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[versione rtf]
In biblioteca si possono fare cose semplici per accogliere i bambini
che non parlano italiano. Noi abbiamo cominciato col creare uno spazio
in cui possano stare a proprio agio e col raccogliere materiali e libri
in lingue diverse adatti alle varie età. Questo ha avuto un immediato
significato di accoglienza per chi arriva da paesi lontani.
Fra i nostri piccoli utenti ce ne sono molti che non conoscono bene
la lingua italiana. Sono immigrati recentemente e arrivano nella nostra
biblioteca insieme alla loro classe. Con i loro compagni si muovono
fra gli scaffali e i tavoli e cercano i libri più belli, più
appariscenti, magari con tante figure in movimento, un mondo affascinante
in cui immergersi.
Poi, con una certa soddisfazione, possono leggere anche un libro nella
propria lingua, magari scritto con un alfabeto non latino che solo loro
capiscono. Questa volta saranno loro che potranno far scoprire qualcosa
di nuovo ai loro compagni di scuola, qualcosa racchiuso in quelle pagine
e in quelle parole 'diverse', un nuovo mondo di storie e di immagini.
La sezione in lingua straniera costituisce infatti un'opportunità
interessante anche per i bambini di lingua italiana che possono rendersi
conto dell'esistenza della cultura narrata con alfabeti e scritture
varie.
Qualche volta , se leditoria di unarea linguistica ha una
veste grafica povera, è probabile che in un primo momento nessuno
degnerà di unocchiata quei libri, ma poi forse, quando
linsegnante o un compagno/a di classe chiederà a un bambino
o a una bambina di ascoltare il suono di quella lingua, si capirà
che la bellezza risiede nel racconto e nella memoria piuttosto che nella
ricchezza materiale del libro. La conoscenza anche superficiale di suoni
e segni diversi per comunicare apre curiosità e possibilità
di incontro tra diverse culture, senza pregiudizi o gerarchizzazioni
[1].
Sono ormai più di 10 anni che curiamo nella Biblioteca dei ragazzi
di Firenze, una sezione di libri in lingue che si chiama "Le parole
del mondo". Si tratta di più di tremila volumi in una trentina
di lingue e otto alfabeti.
Il nostro catalogo è consultabile in linea, sia dal sito della
biblioteca [www.comune.firenze.it/streghetta] che nel catalogo collettivo
del Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina, SDIAF [www.comune.firenze.it/sdiaf].
I primi libri della sezione in lingue sono stati quelli in inglese ,
richiesti sovente da chi studia questa lingua a scuola. Poi la nostra
politica degli acquisti si è orientata a proseguire con varie
lingue, senza porci limiti particolari, dato che Firenze è una
città che accoglie numerose comunità. Una richiesta di
fiabe in russo, che non avevamo potuto soddisfare, ci aveva reso palese
la necessità di estendere la nostra raccolta.
Le lingue più rappresentate sono l'inglese, il francese, lo spagnolo,
il tedesco e l'olandese, ma ci sono libri anche in albanese, arabo,
greco, russo, cinese, ceco, serbo e croato, portoghese, etc. La collezione
è cresciuta notevolmente negli ultimi tempi sia per acquisti
che per donazioni.
Molti dei nostri amici-utenti che sono originari di luoghi lontani,
hanno avuto piacere di donarci loro libri. Tutti i libri in catalano
e iraniano sono stati donati, gran parte di quelli in nederlandese e
in greco (regalatici dalla scrittrice e traduttrice fiorentina Laura
Draghi) , molti in tedesco (sponsor il Consolato e lIbby locale).
Molti genitori ci donano poi libri in inglese o francese quando i figli
sono cresciuti.
Nelle librerie internazionali della città, acquistiamo i libri
premiati e che ci sono piaciuti alla Fiera del libro di Bologna o altri
segnalati in Internet, mentre resta abbastanza problematica (anche per
la recente chiusura della Libreria Seeber) l'acquisizione di libri in
arabo, albanese, cinese, che invece cominciano ad essere molto richiesti.
