Nota bio-bibliografica su Franca Pieroni Bortolotti, da Great Historian of the Modern Age - An International Dictionary, Editor in Chief Lucian Boia, New York, Westport, Connecticut-London, 1991, pp.381-383 - Traduzione di Lando Bortolotti.
Pieroni Bortolotti Franca (Firenze 1925-Firenze 1985), storica italiana del femminismo e del pacifismo. E' stata professoressa di Storia dei partiti e dei movimenti politici all'Università di Siena, e può essere considerata l'autrice del primo lavoro di dissodamento nel campo della storia delle donne, e in effetti la fondatrice in Italia di questa branca delle ricerche.
Nel 1950, all'Università di Firenze, discusse la sua tesi di laurea su Guizot: il suo relatore era Gaetano Salvemini, subentrato al suo precedente sponsor, Rodolfo Morandi. Alcuni suoi familiari erano stati militanti comunisti fin dalla fondazione del Partito Comunista d'Italia nel 1921, e lei stessa fece parte dell'organizzazione della Resistenza a Firenze nel 1943-44.
Militante negli anni giovanili, fu membro attivo del PCI fino ai suoi ultimi giorni. Il fervore intellettuale dell'Università di Firenze negli anni 50, e la guida sapiente e impegnata di Delio Cantimori, suo referente nel corso di perfezionamento in Storia Contemporanea, portarono Pieroni a concentrarsi sullo studio dei 'gruppi subalterni'. Così gli studi sulle tabacchine di Firenze riguardavano la vita lavorativa e l'attività politica di generazioni di donne, dall'inizio della loro sindacalizzazione (fine del 19° secolo) fino alla loro opposizione al fascismo. Nel corso delle sue ricerche sulle donne, e fino agli inizi degli anni '70, essa ebbe a scontrarsi con lo scetticismo degli altri storici.
Il suo ruolo cruciale di storica fu la scoperta di Anna Maria Mozzoni, la femminista mazziniana radicale che identificò nella condizione femminile il cuore della costruzione dell'Italia come stato democratico. Il primo volume di Pieroni Bortolotti, Alle origini del movimento femminile in Italia (1849-1982), Torino, Einaudi, 1963, è la biografia politica di Mozzoni dai suoi primi anni, nei circoli mazziniani in Lombardia, alla sua lotta senza sosta contro gli stretti limiti posti alle donne nel nuovo Stato italiano.
L'idea di base di Mozzoni era che in Italia liberalismo e democrazia dovevano misurarsi sulla capacità dello stato di promuovere la condizione civile e sociale delle donne fino ala loro piena integrazione come cittadini e come compartecipi alla crescita morale e materiale della nazione. E infine le sue idee egualitarie, la cui origine venne identificata da Pieroni nell'Illuminismo dell'inizio dell'800, la portò a favorire l'organizzazione di leghe di lavoratrici, che gradatamente si fusero dopo il 1892 nel nuovo Partito dei Lavoratori italiani, divenuto poi Partito Socialista, che ebbe Mozzoni fra i suoi fondatori.
Pieroni Bortolotti riscoprì e pubblicò in una raccolta gli scritti più importanti di Mozzoni, Anna Maria Mozzoni. La liberazione della donna, Milano, Mazzotta, 1975. Quando il socialismo organizzato conquistò un posto di prima fila nella politica italiana, Anna Kulisciof divenne l'interlocutrice di Mozzoni sull'emancipazione e sul legare la "questione femminile" e il socialismo. Il loro dissidio si acutizzò sul problema delle leggi protettive della donna lavoratrice, che Kulisciof promosse e Mozzoni osteggiò.
Il dibattito tra Mozzoni
e Kulisciof, e la delusione di Mozzoni per il conservatorismo del partito
socialista nei confronti delle donne, come si vede dal comportamento dei
socialisti sul suffragio femminile, forniscono la traccia per la ricostruzione
del movimento di emancipazione femminile in Italia intorno al volgere del
secolo, nell'altro fondamentale lavoro di Pieroni, Socialismo e questione
femminile (1892-1922), Milano, Mazzotta, 1978, nel quale la scelta
di Pieroni Bortolotti e di precisi limiti cronologici, testimonia la sua
crescente attenzione al problema della periodizzazione della storia delle
donne in Italia.
La periodizzazione e il connesso problema di definire il movimento delle donne come un movimento politico di per sé ma anche in rapporto costante con i partiti e le istituzioni politiche, sono al centro della maggior parte delle ricerche di Franca Pieroni Bortolotti dalla fine degli anni '60 alla morte. Questi sforzi produssero un vasto insieme di ricerche e di scritti.
