RASSEGNA STAMPA SULL’AREA E CITTÀ METROPOLITANA DI CAGLIARI
SassariSera - anno 2000 aprile/maggio
Il Consiglio regionale si è riunito sotto la presidenza dell'on. Efisio Serrenti e dell'on. Giacomo Spissu, per esaminare la legge sulla costituzione delle nuove province. In apertura di seduta, dopo le comunicazioni di rito, il Presidente ha precisato infatti che l'ordine del giorno prevede la sola discussione del disegno di legge n.6/A "Modifiche alla legge n.4 del 1999, riguardante il riassetto generale delle Province e procedure per l'istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali".

Discussione del DDL 46 "Modifiche alla legge sulle nuove Province".
L'on. Nuvoli (F.I.) intervenendo come relatore del provvedimento esitato dalla Commissione, ha esordito sottolineando come il dibattito odierno sia un'occasione importante per compiere un'azione di estrema chiarezza, attraverso l'assunzione anche di "decisioni definitive" ad un opera del Consiglio regionale.
La commissione, sul provvedimento, si è espressa all'unanimità pur nell'ambito di un dibattito aspro ed anche polemico, ha ricordato Nuvoli, precisando che si è alla fine pervenuti ad un punto di incontro costruttivo. "Per questo motivo il Consiglio - ha sostenuto Nuvoli - deve approvare il provvedimento come è uscito dalla Commissione e senza modifiche". Si tratterebbe infatti di assecondare le volontà locali senza alcun intento demagogico. Con questa legge non si vuole escludere alcun territorio dell'aspirare al rango di provincia, ma solamente consentire a quelle zone, per le quali gli aspetti giuridici sono chiari, di procedere speditamente verso i propri obiettivi. Proseguendo nel suo intervento, Nuvoli ha ribadito l'esigenza di una approvazione rapida e senza emendamenti ed ha ripercorso le varie tappe della vicenda concernente il processo di costituzione delle nuove Province. Dopo aver ribadito che, dopo questa assunzione di responsabilità, il Consiglio non può fermarsi, si è avviato a conclusione chiedendo che il Consiglio eviti perdite di tempo e sollecitando quindi una approvazione del provvedimento nella giornata odierna.
Per l'on. Cogodi (R.C.) si deve discutere seriamente, consci della funzione legislativa del Consiglio e della responsabilità nei confronti di tutti i sardi.
Oggi è giorno della verità; il gruppo di R.C. è favorevole alle nuove province ipotizzate e non chiederà il voto segreto perché le decisioni devono essere chiare e trasparenti. Oggi è un giorno importante che non deve essere sprecato con "giochi e giochini", ha proseguito Cogodi, né tantomeno con le "bugie" che sono circolate a proposito della convocazione straordinaria del Consiglio. La richiesta di convocazione non recava 20 firme (il minimo richiesto), bensì 19, quindi è stata operata una forzatura. C'è anche un'altra bugia, a proposito di accordi segreti, di "congiura contro la Gallura" e di un "fantomatico asse Cagliari-Sassari". Infine, ha detto ancora Cogodi, esiste una terza bugia relativa al senso della legge in discussione, che non istituisce le nuove province, per le quali è necessario un "corredo normativo" che oggi non esiste ancora". Cogodi si è soffermato su alcuni articoli della legge n.4, per poi affermare che la Commissione consiliare ha presentato al Consiglio una proposta di legge che non è basata su certezze legislative. La responsabilità maggiore di quanto potrebbe succedere è di questa maggioranza e di questa sinistra, ha concluso Cogodi, la quale, anziché verificare l'effettiva volontà delle popolazioni e dei comuni interessati, ha deciso di proporre una deroga per due province. C'è da augurarsi che il Consiglio decida serenamente e con grande responsabilità. L'esponente di F.I. on. La Spisa ha voluto sottolineare alcune decisioni da lui definite "fondamentali". La decisione che il Consiglio deve prendere avviene sotto la spinta politica che proviene dalla volontà di intere popolazioni. "E ciascuno di noi - ha aggiunto - è chiamato a decidere sapendo che queste spinte devo essere ponderate e giudicate con imparzialità".
La provincia, ha detto, sta assumendo un ruolo sempre più forte rispetto ai poteri e compiti che hanno effettivamente oggi. Bisogna quindi decidere di far confluire nelle province tutti i poteri che a loro spettano. Il problema in argomento è se si debba decidere senza che esista alcun vincolo politico e se siano in ballo principi che, approvando la legge, rischino di metterci fuori dalle regole. Ma, ha concluso La Spisa, è compito del Consiglio vagliare la situazione e decidere di conseguenza.
Confermando la volontà ed il diritto del Sulcis ad essere provincia sin dall'avvio della nuova riforma degli enti locali intermedi, l'on. Gianfranco Tunis (PPI) ha sottolineato la necessità di dare vita a tutte le nuove province in tempi contestuali. Le nuove province devono nascere assieme, con nuovi compiti, nuove attribuzioni, con risorse finanziarie certe, con nuovo personale, in numero adeguato ai crescenti compiti. Tunis, ricordando di essere stato a lungo sindaco, ha giudicato valide le ragioni dei sindaci della Gallura, ma ha anche rivendicato la necessità di un provvedimento unitario e complessivo, che tenga conto delle esigenze e delle istanze di tutte le zone dell'Isola. L'istituzione delle nuove province, ha aggiunto Tunis, deve quindi avvenire contestualmente, perché è necessario tener conto che il processo di riforma, in grado di favorire la crescita economica della Sardegna, non può partire in diversi stati, in tempi diversi. E' necessario, però, che questa riforma sia votata all'unanimità, ha concluso Tunis, trovando le intese necessarie perché la riforma degli enti locali venga approvata da tutte le forze politiche, superando i contrasti tra la maggioranza ed opposizione, ed operando nell'esclusivo interesse dell'intera società sarda. L'on. Pili (F.I.), ha esordito ricordando che il tema è importante anche se non è facile affrontarlo a due giorni dall'appuntamento elettorale.
Ha quindi ricordato che oggi si è chiamati a varare solo dei "contenitori" senza che essi contengano la sostanza delle attribuzioni da assegnare ai nuovi soggetti amministrativi.
Dopo aver fatto questa premessa ha tuttavia parlato degli emendamenti presentati, tutti ugualmente legittimi e politicamente accettabili, ma che debbono trovare una omogeneizzazione adeguata.
Ha quindi chiesto una sospensione di un'ora per consentire una sintesi positiva fra le forze politiche. L'on. Selis, a nome della coalizione di centro sinistra, si è dichiarato favorevole alla proposta dell'on. Pili. Anche l'on. Milia (assessore agli Enti Locali) si è dichiarato d'accordo. La seduta è stata quindi sospesa per un'ora. Alla ripresa dei lavori, è intervenuto l'on. Demuru (DS-FD) il quale ha sottolineato l'importanza dell'argomento in discussione, anche se in un contorno esasperato e propagandistico dovuto probabilmente alla campagna elettorale in corso. E' comunque opportuno cercare di migliorare il provvedimento, fa detto ancora Demuru, in quanto le popolazioni della Sardegna attendono da anni le nuove province che rappresentano, per alcuni il raggiungimento e per altri invece l'allontanamento di un sogno. Se c'è un clima di irritazione e esasperazione nella politica, ha aggiunto Demuru, ma la discussione sul disegno di legge deve essere invece calma e pacata. Dopo aver ricordato i dubbi e le perplessità emerse in Commissione, Demuru ha messo in guardia contro l'eventuale discriminazione di alcune popolazioni. Permangono ancora dubbi sulla costituzionalità di alcune norme presenti nel disegno di legge, ha concluso Demuru, con il rischio di un rinvio da parte del Governo.
Esiste comunque una volontà comune per arrivare al più presto al varo del provvedimento, anche alla luce dei contatti intervenuti tra le forze politiche durante la sospensione dei lavori d'aula. Intervenendo sull'ordine del giorno l'on. Cugini (DS-FD) ha chiesto una breve sospensione per consentire alla Conferenza dei capigruppo di organizzare i lavori del Consiglio per il proseguo della discussione. Alla ripresa della seduta il Presidente ha comunicato che la conferenza ha trovato un accordo che prevede l'approvazione di un ordine del giorno unitario. Ha quindi invitato l'on. Pili ad illustrare il documento (che si allega). L'on. Pili (F.I.), riconfermando che l'ordine del giorno è unitario ed ha trovato il consenso di maggioranza e opposizione, ha detto che l'impegno delle forze politiche è di varare entro tre mesi un programma di riordino delle province e quindi l'avvio verso l'attuazione politica della stesse. Tutti i capigruppo lo hanno sottoscritto, ha aggiunto Pili, che ha invitato quindi tutti i consiglieri a rinunciare ad intervenire per arrivare prima possibile alla votazione del documento e dell'emendamento ad esso connesso. L'on. Selis (PPI), prendendo la parola, ha sottolineato lo sforzo di elaborazione comune per privilegiare al di là dello scontro e delle polemiche la capacità di questo Consiglio di deliberare con responsabilità. Non si può tuttavia consentire l'esasperazione fra istituzioni e società a causa di atteggiamento provocatori inammissibili. Siamo tutti consapevoli - ha detto - che questo articolo da solo non sarà sufficiente, è quindi necessario il massimo impegno da parte del Consiglio per i prossimi mesi, per dare anche concretezza all'ordine del giorno che accompagna l'emendamento unitario presentato.

