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BIBLIOTECA DEI RAGAZZI di FIRENZE PAROLE DEL MONDO testi, 2003

 

Parole del mondo: Libri per ragazzi, Children's Books, Livres pour les enfants, Libros para los niños, Jugendbücher, Livros para crianças.
di Piera Codognotto, Ornella Matteini, Marina Pettini

In: Diversi libri diversi: scaffali multiculturali e promozione della lettura.
A cura di Vinicio Ongini. Campi Bisenzio [FI]: Idest, 2003; p. 27-32
Pubblicazione promossa dall' Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Firenze

copertina

[versione rtf]


In biblioteca si possono fare cose semplici per accogliere i bambini che non parlano italiano. Noi abbiamo cominciato col creare uno spazio in cui possano stare a proprio agio e col raccogliere materiali e libri in lingue diverse adatti alle varie età. Questo ha avuto un immediato significato di accoglienza per chi arriva da paesi lontani.
Fra i nostri piccoli utenti ce ne sono molti che non conoscono bene la lingua italiana. Sono immigrati recentemente e arrivano nella nostra biblioteca insieme alla loro classe. Con i loro compagni si muovono fra gli scaffali e i tavoli e cercano i libri più belli, più appariscenti, magari con tante figure in movimento, un mondo affascinante in cui immergersi.
Poi, con una certa soddisfazione, possono leggere anche un libro nella propria lingua, magari scritto con un alfabeto non latino che solo loro capiscono. Questa volta saranno loro che potranno far scoprire qualcosa di nuovo ai loro compagni di scuola, qualcosa racchiuso in quelle pagine e in quelle parole 'diverse', un nuovo mondo di storie e di immagini.

La sezione in lingua straniera costituisce infatti un'opportunità interessante anche per i bambini di lingua italiana che possono rendersi conto dell'esistenza della cultura narrata con alfabeti e scritture varie.
Qualche volta , se l’editoria di un’area linguistica ha una veste grafica povera, è probabile che in un primo momento nessuno degnerà di un’occhiata quei libri, ma poi forse, quando l’insegnante o un compagno/a di classe chiederà a un bambino o a una bambina di ascoltare il suono di quella lingua, si capirà che la bellezza risiede nel racconto e nella memoria piuttosto che nella ricchezza materiale del libro. La conoscenza anche superficiale di suoni e segni diversi per comunicare apre curiosità e possibilità di incontro tra diverse culture, senza pregiudizi o gerarchizzazioni [1].

