AREA E CITTA’ METROPOLITANA: I RIFERIMENTI NORMATIVI, LE INIZIATIVE ISTITUZIONALI
E LA SITUAZIONE AL 31.12.2006

Questa sezione si prefigge uno scopo semplice: quello di orientare il cittadino verso una materia complessa e articolata ( i cui riflessi in termini di attribuzioni istituzionali sono ancora tutti da definire con compiutezza) come quella rappresentata dall’Area e dalla Città metropolitana che il Legislatore ha voluto prevedere solo nei suoi aspetti essenziali, introducendo queste entità giuridiche nella L.142\1990 con le successive modifiche di cui agli art. 22 e 23 del D.Lgs. 267/2000.

La questione della Citta’ Metropolitana si è poi complicata con l’approvazione della L.Cost. 3/2001 "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione" e la rilevata sua incompatibilità con il citato D.Lgs 267/2000. Ne deriva l’esigenza di una revisione normativa che si presenta difficile per contrasti e divergenze di opinioni. La situazione è adesso di necessario stallo.Nell’attesa di nuove norme in sintonia con quelle costituzionali, l’Amministrazione Comunale di Firenze è stata parte attiva in un gruppo tecnico Anci che ha elaborato un articolato normativo da sottoporre a Governo e Parlamento ed ha recentemente lanciato l’idea di procedere verso un’Unione di Comuni, intravedendo in questo strumento la possibilità di rinfocolare una discussione sopita e facilitare così l’avvicinamento progressivo ad un traguardo che altrimenti appare difficoltoso e lontano.

Di seguito sono richiamati gli atti fondamentali e le risorse utili ad un primo approccio-come detto-orientativo; chi desidera avere un quadro più completo sugli argomenti può consultare:http://www.comune.firenze.it/comune/area/areametropolitana.html

La situazione, al momento, per quanto riguarda i confini rispettivamente, dell’Area Metropolitana e della Città Metropolitana , è la seguente:

-CONFINI DELL’AREA METROPOLITANA: sono definiti dai confini dei territori delle Province di Firenze, Prato, Pistoia.

-CONFINI DELLA CITTA’ METROPOLITANA: attualmente da definire.La stessa costituzione della Città Metropolitana postula una revisione del D.lgs 267/2000 per renderlo compatibile con il nuovo titolo V della Costituzione.

Più in dettaglio gli atti normativi di riferimento:

  1. DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE n°: 121/23 del 14.02.2000
    "Adesione del Comune di Firenze all’ipotesi di perimetrazione dell’area metropolitana nei confini delle Provincie di Firenze, Prato, Pistoia.
  2. DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE n° 130 del 29.03.2000:" Delimitazione dell’Area Metropolitana di Firenze,Prato,Pistoia."

ALTRE INDICAZIONI E RIFERIMENTI UTILI:

A) I lavori del Consiglio Regionale Toscano di martedì 22 aprile 1997

Comunicazione della Giunta Regionale n. 28 - Processo istitutivo della Città metropolitana fiorentina

L'assessore Simone Siliani ha svolto in Aula una comunicazione di 19 pagine per spiegare ai Consiglieri passato e futuro dell'Area Metropolitana. Ha ricordato che il 5 ottobre 1996 viene firmato il Patto di Governo della Città Metropolitana fiorentina da parte di Regione Toscana, Provincia di Firenze, 28 Comuni della Provincia di Firenze (fra cui il capoluogo) e la Comunità Montana del Mugello-Alto Mugello-Val di Sieve che ha dato vita alla Conferenza Metropolitana.