Per queste questioni siamo in contatto con l'esperienza pratese della
Biblioteca Lazzerini, che, con la ricchissima sezione Senghor multilingue,
costituisce un punto di riferimento in Toscana sia sul piano delle acquisizioni
che per l'aver messo a punto strumenti e procedure complesse e articolate
per il trattamento di libri e di materiali vari, a partire da quelli
in caratteri non latini.
Ricordiamo ancora una volta che i materiali di cui disponiamo sono soltanto
quelli destinati a bambini e ragazzi e quindi abbiamo organizzato anche
attività di promozione: dalle letture e narrazioni di fiabe da
parte di contastorie di vari paesi (comprese mamme e parenti varie e
professionisti di varie associazioni). Gli interventi sono stati di
solito programmati in cicli di "Sabati favolosi" che abbiamo
organizzato in comune con altre Biblioteche dell'area fiorentina. Queste
attività sono state offerte a tutti gli utenti, ma la domanda
più pressante di documentazione 'interculturale, viene
soprattutto dalla scuola e dagli insegnanti, che cercano supporti nella
mediazione tra culture. A questa esigenza, la biblioteca risponde con
sussidi didattici sullapprendimento della lingua seconda, su storia
e geografia, religioni e cosmogonie, feste e cucine tradizionali e soprattutto
miti e leggende. Per inciso notiamo che questo tipo di materiale non
è sempre facile da reperire, gran parte di esso infatti è
prodotto da organizzazioni no-profit o da enti pubblici.
Un'altra attività che ha avuto un certo successo e che può
essere facilmente replicata è quella che propone i Kit-Biblioteca,
ovvero insiemi ragionati di bei libri che vengono messi in apposite
scatole e corredati da materiale informativo e che sono consegnati e
ritirati presso scuole e biblioteche scolastiche. Fra questi kit il
più richiesto dagli insegnanti è "Popoli e Culture".
Ora kit in lingue girano soprattutto verso i Centri di alfabetizzazione
curati dall'Assessorato alla P.I.
Con queste modalità abbiamo accolto l'invito a sviluppare
'biblioteche multiculturali', argomento cui è dedicato anche
un gruppo di lavoro, che seguiamo, dell'Associazione Italiana Biblioteche.
Questo gruppo mantiene un sito interessante e ricco di materiali all'indirizzo
www.aib.it/aib/commiss/cnbp/mc/mc.htm
La Collocazione
Fra i problemi più spinosi da affrontare c'è quello di
come collocare questi libri. Si tratta di più di 3000 libri in
tante lingue, sui vari i argomenti e per fasce d'età diverse
da sistemare in uno spazio molto limitato.
Ci piacerebbe poter fare come a Modena: mescolare i libri italiani e
stranieri e ancor di più, ci piacerebbe costruire tragitti bibliografici
continuamente modificati. [2]. Ma ci vuole molto spazio e scaffali vuoti
per poter sistemare la maggior parte dei libri 'di piatto' , per variare
le tematiche, i generi e le età cambiando via, via i libri esposti
...
La soluzione che abbiamo adottato nella nostra biblioteca è comunque
mista, la maggior parte dei libri è raggruppata per lingua e
all'interno del gruppo si segue il numero Dewey, solo pochi libri in
lingua straniera sono mescolati ai loro omologhi in italiano, riserviamo
questo trattamento a libri da adulti su temi specifici per esempio:
'far da sé', giardinaggio, ricette di cucina, libri e cataloghi
d'arte. Le etichette dei libri stranieri sono divise in due parti: in
alto e in rosso, codice Dewey per la lingua; in basso, la collocazione
per aree disciplinari sempre secondo il codice Dewey, analogamente a
quanto succede per i libri italiani. Questo sistema ci consente di poter
sempre recuperare e collocare i libri sia per area linguistica, che
per area disciplinare. In questo momento abbiamo scelto di dividere
i libri per lingua, ma in seguito potremmo anche mescolare insieme tutti
i libri e leggere dall'etichetta di che lingua si tratta. Perché,
ricordiamoci, è facile distinguere se un libro è inglese
o francese, più difficile è capire se è finlandese
o ungherese....