Sono ormai più di 10 anni che curiamo nella Biblioteca dei ragazzi di Firenze, una sezione di libri in lingue che si chiama "Le parole del mondo". Si tratta di più di tremila volumi in una trentina di lingue e otto alfabeti.
Il nostro catalogo è consultabile in linea, sia dal sito della biblioteca [www.comune.firenze.it/streghetta] che nel catalogo collettivo del Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina, SDIAF [www.comune.firenze.it/sdiaf].
I primi libri della sezione in lingue sono stati quelli in inglese , richiesti sovente da chi studia questa lingua a scuola. Poi la nostra politica degli acquisti si è orientata a proseguire con varie lingue, senza porci limiti particolari, dato che Firenze è una città che accoglie numerose comunità. Una richiesta di fiabe in russo, che non avevamo potuto soddisfare, ci aveva reso palese la necessità di estendere la nostra raccolta.
Le lingue più rappresentate sono l'inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco e l'olandese, ma ci sono libri anche in albanese, arabo, greco, russo, cinese, ceco, serbo e croato, portoghese, etc. La collezione è cresciuta notevolmente negli ultimi tempi sia per acquisti che per donazioni.
Molti dei nostri amici-utenti che sono originari di luoghi lontani, hanno avuto piacere di donarci loro libri. Tutti i libri in catalano e iraniano sono stati donati, gran parte di quelli in nederlandese e in greco (regalatici dalla scrittrice e traduttrice fiorentina Laura Draghi) , molti in tedesco (sponsor il Consolato e l’Ibby locale). Molti genitori ci donano poi libri in inglese o francese quando i figli sono cresciuti.
Nelle librerie internazionali della città, acquistiamo i libri premiati e che ci sono piaciuti alla Fiera del libro di Bologna o altri segnalati in Internet, mentre resta abbastanza problematica (anche per la recente chiusura della Libreria Seeber) l'acquisizione di libri in arabo, albanese, cinese, che invece cominciano ad essere molto richiesti. Per queste questioni siamo in contatto con l'esperienza pratese della Biblioteca Lazzerini, che, con la ricchissima sezione Senghor multilingue, costituisce un punto di riferimento in Toscana sia sul piano delle acquisizioni che per l'aver messo a punto strumenti e procedure complesse e articolate per il trattamento di libri e di materiali vari, a partire da quelli in caratteri non latini.
Ricordiamo ancora una volta che i materiali di cui disponiamo sono soltanto quelli destinati a bambini e ragazzi e quindi abbiamo organizzato anche attività di promozione: dalle letture e narrazioni di fiabe da parte di contastorie di vari paesi (comprese mamme e parenti varie e professionisti di varie associazioni). Gli interventi sono stati di solito programmati in cicli di "Sabati favolosi" che abbiamo organizzato in comune con altre Biblioteche dell'area fiorentina. Queste attività sono state offerte a tutti gli utenti, ma la domanda più pressante di documentazione 'interculturale’, viene soprattutto dalla scuola e dagli insegnanti, che cercano supporti nella mediazione tra culture. A questa esigenza, la biblioteca risponde con sussidi didattici sull’apprendimento della lingua seconda, su storia e geografia, religioni e cosmogonie, feste e cucine tradizionali e soprattutto miti e leggende. Per inciso notiamo che questo tipo di materiale non è sempre facile da reperire, gran parte di esso infatti è prodotto da organizzazioni no-profit o da enti pubblici.
Un'altra attività che ha avuto un certo successo e che può essere facilmente replicata è quella che propone i Kit-Biblioteca, ovvero insiemi ragionati di bei libri che vengono messi in apposite scatole e corredati da materiale informativo e che sono consegnati e ritirati presso scuole e biblioteche scolastiche. Fra questi kit il più richiesto dagli insegnanti è "Popoli e Culture". Ora kit in lingue girano soprattutto verso i Centri di alfabetizzazione curati dall'Assessorato alla P.I.

Con queste modalità abbiamo accolto l'invito a sviluppare 'biblioteche multiculturali', argomento cui è dedicato anche un gruppo di lavoro, che seguiamo, dell'Associazione Italiana Biblioteche. Questo gruppo mantiene un sito interessante e ricco di materiali all'indirizzo www.aib.it/aib/commiss/cnbp/mc/mc.htm

La Collocazione

Fra i problemi più spinosi da affrontare c'è quello di come collocare questi libri. Si tratta di più di 3000 libri in tante lingue, sui vari i argomenti e per fasce d'età diverse da sistemare in uno spazio molto limitato.
Ci piacerebbe poter fare come a Modena: mescolare i libri italiani e stranieri e ancor di più, ci piacerebbe costruire tragitti bibliografici continuamente modificati. [2]. Ma ci vuole molto spazio e scaffali vuoti per poter sistemare la maggior parte dei libri 'di piatto' , per variare le tematiche, i generi e le età cambiando via, via i libri esposti ...
La soluzione che abbiamo adottato nella nostra biblioteca è comunque mista, la maggior parte dei libri è raggruppata per lingua e all'interno del gruppo si segue il numero Dewey, solo pochi libri in lingua straniera sono mescolati ai loro omologhi in italiano, riserviamo questo trattamento a libri da adulti su temi specifici per esempio: 'far da sé', giardinaggio, ricette di cucina, libri e cataloghi d'arte. Le etichette dei libri stranieri sono divise in due parti: in alto e in rosso, codice Dewey per la lingua; in basso, la collocazione per aree disciplinari sempre secondo il codice Dewey, analogamente a quanto succede per i libri italiani. Questo sistema ci consente di poter sempre recuperare e collocare i libri sia per area linguistica, che per area disciplinare. In questo momento abbiamo scelto di dividere i libri per lingua, ma in seguito potremmo anche mescolare insieme tutti i libri e leggere dall'etichetta di che lingua si tratta. Perché, ricordiamoci, è facile distinguere se un libro è inglese o francese, più difficile è capire se è finlandese o ungherese....