Ha sottolineato come sia importante comprendere che questa fondamentale tappa del processo per la definizione degli assetti istituzionali dell'area metropolitana fiorentina è, appunto, una fase di passaggio, preceduta da un'intensa attività di confronto e discussione con i sindaci della Provincia sulla base di un'ipotesi di lavoro individuata dalla Regione Toscana e poi elaborata congiuntamente alla Provincia di Firenze e al Comune di Firenze. Altrettanto importante - secondo Siliani - è comprendere che si tratta di una tappa verso un obbiettivo che è quello di definire un assetto istituzionale diverso, più efficiente di quello attuale rispetto alle concrete dinamiche metropolitane in atto nell'area e rispondente agli indirizzi contenuti nella L.142/90 (attualmente in corso di revisione da parte del Parlamento su iniziativa del Governo). L'attività preliminare di costruzione del consenso politico attorno ad un'idea di percorso istituzionale è durata circa un anno, ma è stata di fondamentale importanza. La L.142/90 ripropone una ricomposizione amministrativa della frammentazione istituzionale e della complessità sociale con un meccanismo gerarchico, creando un nuovo ente amministrativo che è anche una nuova istituzione politica senza definirne l'identità rispetto al contesto sociale, né la collocazione istituzionale e funzionale nel sistema amministrativo dato. Da questo punto di vista, la Giunta Regionale ha ritenuto che un modello rigido - tanto contenutistico, quanto processuale - avrebbe fatto velo sulla complessità dell'area fiorentina caratterizzata da un vero policentrismo istituzionale (Comunità Montana, Circondari, esperienze di gestione associata di servizi pubblici, ecc.) che rispecchiava un policentrismo socio-economico effettivo che, dunque, un meccanismo rigido e verticistico per l'istituzione del nuovo ente metropolitano avrebbe rischiato di sacrificare. Infine, l'immediatezza del metodo "palingenetico" avrebbe dovuto scontare un pressoché certo rischio di mancanza di consenso da parte degli attori istituzionali e di quelli sociali. Per questi motivi, la Regione Toscana ha proposto - nel rispetto formale della L.142/90 - un percorso istituzionale per la nascita della Città Metropolitana originale rispetto ai precedenti tentativi e al dibattito degli anni precedenti a Firenze. Caratteristiche di questo percorso sono: ruolo attivo degli enti locali; progressività; volontarietà e flessibilità; valorizzazione del policentrismo; individuazione delle funzioni prima della definizione dei confini; sperimentazione.

I primi nodi contenutistici

Fin dalla seduta d'insediamento, la Conferenza ha deciso di affrontare alcune grandi problematiche di tipo metropolitano, previo un lavoro istruttorio compiuto da tecnici dei diversi enti sottoscrittori.

La mobilità

Co.Met. ha affrontato la questione una prima volta nella seduta del 25 ottobre 1996: in tale occasione il gruppo di lavoro tecnico, coordinato dall'arch. Luigi Ulivieri (Provincia di Firenze), ha svolto una prima relazione consistente in una ricognizione di tematiche da approfondire, definendo anche una scheda-tipo per raccogliere notizie, progetti, problematiche sulle infrastrutture viarie e ferroviarie nei diversi Comuni. Queste schede vengono omogeneizzate e confrontate con quanto previsto dal PTCP (capitolo Infrastrutture e mobilità) della Provincia, così da offrire una panoramica completa ed omogenea delle problematiche in campo. Ovviamente, il lavoro tecnico di ricognizione tiene conto dello stato di progettazione e di programmazione dei grandi interventi di infrastrutturazione viaria (A1) e ferroviaria (TAV e nodo ferroviario fiorentino) in corso di definizione. Nella discussione la Regione ha sottolineato come una corretta impostazione della politica della mobilità non possa ritenersi esaurita da una politica delle infrastrutture.