Per l'on. Salvatore Sanna (DS-FD) si sta riconoscendo l'importanza della legge n.4, a suo tempo molto criticata; c'è però ancora molto, se non tutto, da fare per costruire le nuove province.
Dopo aver individuato i "contenitori", il Consiglio dovrà approvare le norme per i trasferimenti di funzioni, risorse e personale. E' importante aver mantenuto l'obiettivo primario, ha proseguito Sanna, cioè quello dell'unitarietà, e tutti i passi successivi dovranno essere fatti in questo spirito. Dopo aver ricordato il lavoro svolto nella precedente legislatura, Sanna ha sostenuto che oggi non ci sono in Aula le condizioni minime per svolgere autonomamente la propria funzione di consigliere regionale per l'attività di "gruppi di pressione e di ricatti", mentre il consiglio regionale si "è spiegato alla volontà individuale di chi persegue solo fini elettorali". Sanna ha poi criticato il Presidente del Consiglio per non aver difeso i vicepresidenti per quanto successo nelle sedute precedenti. Dopo aver ribadito che non esistono le condizioni per lavorare serenamente e autonomamente, Sanna ha annunciato la propria intenzione di abbandonare i lavori dell'Aula. Il disagio e l'amarezza per quanto avvenuto nell'Aula, in queste ultime sedute, è stato espresso anche dall'on. Corda (A.N), il quale ha stigmatizzato il comportamento dei sindaci e degli spettatori, che hanno spesso interrotto ed offeso, anche pesantemente, i consiglieri regionali impegnati nel loro lavoro.
Ricordando gli ultimi avvenimenti il consigliere Corda ha sottolineato come alcuni sindaci della Gallura e dell'Ogliastra abbiano lanciato accuse, pesantemente attaccato le istituzioni, messo sotto ricatto l'Assemblea regionale. una situazione di grande disagio politico e morale, una accettazione supina di volontà estranee al Consiglio, che di fatto limitano i diritti dei Consiglieri regionali, i quali non possono assolutamente svolgere il loro lavoro in piena libertà di coscienza.
Uno stato di fatto che non si sarebbe dovuto subire, perché approvare la legge oggi o tra tre mesi non avrebbe cambiato assolutamente la situazione reale di molte parti dell'Isola. Protestando perché il Consiglio non ha respinto le pressioni dei sindaci della Gallura e dell'Ogliastra, Corda ha sollecitato una più incisiva difesa del ruolo delle istituzioni, della dignità del Consiglio.
Ed ha inviato il Presidente dell'Assemblea a tutelare i diritti ed il ruolo della massima istituzione legislativa della Sardegna. Per queste ragioni, pur essendo d'accordo sull'istituzione di nuove province nell'isola, il consigliere di A.N. ha annunciato la sua decisione di abbandonare l'Aula.

