comune/ biblioteche/comunale.htm>.
  3. La biblioteca possiede una notevole raccolta di testate satirico politiche dell’Ottocento e riviste fiorentine, veicolo della cultura e delle avanguardie italiane del Novecento e di almanacchi e lunari, di cui un’esigua parte afferente al Fondo Tordi e per la quale si rimanda al catalogo alfabetico fornito.
  4. Si tratta del progetto Rilevazione dei fondi librari – Censimento delle antiche librerie e delle collezioni significative per formazione e provenienza, ulteriori informazioni sono reperibili in rete all’indirizzo <http : // www.cultura.toscana.it/bibl/fondi.htm>.
  5. " Un fondo rimane come raccolta documentaria "in potenza" fin quando non è stato ancora catalogato, è privo di accessi, non si conosce realmente cosa contenga […] Il momento in cui la raccolta documentaria entra "in atto", e dai dati si passa alle informazioni, coincide con l’avvenuta catalogazione […] " ( Chiara Carlucci, La biblioteca di uno scienziato : Giovanni Giorgi e i suoi libri, Manziana, Vecchierelli, © 1999, p.13).
  1. Testamento olografo 22 dicembre, 1930 – IX del Gr. Uff. Domenico Tordi fu Luigi : pubblicato dal Notaio de Lucia con verbale 4 Gennaio 1934 – XII registrato a Firenze il 18 detto mese n 4451, Firenze, Tip. Giuntina, 1934, p.17.
  2. La raccolta topografica , donata da Tordi nel 1917 al Comune di Firenze, è attualmente conservata presso il Museo Firenze - Com’Era, per il quale si rimanda all’apposita scheda descrittiva.
  3. Rodolfo Ciullini al Podestà di Firenze – Oggetto Lascito Tordi – 1 marzo 1934 – Comune di Firenze. Prot. Reg. Gen. 294, p.1.
  4. Rodolfo Ciullini all’Ill.mo Sig. Assessore per la pubblica istruzione cit.
  5. Sono stati rinvenuti due differenti tipi di timbri, recanti la stessa scritta "Lascito Tordi", uno di dimensione maggiore utilizzato per i volumi, uno di minore proporzione, presente sulle pubblicazioni di formato ridotto e ad inventario.
  6. Rodolfo Ciullini all’Ill.mo Sig. Assessore per la pubblica istruzione cit.
  7. Catalogo generale alfabetico per autore a schede mobili, topografico, ragionato dei periodici, delle miscellanee, per soggetti, fotografico, onomastico.
  8. Tesi di laurea: Renata Gioi Baroni, Vicende e riordinamento della Biblioteca Comunale di Firenze. Firenze, Scuola Bibliotecari ed archivisti paleografi dell’Università degli studi di Firenze, 1951.
  9. Probabilmente a peggiorare lo stato delle cose si è aggiunto il trasferimento della Biblioteca dai locali di Palazzo Vecchio alla nuova sede di via Sant’Egidio, avvenuto attorno alla metà degli anni Cinquanta.
  10. G. Montecchi, F. Venuda, Manuale di Biblioteconomia, Milano, Ed. Bibliografica, © 1995, 2. ed, p.170. Vengono, inoltre, fornite definizioni dei termini tecnici utilizzati in queste righe
  11. Per ulteriori informazioni è consultabile il sito <http://www.unesco.org/webworld/isis>

  12. Information retrieval Vasto insieme di tecniche utili per il recupero mirato dell’informazione elettronica.
    Authority Files o lista dei termini controllati, elenco che stabiliscono la forma degli accessi utilizzabili.
    Thesauro Lessico di termini relativi ad un determinato ambito di conoscenze, collegati reciprocamente da una rete gerarchica e relazionale, ordinati alfabeticamente o in modo sistematico, fornisce un vocabolario normalizzato e controllato, utilizzabile nelle fasi di indicizzazione , ricerca e recupero dei documenti.
    UNIMARC UNIversal Machine- Readable Cataloging. Progetto sviluppato con la collaborazione dell’IFLA (International Federation of Library Association and institutiones) per la standardizzazione di un formato di comunicazione internazionale, per lo scambio di informazione bibliografiche.
    ISBD International Standard Bibliographic Description. Standard internazionale di descrizioni bibliografica, sviluppato dall’IFLA e ormai universalmente adottato.
    Le definizioni fornite sono tratte da G. Montecchi, F. Venuda, Manuale di biblioteconomia, Milano, Editrice Bibliografica, © 1995, glossario e siglario pp. 263-69.