Infatti, di fondamentale importanza per il funzionamento complessivo del sistema della mobilità è, ad esempio, l'organizzazione dei servizi (con il tema cruciale della definizione di un unico centro operativo cui faccia riferimento l'esercizio del trasporto pubblico, la gestione dei parcheggi, l'organizzazione e la tariffazione della sosta e della circolazione, non necessariamente caratterizzato da una sola azienda, ma comunque ridisegnando la "missione" delle aziende attualmente presenti, a partire dalla stessa ATAF): o anche la promozione di una struttura a scala metropolitana, con forti contenuti tecnici e agilità operativa, che costituisca l'interfaccia delle aziende che operano nel campo della mobilità, definendo le specifiche dei contratti di servizio e provvedendo alla loro stipula, eseguendo i controlli di qualità, adottando misure specifiche di organizzazione della circolazione (una specie di "autorità metropolitana per la mobilità", presente anche in altre esperienze europee). Su questo argomento è prevista una seduta specifica di Co.Met., nella quale il gruppo tecnico esporrà il lavoro completato, sul quale si approfondirà la discussione politica.

La pianificazione territoriale

La discussione su questo argomento si è svolta nella seduta del 19 dicembre 1996 e si è incentrata sul rapporto fra il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze e la fase di elaborazione del Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana. Da un lato è stata illustrata l'impostazione di fondo del PTCP e sono state discusse le maggiori osservazioni mosse dai Comuni (in particolare relative die procedure e ai rapporti fra il PTCP e gli strumenti urbanistici comunali: dall'altro è Stato illustrato il processo di definizione e i capisaldi del PIT, nel cui schema preliminare viene affrontato in modo esplicito il tema dell'area metropolitana fiorentina. In modo particolare, da parte della Regione ci si è soffermati su tre aspetti del PIT di particolare interesse per un'area complessa e densa di funzioni come la fiorentina:

1. la necessità di un'ampia circolazione delle informazioni e dei dati sul territorio. Infatti, la L.R.5/95 prevede l'istituzione di un Sistema Informativo del Territorio che è relativo all'organizzazione dei valori stratificati nella documentazione e che si configura come una completo catalogo organizzato del territorio che possa supportare le scelte urbanistiche, ambientali e della mobilità. Una sede come Co.Met. potrebbe favorire la definizione del SI.T. a questo scopo.

2. La L.R.5/95 prevede il garante dell'informazione" (art.18) che dovrebbe avere, nell'area fiorentina, un riferimento specifico in Co.Met..

3. La Giunta Regionale è attualmente impegnata a definire una normativa regionale tesa a snellire e razionalizzare il quadro normativo posto al di sotto dei piani urbanistici (concessioni, regolamenti, permessi, ecc.): per poter definire questa normativa occorre lavorare a stretto contatto e con il consenso dei Comuni dal momento che si va necessariamente ad incidere sulla potestà regolamentare dei Comuni. Co.Met. potrebbe essere la sede per sperimentare soluzioni comuni ed integrate per alcuni dei problemi più impegnativi per la pubblica amministrazione in questo ambito (ad esempio autocertificazione dei progetti, costituzione di uno sportello unico nel settore del territorio), che possono aiutare la definizione di questa normativa regionale. Sul tema della pianificazione territoriale la Conferenza è impegnata a definire nuove fasi di lavoro, seguendo le varie fasi dell'elaborazione tanto del PTCP quanto del PIT.

I rifiuti

Sulla scorta di una lunga e dettagliata relazione dell'assessore provinciale Antonio Marrucci, si è svolta una prima discussione sul tema nella seduta del 28 novembre 1996: sono stati forniti materiali documentativi

sulla verifica dello stato di attuazione del Piano di Smaltimento dei Rifiuti della Provincia di Firenze ed illustrate alcune proposte minime di aggiornamento. Naturalmente, la prima discussione ha tenuto conto dell'imminenza del decreto legislativo del Ministro Ronchi che contiene molte novità in ordine alla modalità di gestione dei servizi di raccolta e smaltimento, alla perimetrazione dei bacini ottimali da parte della Regione, alla definizione della tariffa e all'obiettivo obbligatorio di raggiungere il 35% di raccolta differenziata di rifiuti. All'interno della Conferenza si è attivato un gruppo di lavoro costituito da diversi sindaci, impegnato a definire i futuri assetti impiantistici e societari per l'attività di raccolta e smaltimento dei RSU nella Provincia di Firenze. E' prevista una seduta di Co.Met. per il giorno 24 aprile 1997 con la presenza dell'assessore regionale Del Lungo nella quale saranno discussi gli orientamenti - alla luce della proposta di recepimento del Decreto Ronchi da parte della Regione, in via di definizione - sull'aggiornamento del Piano di Smaltimento dei Rifiuti della Provincia di Firenze.