L'on. Dino Pusceddu (DS-FD), dopo aver sottolineato l'importanza del provvedimento, pur preannunciando un voto favorevole, ha tuttavia espresso rilievi fortemente critici, in quanto il provvedimento provoca modificazioni profonde all'assetto istituzionale della Regione, senza che si sia tenuto conto dei territori non direttamente interessati al provvedimento, come l'area metropolitana di Cagliari, ma che indirettamente subiscono profonde modificazioni. Dopo aver rilevato l'esigenza di un disegno più complessivo dell'assetto amministrativo regionale, Pusceddu ha proseguito sottolineando gli aspetti di carattere giuridico e legislativo concernenti le competenze fra i vari livelli istituzionali. Si è quindi avviato a conclusione auspicando che, come sottolinea l'ordine del giorno presentato, si torni rapidamente sull'argomento per una sistemazione complessiva della materia in particolare per quanto riguarda "l'area vasta di Cagliari".

L'on. Scano (DS-FD), ha successivamente detto ce avrebbe votato contro il testo esitato dalla Commissione perché particolaristico e viziato dalle spinte emotive esterne. Voterà invece per l'ordine del giorno unitario, frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione, perché pur in una situazione di tensione oggi si compie un atto concreto verso il riassetto del sistema province. E' stato un errore convocare il Consiglio nella giornata odierna, alla vigilia delle elezioni, ha aggiunto Scano, perché ciò ha significato un cedimento della dignità di questo consesso alle pressioni che provenivano da lobbies esterne.

Per l'on. Dore (I Democratici) il presidente Serrenti non ha difeso i vicepresidenti né tantomeno ha tutelato i consiglieri. Il consiglio, per aver svolto il proprio compito, è stato aggredito e minacciato senza che nessuno tutelasse l'istituzione. C'è da chiedersi cosa dovrebbero fare gli amministratori nei confronti dei quali vi sono stati attenti con le bombe. Da questi "semi di violenza", ha proseguito Dore, possono nascere situazioni peggiori. Entrando nel merito del Disegno di legge, Dore ha affermato che a suo parere, il provvedimento è anticostituzionale. Siccome il consiglio si è riunito "in un clima di violenza e di oppressione", ha concluso Dore, non esiste la possibilità di svolgere il proprio ruolo. Pertanto ha annunciato di abbandonare i lavori.

Perplessità sulla validità giuridica dell'emendamento proposto agli articoli del provvedimento sono state sollevate dall'on. Onnis (A.N.), il quale ha esaminato alcune "incongruenze giuridiche", che vanno affrontare e risolte prima del voto.
Ci sono delle contraddizioni che vanno assolutamente risolte, ha ribadito Onnis, perché questo provvedimento non è proprio "tranquillo e comprensibile". Alle perplessità dell'on. Onnis ha immediatamente risposto il presidente Serrenti, il quale ha rinviato alla discussione sugli emendamenti il momento più opportuno per approfondire gli aspetti giuridici dell'emendamento in questione.

L'on. Contu (CCD), dopo aver detto di non condividere le accuse per eventuali comportamenti eccessivi da parte dei sindaci, ha sottolineato che se si vuole il rispetto delle istituzioni, queste devono guadagnarselo, senza assumere comportamenti ondivaghi. Si è quindi dichiarato favorevole all'accordo raggiunto, che dimostra, pur nelle imperfezioni esistenti, la volontà di dare risposte alle esigenze delle popolazioni.

Sollecitato dall'intervento dell'on. Contu, l'on. Pirisi (DS-FD) ha rimarcato che il Consiglio è stato convocato attraverso sotterfugi e bugie, allo scopo di assecondare strumentalizzazioni, facili demagogie e pressioni esterne. Ha poi fatto alcune osservazioni sul percorso, ancora lungo, che dovrà portare all'istituzione pratica delle nuove quattro province. Manca comunque, ha concluso, una visione generale del problema, il che crea sperequazioni tra alcuni territori e altri meno fortunati. Per tali motivi voterà contro il documento unitario perché non risolve la questione delle province nella sua interezza.