Anche se non si spinse al di là degli inizi del regime fascista, essa partecipò ad un progetto di ricerca regionale sulle donne dal 1922 al dopoguerra in Emilia Romagna, lavorando sul periodo della Resistenza (1943-45).
Seguendo Mozzoni, Franca Pieroni Bortolotti fece della "questione femminile" il punto centrale dal quale giudicare la qualità e il potenziale di crescita democratica o di declino di una società. Il suo "caso di studio" era l'Italia, con la drammaticità dei suoi ultimi cento anni di storia. La ricerca sul movimento delle donne alla fine del secolo XIX ed il suo stretto legame, ai suoi inizi, col socialismo, condussero Pieroni ad affrontare per prima un altro campo di ricerche. Nelle sue vedute, la mobilitazione delle donne delle classi lavoratrici e medie sul finire del XIX secolo, combinava tre obbiettivi: femminismo, pacifismo e riunificazione politica dell'Europa.
Nella sua ricerca scoprì l'esistenza di un movimento popolare per la pace, simbolizzato dall'Associazione Internazionale delle Donne, fondata a Berna da Maria Goegg nel 1868, come affiliata della Lega per la pace e la libertà.
Venne così in luce un capitolo del tutto dimenticato, quello della storia dei primi movimenti pacifisti in Europa, come le figure di pacifisti come Maria Goegg ed Ernesto Teodoro Moneta, l'italiano premio Nobel per la pace del 1907. Come sottolinea nella introduzione al saggio pubblicato poco prima della morte, La donna, la pace, l'Europa - L'Associazione internazionale delle donne dalle origini alla prima guerra mondiale, Milano, Angeli, 1985, Pieroni Bortolotti mostra la persistenza, nell'Europa del XIX secolo, di correnti patriottiche che non si convertirono nel nazionalismo aggressivo, e che collegavano l'ideale dell'uguaglianza sociale tra i sessi e l'ideale di un processo democratico e pacifico delle nazioni. Su questa linea Pieroni Bortolotti contribuì con biografie di uomini e donne al Biographical Dictionary of Modern Peace Leaders, H. Josephson ed., Westport, Conn., Greenwood Press, 1985. Delineando la complessa rete di donne attive, che pensavano ed agivano, di differenti strati sociali e di idee diverse - radicali, conservatrici, reazionarie - la loro stampa, i loro scritti, le loro organizzazioni, l'aiuto che ottennero e i rifiuti che dovettero affrontare, la forma che esse davano al loro ruolo nella società, il modo nel quale esse si rapportavano alla politica e alle istituzioni, Pieroni Bortolotti ha tracciato un quadro stupefacente della presenza delle donne nello scenario politico e sociale dell'Italia. L'immensa ricchezza delle fonti primarie scoperte di Pieroni Bortolotti fornisce informazioni agli storici del futuro. Anche se molti dei problemi storici da lei posti attendono ancora ulteriori ricerche, Franca ha già ispirato una generazione di giovani studiosi, prevalentemente donne, che sono al lavoro per introdurre l'essenziale categoria del 'genere' nella scienza storica dell'Italia di oggi. In riconoscimento della qualità pionieristica dei lavori di Franca Pieroni Bortolotti, in occasione del 102° incontro annuale della American Historical Association, una sessione è stata dedicata alla sua vita e al suo lavoro.
Margherita Repetto Alaia
Bibliografia
F.P.B., Rassegna di storia del femminismo in L'Italia unita, problemi ed interpretazioni storiografiche, a cura di R. Rainero, Milano, Marzorati, 1981 F.P.B., A Survay of Italian Research on the History of Femminism, in "The Journal of Italian History," 3, 1978
Per una valutazione generale del lavoro di Bortolotti vedi l'introduzione di Annarita Buttafuoco al volume da lei curato, F.P.B., sul movimento politico delle donne. Scritti inediti, Roma, Utopia, 1987.
Nota di L.B.: la bibliografia più completa di F.P.B. si trova nell'appendice del volume di inediti pubblicati - a cura di Lucia Motti e Laura Savelli - dalla Provincia di Pisa in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci di Roma, col titolo Ma tu, voce festiva della speranza, Pacini, Pisa, 1998.
Presso la Fondazione si trova
un fondo Franca Pieroni Bortolotti comprendente le carte personali e di
lavoro della storica fiorentina e gli originali dei numerosi inediti.
Il fondo è consultabile
previo appuntamento.