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B) Il 31 ottobre 2001 si è tenuto a Firenze un FORUM PER LA CITTÀ METROPOLITANA nel corso del quale il Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha presentato il primo rapporto sulla città, un documento di sintesi contenente una griglia di proposte sul piano degli indirizzi e sugli assi strategici da perseguire: l’innovazione nella produzione industriale e culturale, la dimensione metropolitana, il sistema della mobilità interna e dell’accessibilità, il miglioramento della qualità urbana. Il progetto di Piano strategico muoverà i primi passi con la costituzione di un comitato di coordinamento e l’attivazione di gruppi di lavoro che svolgeranno attività di discussione, ascolto, raccolta , adesione e proposta sulle tematiche fondamentali sopra richiamate. Seguirà una fase di discussione e selezione dei progetti presentati con verifica del grado di praticabilità e fattibilità verso l’approdo finale alle sedi istituzionali.

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C) Il 16 Dicembre 2002 è stato siglato, il sottostante PROTOCOLLO PRELIMINARE.

COMITATO DI COORDINAMENTO PER IL PIANO STRATEGICO DELL'AREA METROPOLITANA FIORENTINA

Il Comitato di Coordinamento, visto il verbale della seduta odierna, sottopone ai propri componenti il seguente
PROTOCOLLO PRELIMINARE AL PIANO STRATEGICO DELL'AREA METROPOLITANA FIORENTINA FIRENZE 2010

I sottoscrittori di questo documento preliminare al Piano Strategico dell'area metropolitana Fiorentina "Firenze 2010": 

1. si riconoscono nell'obiettivo di dotare l'area metropolitana fiorentina di un piano strategico come strumento per promuovere lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, in un quadro di coesione sociale e di tutela dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico;

2. individuano nella pianificazione strategica un processo innovativo di governo metropolitano, in una prospettiva di medio termine, atto anche a favorire la realizzazione di uno specifico organismo istituzionale metropolitano. Sotto il profilo del metodo, il piano strategico promuove e sperimenta la cooperazione tra i soggetti pubblici e privati, nel rispetto degli specifici ruoli, e la più ampia partecipazione della cittadinanza, per istruire e intraprendere azioni di particolare rilievo per il futuro dell'area. Dal punto di vista dei contenuti, il

piano contribuisce alla definizione di una visione condivisa dello sviluppo economico e della qualità sociale dell'area fiorentina;

3. sottolineano la rilevanza del lavoro svolto tra il mese di Febbraio del 2001 e il mese di Dicembre 2002 per la preparazione del Piano Strategico Firenze 2010, con l'approvazione del rapporto "Progettare Firenze" e con la sua successiva specificazione in un insieme organico e integrato di idee progetto e raccomandazioni, aperto a successivi adeguamenti;

4. si riconoscono, in particolare, nei quattro assi di intervento strategico individuati nel rapporto "Progettare Firenze":

e condividono i seguenti obiettivi per realizzarli:

- promuovere una nuova immagine di Firenze e della sua area non solo come città d'arte e di consumo, ma come centro di produzioni innovative strettamente legate alla qualità territoriale,ambientale e sociale ;
- rilanciare il ruolo di Firenze come centro di produzione culturale e di alta formazione, e di applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali, sia con riferimento alla loro protezione e restauro che alla loro fruizione, valorizzando i legami tra l'Università, gli altri centri di ricerca e formazione, e il territorio metropolitano;
- qualificare le funzioni di consumo culturale, con la realizzazione di un sistema integrato dei musei metropolitani; il potenziamento dei musei e delle attività legate alla tradizione scientifica; il rilancio di iniziative espositive di qualità e più intensi collegamenti con le attività connesse all'arte e alla cultura contemporanee;