Per la Giunta, l'on. Milia (F.I.) ha precisato che nessuno vuol "fare dispetti" ad alcune zone della Sardegna. I capigruppo del Consiglio avevano accettato la proposta di discutere subito la legge per i territori per i quali erano state espletate tutte le procedure previste. Questa convocazione del Consiglio non è stata condizionata da nessuno, ha proseguito Milia, e non esiste spazio per le polemiche.
Occorre camminare speditamente per valorizzare il sistema delle autonomie esercitando la potestà esclusiva della Regione e recuperando i ritardi del passato. Questo di oggi è un passo importante, ha affermato ancora Milia, ed esiste l'impegno della Giunta per soddisfare le giuste aspettative delle popolazioni isolane.
Con l'intervento dell'assessore Milia si è conclusa la discussione generale sul provvedimento. Il presidente Serrenti ha, quindi, posto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Agli articoli sono stati presentati emendamenti. Allo stesso titolo della legge, ad esempio, sono state aggiunte le parole, "di Carbonia - Iglesias e del Medio Campidano".

Sugli articoli e sugli emendamenti è intervenuto l'on. Pusceddu (DS-FD).
Col voto palese, per alzata di mano, il Consiglio ha bocciato i primi due articoli del provvedimento. Gli articoli, assorbiti dall'emendamento 13 sono stati considerati "decaduti". Il presidente Serrenti ha, quindi, posto in votazione l'ordine del giorno proposto da tutti i capigruppo consiliari, (che si allega), che è stato approvato. Prima della votazione conclusiva della legge, alcuni consiglieri sono intervenuto per delle brevi dichiarazioni di voto. Per dichiarazione di voto, l'on. Spissu (DS-FD) ha affermato che si sta compiendo un passo importante senza il necessario approfondimento. Dichiarandosi favorevole alla legge, Spissu ha espresso il proprio rammarico per il modo e per il clima che è stato creato intorno a questo argomento. L'on. Frau (A.N), intervenendo per annunciare il proprio voto favorevole, ha ricordato di essere stato offeso, come consigliere regionale e come esponente politico, così come è stato pesantemente offeso lo stesso Consiglio regionale. Eppure A.N. è sempre stata favorevole al decentramento amministrativo. La provincia Gallura, comunque, nasce col vizio di origine della collocazione di Tempio, una cittadina nel "limbo" nel nuovo ente intermedio. Così come altri equivoci possono nascere dalla collocazione di Ozieri. I referendum, se e quando saranno affrontati, faranno chiarezza. Comunque ci sono grosse responsabilità da parte delle Giunte regionali precedenti a questa, perché è passato troppo tempo da quando la legge quadro sulle province è stata approvata. "Stiamo per dare vita ad un mostriciattolo", ha aggiunto Frau ed ha, quindi, annunciato la sua astensione.

L'on. Marco Tunis (F.I.), dopo aver detto di essersi personalmente impegnato per l'istituzione delle quattro nuove province, ha ribadito che attraverso la riorganizzazione complessiva del territorio è possibile costruire l'assetto dell'intera Regione. Voterà perciò a favore del documento unitario.

Anche l'on. Rassu (F.I.) si è detto favorevole all'accordo intervenuto tra maggioranza e opposizione e, al di là delle tensioni createsi in Aula e tra Consiglio e i rappresentanti di numerosi comuni della Sardegna, per le quali è necessario esprimere alcune riserve, sosterrà fino al raggiungimento dell'obiettivo, la costituzione delle province.

L'on. Deiana (I Democratici), dopo aver preannunciato il proprio voto favorevole, ha sottolineato la necessità politica e amministrativa dei territori interessati all'istituzione delle nuove province, giustificando nel contempo l'operato dei sindaci che così facendo hanno tutelato gli interessi dei propri lettori. Anche l'on. Murgia (A.N.) ha annunciato il voto favorevole, seppure a malincuore per la situazione di poca serenità in cui il Consiglio ha discusso il provvedimento, sotto la pressione di alcuni gruppi. La discussione poteva essere rinviata, senza alcun danno. Murgia ha sollecitato il Presidente della Giunta ed una maggiore attenzione verso le zone interne. Il voto favorevole è stato annunciato anche dall'on. Alberto Sanna (FD-DS), il quale ha sottolineato gli aspetti positivi del provvedimento. Le vecchie e le nuove province, infatti, potranno favorire lo sviluppo economico e sociale dell'Isola. L'esponente del gruppo DS-FD ha, comunque, denunciato le forzature demagogiche, le pressioni, i contrasti e le tensioni che hanno impedito un esame attendo e sereno di un provvedimento che inciderà notevolmente nell'assetto istituzionale della Sardegna.

L'on. Biancareddu (F.I.): "io non respiro questo clima pesante, denunciato da molti colleghi. Sono anzi felicissimo di votare a favore di una legge proposta cinque anni fa". L'esponente gallurese ha anche sottolineato come pacta sunt servanda e che, quindi, se le forze politiche prendono degli impegni, questi stessi impegni devono essere mantenuti. Biancareddu annunciando il proprio voto favorevole, ha confermato che questo è un giorno felice e fausto perché "sancisce l'indipendenza e l'autonomia della Gallura, un grande sogno ed un desiderio che finalmente si realizzano".

L'on. Pinna (DS-FD), dopo aver dichiarato il suo voto favorevole al documento, ha affermato di non aver sentito, almeno su di lui, i condizionamenti di cui hanno parlato diversi colleghi consiglieri. la decisione odierna è importante, ha aggiunto, perché le nuove province sono strumento attraverso il quale si può dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo amministrativo ed economico della Sardegna.

L'on. Liori (A.N.) ha criticato apertamente la legge, nata con un ricatto pre-elettorale, incapace di dar vita alle nuove province se non in forma rachitica ed insufficiente. Voterà però a favore del provvedimento nella speranza che esso possa favorire il cambiamento dell'attuale assetto economico e sociale delle zone del Sulcis-Iglesiente.