  13. Rodolfo Ciullini al Podestà di Firenze, cit., p. 1.
  14. La registrazione ad inventario, strumento patrimoniale che ha lo scopo di documentare il patrimonio della biblioteca segnalandone consistenza, tipologia, valore particolare e complessivo., è l’operazione mediante la quale il volume entra a far parte del patrimonio della biblioteca; il registro può assumere forme diverse ma prevede, in linea di massima, la presenza costante degli stessi dati : un numero d’ingresso che viene assegnato al pezzo fisico ( un’opera in tre volumi riceverà tre numeri d’ingresso ad esempio), in una progressione continua che non deve subire interruzioni o alterazioni nell’ordine, tale numero viene riportato, in corrispondenza, nell’ultima pagina del libro e sulla scheda catalografica dello stesso; descrizione del libro che ne consenta l’identificazione, può essere conveniente utilizzare gli stessi criteri di descrizione della scheda, provenienza del libro cioè il nome del fornitore per il libro acquistato, dell’ente o della persona se il libro è stato donato, numero della fattura, segnatura di collocazione ed infine valore del libro
  15. " Per avere alcuni dati di riferimento sull’estremamente lento e non preordinato sviluppo quantitativo della BCC si può così osservare per alcuni anni campione – e iniziando il registro d’ingresso a funzionare solo nel 1921- che nel

  16. 1924 la BCC affermava di possedere 533 opere
    1930                                                     1910
    1940                                                     5622
    1950                                                     8437
    1960                                                   11202
    1970                                                   16284
    1980                                                   23864
    1990                                                   30935 "
    (Nicola La banca, Relazione alla dr.ssa Sandra Buyet Settore Cultura e al dr. Stefano Mecatti Servizio Biblioteche, Biblioteca Palagio di Parte Guelfa, Firenze, 26 agosto 1993, Prot. /1993/nl, pp.4,5).
  17. I volumi del Fondo sono un centinaio, il resto delle opere a stampa è costituito da miscellanee, ossia opere con un numero esiguo di pagine, dalle 5 e alle 70; tra le miscellanee circa 300 pubblicazioni sono estratti, ossia opuscoli costituiti dalle pagine di una rivista contenenti un articolo.
  18. Rodolfo Ciullini al Podestà di Firenze, cit., p.2.
  19. Si definisce "aldina" un’edizione uscita dalla tipografia veneziana fondata da Aldo Pio Manuzio il Vecchio (1494-1515).
  20. " Tra i libri a stampa è notevole un gruppo di edizioni dei celebri stampatori del sec: XVI° Giunti, Manuzio, Marescotti ecc." ( Rodolfo Ciullini al Podestà di Firenze, cit., p.3).
  21. La definizione di libro antico non è univoca, solitamente si considerano libri antichi quelli stampati a mano, anche se la definizione si è poi estesa a considerare i libri stampati prima del 1800; per il libro antico è prevista una speciale applicazione dello standard catalografico : l’ISBD(A).
  22. ISBD International Standard Bibliographic Description "nato dalla necessità di uniformare su scala internazionale i criteri di descrizione, che erano diversi da nazione a nazione, l’ISBD è stato sviluppato dall’IFLA in una serie di speciali applicazioni per rispettare le caratteristiche dei diversi tipi di materiali che possono entrare a far parte del patrimonio di una biblioteca . Le diverse applicazioni ISBD fanno riferimento a uno standard generale ISBD(G)" (G. Montecchi, F. Venuda, Manuale di biblioteconomia, Milano, Editrice Bibliografica, © 1995, p. 99); ISBD ha origine tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta, in conseguenza dell’Incontro internazionale di esperti di catalogazione che si svolge a Copenaghen nel 1969 promosso dall’IFLA. Tra le diverse applicazioni disponibili quelle utilizzate nel presente lavoro sono l’ISBD(M) per le monografie, pubblicato per la prima volta nel 1971 e l’ISBD(S) che vede la luce nel 1977, dedicato alle pubblicazioni in serie ossia quotidiani, periodici, collane editoriali.
  23. L’area 3 mancante, è l’area specifica del materiale ( o del tipo di pubblicazione) che per le monografie viene omessa, non essendo utilizzata, tuttavia poiché l’indicazione delle aree segue il prospetto generale dell’ISBD(G), la numerazione delle stesse rimane invariata.
  24. CLIO Catalogo dei Libri Italiani dell’Ottocento (1801-1900), Milano, Bibliografica 1991, 19 voll., il repertorio recensisce le pubblicazioni edite in Italia e nel Canton Ticino dal 1801 al 1900, si tratta di un repertorio di seconda mano, ossia le notizie sono desunte dai cataloghi delle maggiori biblioteche italiane e altre ritenute particolarmente rappresentative; il repertorio è disponibile anche su Cd-Rom.
  25. G. Montecchi, F. Venuda, Manuale di biblioteconomia, cit., p. 131.