-rafforzare il ruolo di Firenze e della sua area come centro ci creazione e di produzione del made in Italy, anche con il potenziamento di attività di ricerca e formazione in collaborazione con l'Università; di promozione delle produzioni sui mercati internazionali e di attrazione di investimenti qualificati; e con la realizzazione di uno specifico marchio che leghi la qualità delle produzioni alla tutela ambientale e della qualità del lavoro;

- migliorare la qualità urbana con interventi che riequilibrino la distribuzione delle diverse funzioni e attività in un quadro metropolitano, e organizzino più efficacemente la mobilità metropolitana, con un sistema integrato di mezzi di trasporto che potenzi i trasporti collettivi e limiti e regoli più efficacemente l'uso dei mezzi privati;

- migliorare la qualità sociale e le condizioni di vita degli abitanti con misure volte a prevenire efficacemente le fonti di inquinamento; a migliorare i servizi sociali, con particolare riferimento a quelli per gli anziani, per l'infanzia, per l'accoglienza e integrazione degli immigrati; a qualificare e valorizzare il ruolo del fiume Arno come asse di articolazione di un sistema integrato metropolitano di parchi pubblici.

5. condividono il disegno complessivo delineato dall'insieme di idee progetto e raccomandazioni che costituiscono il piano strategico, allegate al presente protocollo di cui sono parte integrante, come quadro di riferimento indispensabile, anche se non necessariamente sufficiente, per la realizzazione degli obiettivi di cui al punto precedente; e danno altresì atto che l'approvazione di tale disegno complessivo degli interventi

non comporta necessariamente un'adesione di ciascun firmatario a tutte le idee progetto e raccomandazioni allegate;

6. valutano positivamente il metodo della concertazione tra i diversi soggetti pubblici e privati seguito per la formulazione delle idee progetto che costituiscono il piano; e si impegnano ad utilizzare tale metodo anche nella fase di realizzazione dei progetti, che pertanto avverrà con la partecipazione dei soggetti titolari della

rappresentanza degli interessi coinvolti, attraverso il metodo della concertazione definito secondo regole condivise;

7. si impegnano a promuovere, quando non siano già disponibili, studi di fattibilità delle idee progetto. Gli studi di fattibilità prevedono la valutazione volontaria di impatto ambientale, sociale ed economico delle singole azioni; il piano nel suo complesso è oggetto di valutazione ambientale strategica, ai sensi dell'ordinamento comunitario. Gli studi di fattibilità favoriscono il reperimento delle risorse necessarie e la rapida realizzazione degli interventi;

8. si attivano per costituirsi in Associazione, aperta anche alla partecipazione di altri soggetti pubblici e privati del mondo dell'economia e del lavoro, e dell'associazionismo sociale e culturale, che condividano il metodo e gli obiettivi della pianificazione strategica; e si impegnano altresì, anche attraverso le attività di tale Associazione, a promuovere la più ampia partecipazione dei cittadini e della società civile nelle sue varie articolazioni alla discussione sulle azioni proposte, in modo da poterne tenere conto nel percorso di realizzazione e di adeguamento degli interventi;

9. riconoscono che, fermo restando il carattere organico e integrato degli interventi previsti dal piano, che i firmatari si impegnano a realizzare, l'Associazione di cui all'art. 8 costituirà lo strumento per favorire la rapida

realizzazione dei progetti stessi, in un quadro di cooperazione e di responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti; per verificare continuativamente i risultati raggiunti e promuovere tutte le integrazioni e gli

adattamenti del piano che si rendessero necessari. Fino alla costituzione dell'Associazione, il Comitato di Coordinamento definisce, in forma condivisa e concertata, le priorità nella realizzazione dei progetti.