L'on. Marrocu (DS-FD), dichiarando il proprio voto favorevole, ha sottolineato di non provare alcun disagio per l'atteggiamento dei sindaci, i quali, anzi, dovrebbero essere ringraziati perché hanno accelerato il processo di realizzazione delle nuove province.

L'on. Biggio (A.N.), dopo aver ricordato le preoccupazioni espresse nel corso di alcuni interventi precedenti, ha sostenuto che si doveva riflettere maggiormente prima di approvare il provvedimento in discussione. Si adeguerà comunque alle decisioni del proprio gruppo.

L'on. Ivana Dettori: "Voto a favore - ha detto - perché col nuovo testo si è conquistata una visione complessiva del problema degli enti locali". Annunciando il proprio voto a favore, Dettori ha denunciato che il provvedimento sarà approvato senza un esame attento, sereno e approfondito come il tema del riordino degli enti locali invece impone e merita. Anche Capelli (Misto-CDU), pur esprimendo pensati riserve sulla istituzione delle nuove province, voterà a favore del documento unitario.

Voto favorevole al documento anche da parte dell'on. Paolo Fadda (PPI) e di Cassano (riformatori) il quale ultima ha detto di comprendere le "giuste" rivendicazioni dei sindaci galluresi e delle altre zone che aspirano ad ottenere l'autonomia amministrativa.

L'on. Demuru (DS-FD), nel dichiarare il proprio voto favorevole, ha rimarcato la persistenza di qualche dubbio. L'on. Cogodi (R.C.) ha dichiarato il voto favorevole del proprio gruppo in maniera libera, consapevole e non tormentata da alcun ricatto, con la coscienza di varare una legge per un migliore ordinamento autonomistico. Cogodi ha infine sottolineato come la legge in votazione sia completamente diversa da quella presentata dalla Giunta.

L'on. Balia (FD), nel dichiarare il voto favorevole del proprio gruppo, ha sottolineato come il voto positivo sia dovuto al nuovo testo, modificato completamente rispetto a quello varato dalla Commissione. Balia ha ricordato inoltre la necessità di distribuire le ricorse con criteri che privilegino le reali esigenze dei diversi territori, ed in questo senso ha rivolto un appello alla Giunta. Balia ha infine criticato la convocazione straordinaria del Consiglio, ritenuta non necessaria. On. Contu (CCD): l'esponente del CCD ha annunciato il voto favorevole "convinto" suo e del suo gruppo.

On. Dettori (I Democratici). Seduta straordinaria in tutti i sensi, per come è stata convocata e per il tema trattato. Tra l'altro convocata quando è in corso una intensa campagna elettorale. Una occasione per riconquistare al Consiglio il ruolo ed il prestigio che merita. L'esponente dei Democristiani ha, quindi, confermato il proprio voto a favore del provvedimento e l'impegno del suo gruppo per conquistare alla Sardegna spazi sempre maggiori di democrazia e di libertà.

On. Cossa (Patto Segni-Riformatori Sardi). Il voto favorevole del gruppo è stato confermato dal Capogruppo Cossa, il quale ha sottolineato come siano state strumentali le polemiche innescate contro il presidente del Consiglio. Non saranno comunque le nuove province, ha aggiunto Cossa, a risolvere i problemi della crisi economica e della disoccupazione. Ci sono, comunque, ancora grandi ed irrisolti problemi, quali quello dell'area metropolitana di Cagliari, che impongono scelte e decisioni che questo Consiglio dovrà affrontare nei prossimi giorni.

L'on. Manca (Misto-Psd'Az). Dopo aver preannunciato il voto favorevole, si è rammaricato perché la frettolosità e le condizioni obiettive non hanno consentito un provvedimento migliore e più esaustivo. La decisione odierna è tuttavia un passo importante e non definitivo. Sottolineando che il voto della sua parte politica è convinto e non dettato da alcuna pressione esterna, ha auspicato che si possa presto pervenire ad una sistemazione definita della materia. Dopo un benvenuto ai sindaci sardi intervenuti alla riunione dell'Assemblea, l'on. Fois (PPS) ha detto che se il Consiglio avesse provveduto per tempo a occuparsi del problema delle province non si sarebbero registrate le tensioni che hanno caratterizzato questi ultimi giorni. Voterà a favore del documento unitario. L'on. Usai (capogruppo di A.N.) ha detto che dall'approvazione della legge il popolo sardo si attende molto. Ha poi detto che A.N. è stato messo sul Banco degli imputati attraverso dichiarazioni menzogne. Il mio gruppo, ha ribadito, è per il decentramento amministrativo e da sempre si è battuto per la nascita di nuove province. Concludendo ha invitato la Giunta a prestare orecchi alle altre rivendicazioni di altri territori che desiderano ottenere l'autonomia amministrativa provinciale. Voto a favore, quindi.

L'on. Giagu (PPI) ha annunciato il voto favorevole della propria parte politica.

L'on. Emilio Floris (F.I.) dopo aver sottolineato che la sua parte politica non ha subito alcun ricatto ma ha soltanto accolto le esigenze dei territori. Proseguendo, l'oratore ha sottolineato il valore del provvedimento in nome del decentramento e del principio di sussidiarietà, ed ha concluso preannunciando il voto favorevole del proprio gruppo.