I Codici
I codici per lingua sono molto utili ed a volte utilizzabili anche
nella ricerca su basi di dati bibliografiche. Spesso la ricerca è
già orientata attraverso menù a cascata che consentono
l'opzione di scelta della lingua del documento, come facciamo nel nostro
catalogo, e come succede anche nel catalogo della Biblioteca
Lazzerini di Prato [www.comune.prato.it/bal/sezioni/htm/cultura.htm]
o nel nostro sito.
Nella descrizione dei documenti usiamo un codice di lingua che corrisponde
alla forma abbreviata standard in tre caratteri. Il campo di tre caratteri
per la lingua in cui è scritto il documento che è quasi
sempre presente nei cataloghi standardizzati.
Per conoscere questo codice in tre caratteri si può ricorrere
al "Codice del paese di pubblicazione" e il "Codice di
lingua standard", si trovano come appendici alla Guida alla catalogazione
nell'ambito del Servizio Bibliotecario
Nazionale, curata dall'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico
delle Biblioteche Italiane) nel 1987.
Il catalogo che si può consultare presso la nostra biblioteca
è un po' più ricco di quello in rete, e dice anche in
chiaro la lingua con cui è scritto il documento: lingua inglese,
lingua urdu, lingua cinese ecc.
Riportiamo qui di seguito le abbreviazioni per le lingue più
richieste:
ALB albanese
ARA arabo
CHI cinese
DUT olandese
ENG inglese
FRE francese
GER tedesco
ITA italiano
JPN giapponese
POL polacco
POR portoghese
RUS russo
SPA spagnolo
Un altro problema riguarda come si possa capire di quale paese e in
quale lingua sia scritto il libro che ci si trova in mano. E' in serbo
o in croato? E' in russo o serbo-cirillico? E' in finlandese o norvegese?
Spesso la città dove è situata la casa editrice risolve
l'enigma, insieme ad un buon atlante geografico. Ma se non è
chiaro? Le prime cifre dell'International Standard Book Number (codice
a barre ISBN) possono venire in aiuto in questi casi: 88 per l'Italia,
87 per il danese, 951 per il finlandese e 963 per l'ungherese o 960
per il greco....
I libri in caratteri non latini pongono ulteriori problemi: i software
di videoscrittura usuali non hanno di dotazione caratteri altri. Per
raccolte con pochi testi, si può semplicemente 'traslitterare'.
Le tavole di traslitterazione per alfabeti non latini sono difficili
da usare per chi non abbia almeno una conoscenza minima degli alfabeti
in questione. Dove comincia o finisce un carattere in una parola araba?
dove si può individuare le differenze caratterizzanti un ideogrammi
giapponese rispetto a uno cinese? Per questo alcune amministrazioni
locali, ad esempio Torino, hanno promosso corsi di alfabetizzazione
per il personale delle biblioteche.
Tavole di traslitterazione per il cirillico, l'ebraico, il greco si
trovano nelle RICA, Regole italiane di catalogazione per autori, a cura
dell'ICCU; a livello internazionale Transliteration
Schemes for Non-Roman Scripts a cura della Library of Congress ,
con l'American Library Association, consultabili ora anche su internet
al http://lcweb.loc.gov/catdir/cpso/roman.html. Per il Cinese, la revisione
è del 2000.
Ma tutto questo non deve spaventare, le questioni tecniche sono del
tutto secondarie rispetto all'arricchimento culturale che arriva in
Biblioteca attraverso la presenza di libri e materiali provenienti da
tutto il mondo.
* note
1. Idee alla base del progetto di convivenza pacifica
internazionale che spinse Jella Lepman nella Germania del secondo dopoguerra
a fondare la Internationale Jugendbibliothek
di Monaco, che ogni anno propone anche una vasta selezione della letteratura
per ragazzi da vari paesi in varie lingue col nome di "White Ravens",
anche su web: www.ijb.de
2. Una recente occasione di confronto è stato
il convegno del 12 dicembre 2002, Biblioteche, culture, territorio:
i servizi interculturali in una prospettiva di cooperazione, a Prato
curato dalla Biblioteca Lazzerini
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