Il verbale della seduta odierna del Comitato di Coordinamento, di cui in premessa, costituisce parte integrante del presente Protocollo.

Palazzo Vecchio, lì 16 dicembre 2002

Seguono le firme

Comune di Firenze, nella persona del Sindaco, Leonardo Domenici
Provincia di Firenze, nella persona del Vice Presidente, Piero Certosi
Comune di Impruneta, nella persona del Sindaco, Maria Capezzuoli
Comune di Pontassieve, nella persona del Sindaco, Mauro Perini
Comune di Scandicci, nella persona del Vice Sindaco, Simone Gheri
Camera di Commercio, nella persona del Presidente, Luca Mantellassi
Università degli Studi, nella persona del Rettore, Augusto Marinelli
Associazione degli Industriali, nella persona del Presidente, Ranieri Pontello
Impresainsieme (in rappresentanza di Confesercenti, CNA, API, Coldiretti), nella persona della Presidente Stefania Ippoliti,
Artigianato Fiorentino - Confartigianato, nella persona del Presidente, Ovidio Montecchi
Confcommercio, nella persona del Presidente, Paolo Soderi
Confcooperative, nella persona del Presidente, Bruno Cavini
Lega delle Cooperative, nella persona del Presidente, Giorgio Bertinelli
CGIL, nella persona del Segretario, Alessio Gramolati
CISL, nella persona del Segretario, Adriano Fratini
UIL, nella persona del Segretario, Vito Marchiani
Associazione Ambiente Lavoro Toscana, nella persona del Presidente, Renato Cecchi
Confederazione Italiana Agricoltori, nella persona del Vice Presidente, Stefano Gamberi
Unione Provinciale degli Agricoltori, nella persona del Vice Presidente, Francesco Miari Fulcis
WWF ITALIA sez. reg.le toscana, nella persona del Rappresentante, Roberto Marini
Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, esprime il proprio sostegno al Protocollo Preliminare al Piano Strategico dell'area metropolitana fiorentina - Firenze 2010
Regione Toscana, nella persona del Presidente, Claudio Martini

ULTERIORI INFORMAZIONI
http://www.firenze2010.org/
http://www.comune.firenze.it/comune/area/areametropolitana.html


Convenzione per la gestione associata del trasporto pubblico locale tra la Provincia di Firenze ed i Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa e Vaglia (Firenze, Palazzo Medici Riccardi - 10 giugno 2005).


Il tema dell’area vasta metropolitana della Toscana centrale ha conosciuto un importante sviluppo con la sottoscrizione, in data 3 novembre 2006, tra Regione Toscana, Comuni, Province capoluogo e Circondario Empolese Valdelsa, di un Protocollo d’Intesa volto all’affermazione di stabili modalità di collaborazione e cooperazione istituzionale per la definizione e l’attuazione condivisa delle politiche di area.
L’azione a ciò diretta è pervenuta ad un primo importante risultato con la sottoscrizione, in data 27.07.2007, del previsto Patto per lo Sviluppo Locale (PASL) di area vasta metropolitana, attraverso il quale, a partire dai contenuti dei singoli PASL provinciali, sono state individuate le più significative priorità programmatiche e progettuali dell’area.


In attesa delle novità legislative volte ad adeguare l’attuale ordinamento degli enti locali al riformato Titolo V della Costituzione e con esse delle nuove possibilità, procedure e regole per l’effettiva nascita della Città Metropolitana, il cammino preparatorio verso questo complesso e difficile traguardo ha conosciuto, nell’area fiorentina, una significativa tappa con la sottoscrizione, in data 08.01.2007, di un importante Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa. Al nuovo organismo, la Conferenza dei Sindaci per la Città Metropolitana, spetterà il compito di porsi quale luogo di confronto costante per l’individuazione, l’approfondimento e lo sviluppo delle possibilità fin da subito attivabili o che sarà possibile attivare per la costruzione ed il consolidamento di una realtà capace sempre più di operare e ragionare in chiave metropolitana.


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