Il capogruppo dei DS-FD, on. Cugini, ha inteso nel suo intervento, "ricostruire la verità". Non crede, ha detto che si siano verificati dei ricatti; è vero però che il clima del confronto pre-elettorale ha influenzato i comportamenti. Il tema importante della costituzione delle province è stato riportato nell'alveo dell'istituzione legislativa, dopo essere stato esasperato nelle piazze della Sardegna. Tuttavia, ha concluso Cugini, la battaglia non è finita perché il percorso che porterà praticamente all'istituzione delle province è ancora lunga e difficile. Concluso il dibattito con la lunga serie di dichiarazioni di voto, il presidente Serrenti ha posto in votazione il disegno di legge. Questo il risultato: presenti 70, votanti 68, sì 67, no 1, astenuti 2.

Il Consiglio regionale sarà riconvocato a domicilio.
(omissis)

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

Ordine del giorno Floris - Cugini - Usai – Cossa - Dettori - Giagu - Cogodi - Balia - Manca - Fois
Istituzione nuove Province e riordino istituzionale

Il Consiglio Regionale, a conclusione del dibattito sul Disegno di Legge istitutivo delle nuove Province in Sardegna, esprime le seguenti valutazioni.

  1. Il pronunciamento solenne dell'Assemblea Legislativa Sarda assunto attraverso l'approvazione di una specifica Legge Regionale, conferma e qualifica la volontà politica di dare concreta attuazione, nei tempi e nei modi minimi possibili, ad un nuovo ordinamento autonomistico fondato sulla massima espressione delle Autonomie Locali e della partecipazione popolare nel quadro del più moderno ed efficiente modello di federalismo interno;
  2. L'effettiva funzionalità delle nuove Province del Sulcis-Iglesiente, Medio Campidano, Ogliastra e Gallura è condizione necessaria per garantire tale processo di rinnovamento interno di tutte le istituzioni autonomistiche.
  3. Nei tempi possibili e con urgenza va ugualmente definita la migliore configurazione istituzionale dell'area vasta di Cagliari in connessione con le specifiche forme di rappresentanza da garantire al restante territorio interno della futura Provincia di Cagliari;
  4. Contestualmente all'effettivo esercizio dei poteri propri delle nuove Province dovrà essere garantito il processo di semplificazione istituzionale con attribuzione ai nuovi Enti intermedi di tutte le specifiche funzioni sub-regionali e sovra-comunali di competenza e di utilità, con contestuale riforma delle Comunità Montane e di riordino funzionale di ogni altro aspetto di competenze distribuite attraverso vari Enti settoriali e riconducibili invece ai fini ed alle competenze proprie dell'unico Ente intermedio;
  5. Ai fini della adozione degli atti conclusivi in ordine ai punti di cui sopra il Consiglio Regionale dovrà essere riconvocato in seduta specifica ed esito agli adempimenti tutti che la Giunta Regionale curerà di svolgere in attuazione della L.R. n. 4/'97.
I Consiglieri Regionali

Disegno di legge n. 46/A
Presentatori dell'emendamento: Selis - Cugini - Cogodi - Giagu - Manca - Dore.
Testo dell'emendamento: dopo il titolo è aggiunto il seguente articolo:

Art. 1

1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 10 della legge regionale n.4 del 1997 sono istituite le province del Medio Campidano, del Sulcis-Iglesiente, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio.
2. Le province sono delimitate così come previsto nello schema di nuovo assetto provinciale, approvato dal Consiglio regionale il 31 marzo 1999 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione n.11 del 9 aprile 1999, e sono costituite da tutti i comuni compresi in tale delimitazione. 3. Il discorso del presente articolo decorre dal 1° giugno 2000 e le elezioni delle nuove province devono essere indette nella prima tornata utile. Cagliari, 14/04/2000.

Disegno di legge n.46/A
Presentatori dell'emendamento: Floris E. - R. Cugini - Usai E. - Cossa - Dettori - Giagu - Cogodi - Contu - Balia - Manca.
Testo dell'emendamento: dopo il titolo è aggiunto il seguente articolo:

Art. 1

1. Sono istituite le seguenti province:

a) di Carbonia Iglesias; b) del Medio Campidano; c) dell'Ogliastra; d) di Olbia-Tempio.
2. Le province di cui al comma 1 sono delimitate così come previsto nello schema di nuovo assetto provinciale, approvato dal Consiglio regionale il 31 marzo 1999 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione n.11 del 9 aprile 1999, e sono costituite da tutti i comuni compresi in tale delimitazione.

Cagliari, 14/04/2000.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XII LEGISLATURA