I Codici

I codici per lingua sono molto utili ed a volte utilizzabili anche nella ricerca su basi di dati bibliografiche. Spesso la ricerca è già orientata attraverso menù a cascata che consentono l'opzione di scelta della lingua del documento, come facciamo nel nostro catalogo, e come succede anche nel catalogo della Biblioteca Lazzerini di Prato [www.comune.prato.it/bal/sezioni/htm/cultura.htm] o nel nostro sito.
Nella descrizione dei documenti usiamo un codice di lingua che corrisponde alla forma abbreviata standard in tre caratteri. Il campo di tre caratteri per la lingua in cui è scritto il documento che è quasi sempre presente nei cataloghi standardizzati.
Per conoscere questo codice in tre caratteri si può ricorrere al "Codice del paese di pubblicazione" e il "Codice di lingua standard", si trovano come appendici alla Guida alla catalogazione nell'ambito del Servizio Bibliotecario Nazionale, curata dall'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane) nel 1987.

Il catalogo che si può consultare presso la nostra biblioteca è un po' più ricco di quello in rete, e dice anche in chiaro la lingua con cui è scritto il documento: lingua inglese, lingua urdu, lingua cinese ecc.

Riportiamo qui di seguito le abbreviazioni per le lingue più richieste:

ALB albanese
ARA arabo
CHI cinese
DUT olandese
ENG inglese
FRE francese
GER tedesco
ITA italiano
JPN giapponese
POL polacco
POR portoghese
RUS russo
SPA spagnolo

Un altro problema riguarda come si possa capire di quale paese e in quale lingua sia scritto il libro che ci si trova in mano. E' in serbo o in croato? E' in russo o serbo-cirillico? E' in finlandese o norvegese?
Spesso la città dove è situata la casa editrice risolve l'enigma, insieme ad un buon atlante geografico. Ma se non è chiaro? Le prime cifre dell'International Standard Book Number (codice a barre ISBN) possono venire in aiuto in questi casi: 88 per l'Italia, 87 per il danese, 951 per il finlandese e 963 per l'ungherese o 960 per il greco....
I libri in caratteri non latini pongono ulteriori problemi: i software di videoscrittura usuali non hanno di dotazione caratteri altri. Per raccolte con pochi testi, si può semplicemente 'traslitterare'. Le tavole di traslitterazione per alfabeti non latini sono difficili da usare per chi non abbia almeno una conoscenza minima degli alfabeti in questione. Dove comincia o finisce un carattere in una parola araba? dove si può individuare le differenze caratterizzanti un ideogrammi giapponese rispetto a uno cinese? Per questo alcune amministrazioni locali, ad esempio Torino, hanno promosso corsi di alfabetizzazione per il personale delle biblioteche.
Tavole di traslitterazione per il cirillico, l'ebraico, il greco si trovano nelle RICA, Regole italiane di catalogazione per autori, a cura dell'ICCU; a livello internazionale Transliteration Schemes for Non-Roman Scripts a cura della Library of Congress , con l'American Library Association, consultabili ora anche su internet al http://lcweb.loc.gov/catdir/cpso/roman.html. Per il Cinese, la revisione è del 2000.

Ma tutto questo non deve spaventare, le questioni tecniche sono del tutto secondarie rispetto all'arricchimento culturale che arriva in Biblioteca attraverso la presenza di libri e materiali provenienti da tutto il mondo.


* note

1. Idee alla base del progetto di convivenza pacifica internazionale che spinse Jella Lepman nella Germania del secondo dopoguerra a fondare la Internationale Jugendbibliothek di Monaco, che ogni anno propone anche una vasta selezione della letteratura per ragazzi da vari paesi in varie lingue col nome di "White Ravens", anche su web: www.ijb.de

2. Una recente occasione di confronto è stato il convegno del 12 dicembre 2002, Biblioteche, culture, territorio: i servizi interculturali in una prospettiva di cooperazione, a Prato curato dalla Biblioteca Lazzerini