Nota stampa della seduta n. 52 antimeridiana del 14 aprile 2000

Il Consiglio regionale ha ripreso i suoi lavori sotto la presidenza dell'on. Efisio Serrenti e dell'on. Giacomo Spissu.
(omissis)
L'ordine del giorno prevede la sola discussione del disegno di legge n. 6/A riguardante il riassetto generale delle Province
Discussione del Disegno di legge n. 46 (Modifiche alla legge sulle nuove Province).
L'on. Nuvoli (F.I.), intervenendo come relatore, ha esordito sottolineando come il dibattito odierno sia un'occasione importante per compiere un'azione di estrema chiarezza, attraverso l'assunzione anche di "decisioni definitive" ad opera del Consiglio regionale. La Commissione, sul provvedimento, si è espressa all'unanimità pur nell'ambito di un dibattito aspro ed anche polemico, ha ricordato Nuvoli, precisando che si è alfine pervenuti ad un punto di incontro costruttivo. "Per questo motivo il Consiglio, ha sostenuto Nuvoli, deve approvare il provvedimento come è uscito dalla Commissione e senza modifiche". Si tratterebbe infatti di assecondare le volontà locali senza alcun intento demagogico. Con questa legge non si vuole escludere alcun territorio dall'aspirare al rango di provincia, ma solamente consentire a quelle zone, per le quali gli aspetti giuridici sono chiari, di procedere speditamente verso i propri obiettivi. Nuvoli ha ribadito l'esigenza di una approvazione rapida e senza emendamenti ed ha ripercorso le varie tappe della vicenda concernente il processo di costituzione delle nuove Province. Dopo aver ribadito che, dopo questa assunzione di responsabilità, il Consiglio non può fermarsi, si è avviato a conclusione chiedendo che il Consiglio eviti perdite di tempo e sollecitando quindi una approvazione del provvedimento nella giornata odierna.
Per l'on. Cogodi (R.C.) si deve discutere seriamente, consci della funzione legislativa del Consiglio e della responsabilità nei confronti di tutti i sardi. Oggi è giorno della verità; il gruppo di R.C. è favorevole alle nuove province ipotizzate e non chiederà il voto segreto perché le decisioni devono essere chiare e trasparenti. Oggi è un giorno importante che non deve essere sprecato con "giochi e giochini", ha proseguito Cogodi, né tantomeno con le "bugie" che sono circolate a proposito della convocazione straordinaria del Consiglio. La richiesta di convocazione non recava 20 firme (il minimo richiesto), bensì 19, quindi è stata operata una forzatura. C'è anche un'altra bugia, a proposito di accordi segreti, di "congiura contro la Gallura" e di un "fantomatico asse Cagliari - Sassari". Infine, ha detto ancora Cogodi, esiste una terza bugia relativa al senso della legge in discussione, che non istituisce le nuove province, per le quali è necessario un "corredo normativo" che oggi non esiste ancora. Cogodi si è soffermato su alcuni articoli della legge n. 4, per poi affermare che la Commissione consiliare ha presentato al Consiglio una proposta di legge che non è basata su certezze legislative.
La responsabilità maggiore di quanto potrebbe succedere è di questa maggioranza e di questa sinistra, ha concluso Cogodi, la quale, anziché verificare l'effettiva volontà delle popolazioni e dei comuni interessati, ha deciso di proporre una deroga per due province. C'è da augurarsi che il Consiglio decida serenamente e con grande responsabilità.
L'esponente di F.I. on. La Spisa ha voluto sottolineare alcune decisioni da lui definite "fondamentali". La decisione che il Consiglio deve prendere avviene sotto la spinta politica che proviene dalla volontà di intere popolazioni. "E ciascuno di noi, ha aggiunto La Spisa, è chiamato a decidere sapendo che queste spinte devono essere ponderate e giudicate con imparzialità". La provincia, ha detto ancora La Spisa, sta assumendo un ruolo sempre più forte rispetto ai poteri e compiti effettivi che ha oggi. Bisogna quindi decidere di far confluire nelle province tutti i potere che a loro spettano. Il problema è se si debba decidere senza che esista alcun vincolo politico e se siano in ballo principi che, approvando la legge, rischino di metterci fuori dalle regole. Ma, ha concluso La Spisa, è compito del Consiglio vagliare la situazione e decidere di conseguenza.
Confermando la volontà ed il diritto del Sulcis ad essere provincia sin dall'avvio della nuova riforma degli enti locali intermedi, l'on. Gianfranco Tunis (PPI) ha sottolineato la necessità di dare vita a tutte le nuove province in tempi contestuali. Le nuove province devono nascere assieme, con nuovi compiti, nuove attribuzioni, con risorse finanziarie certe, con nuovo personale, in numero adeguato ai crescenti compiti. Tunis, ricordando di essere stato a lungo sindaco, ha giudicato valide le ragioni dei sindaci della Gallura, ma ha anche rivendicato la necessità di un provvedimento unitario e complessivo, che tenga conto delle esigenze e delle istanze di tutte le zone dell'Isola. L'istituzione delle nuove province, ha aggiunto Tunis, deve quindi avvenire contestualmente, perché è necessario tener conto che il processo di riforma, in grado di favorire la crescita economica della Sardegna, non può partire in diversi stati, in tempi diversi. È necessario, però, che questa riforma sia votata all'unanimità, ha concluso Tunis, trovando le intese necessarie perché la riforma degli enti locali venga approvata da tutte le forze politiche, superando i contrasti tra maggioranza ed opposizione, ed operando nell'esclusivo interesse dell'intera società sarda.
L'on. Pili (F.I.), ha esordito ricordando che il tema è importante anche se non è facile affrontarlo a due giorni dall'appuntamento elettorale. Ha quindi ricordato che oggi si è chiamati a varare solo dei "contenitori" senza che essi contengano la sostanza delle attribuzioni da assegnare ai nuovi soggetti amministrativi.
Dopo questa premessa, Pili ha parlato degli emendamenti presentati, tutti ugualmente legittimi e politicamente accettabili, ma che debbono trovare una omogeneizzazione adeguata. Ha quindi chiesto una sospensione di un'ora per consentire una sintesi positiva fra le forze politiche.
L'on. Selis, a nome della coalizione di centro sinistra, si è dichiarato favorevole alla proposta dell'on. Pili.
Anche l'on. Milia (assessore agli Enti Locali) si è dichiarato d'accordo.
La seduta è stata quindi sospesa per un'ora.
Alla ripresa dei lavori, è intervenuto l'on. Demuru (DS-FD) il quale ha sottolineato l'importanza dell'argomento in discussione, anche se in un contorno esasperato e propagandistico dovuto probabilmente alla campagna elettorale in corso. È comunque opportuno cercare di migliorare il provvedimento, ha detto ancora Demuru, in quanto le popolazioni della Sardegna attendono da anni le nuove province che rappresentano, per alcuni il raggiungimento e per altri invece l'allontanamento di un sogno. C'è un clima di irritazione e esasperazione nella politica, ha aggiunto Demuru, ma la discussione sul disegno di legge deve essere invece calma e pacata. Dopo aver ricordato i dubbi e le perplessità emerse in Commissione, Demuru ha messo in guardia contro l'eventuale discriminazione di alcune popolazioni. Permangono ancora dubbi sulla costituzionalità di alcune norme presenti nel disegno di legge, ha concluso Demuru, con il rischio di un rinvio da parte del Governo. Esiste comunque una volontà comune per arrivare al più presto al varo del provvedimento, anche alla luce dei contatti intervenuti tra le forze politiche durante la sospensione dei lavori d'aula.
Intervenendo sull'ordine dei giorno l'on., Cugini (DS-FD) ha chiesto una breve sospensione per consentire alla Conferenza dei capigruppo di organizzare i lavori del Consiglio per il proseguo della discussione.
Alla ripresa della seduta il Presidente ha comunicato che la conferenza ha trovato un accordo che prevede l'approvazione di un ordine del giorno unitario. Ha quindi invitato l'on. Pili ad illustrare il documento.
L'on. Pili (F.I.), riconfermando che l'ordine del giorno è unitario ed ha trovato il consenso di maggioranza e opposizione, ha affermato che l'impegno delle forze politiche è di varare entro tre mesi un programma di riordino delle province e quindi l'avvio verso l'attuazione politica delle stesse. Tutti i capigruppo lo hanno sottoscritto, ha aggiunto Pili, che ha invitato quindi tutti i consiglieri a rinunciare ad intervenire per arrivare prima possibile alla votazione del documento e dell'emendamento ad esso connesso.
L'on. Selis (Ppi), prendendo la parola, ha sottolineato lo sforzo di elaborazione comune per privilegiare al di là dello scontro e delle polemiche la capacità di questo Consiglio di deliberare con responsabilità. Non si può tuttavia consentire l'esasperazione fra istituzioni e società a causa di atteggiamenti provocatori inammissibili. Siamo tutti consapevoli, ha detto Selis, che questo articolo da solo non sarà sufficiente, è quindi necessario il massimo impegno da parte del Consiglio per i prossimi mesi, per dare anche concretezza all'ordine del giorno che accompagna l'emendamento unitario presentato.
Per l'on. Salvatore Sanna (DS-FD) si sta riconoscendo l'importanza della legge n. 4, a suo tempo molto criticata; c'è però ancora molto, se non tutto, da fare per costruire le nuove province. Dopo aver individuato i "contenitori", il Consiglio dovrà approvare le norme per i trasferimenti di funzioni, risorse e personale. È importante aver mantenuto l'obiettivo primario, ha proseguito Sanna, cioè quello dell'unitarietà, e tutti i passi successivi dovranno essere fatti in questo spirito. Dopo aver ricordato il lavoro svolto nella precedente legislatura, Sanna ha sostenuto che oggi non vi sono in Aula le condizioni minime per svolgere autonomamente la propria funzione di consigliere regionale a causa di "gruppi di pressione e di ricatti", mentre il Consiglio regionale si "è piegato alla volontà individuale di chi persegue solo fini elettorali". Sanna ha poi criticato il Presidente del Consiglio per non aver difeso i vicepresidenti per quanto successo nelle sedute precedenti. Dopo aver ribadito che non esistono le condizioni per lavorare serenamente e autonomamente, Sanna ha annunciato la propria intenzione di abbandonare i lavori dell'Aula.
Il disagio e l'amarezza per quanto avvenuto nell'Aula, in queste ultime sedute, è stato espresso anche dall'on. Corda (A.N.), il quale ha stigmatizzato il comportamento dei sindaci e degli spettatori, che hanno spesso interrotto ed offeso, anche pesantemente, i consiglieri regionali impegnati nel loro lavoro.
Ricordando gli ultimi avvenimenti, Corda ha sottolineato come alcuni sindaci della Gallura e dell'Ogliastra abbiano lanciato accuse, pesantemente attaccato le istituzioni, messo sotto ricatto l'Assemblea regionale. Una situazione di grande disagio politico e morale, una accettazione supina di volontà estranee al Consiglio, che di fatto limitano i diritti dei Consiglieri regionali, i quali non possono assolutamente svolgere il loro lavoro in piena libertà di coscienza. Uno stato di fatto che non si sarebbe dovuto subire, perché approvare la legge oggi o tra tre mesi non avrebbe cambiato assolutamente la situazione reale di molte parti dell'Isola. Protestando perché il Consiglio non ha respinto le pressioni dei sindaci della Gallura e dell'Ogliastra, Corda ha sollecitato una più incisiva difesa del ruolo delle istituzioni, della dignità del Consiglio. Ed ha invitato il Presidente dell'Assemblea a tutelare i diritti ed il ruolo della massima istituzione legislativa della Sardegna. Per queste ragioni, pur essendo d'accordo sull'istituzione di nuove province nell'Isola, Corda ha annunciato la sua decisione di abbandonare l'Aula.
L'on. Dino Pusceddu (DS-FD), dopo aver sottolineato l'importanza del provvedimento, pur preannunciando un voto favorevole, ha tuttavia espresso rilievi fortemente critici, in quanto il provvedimento provoca modificazioni profonde all'assetto istituzionale della Regione, senza che si sia tenuto conto dei territori non direttamente interessati al provvedimento, come l'area metropolitana di Cagliari, ma che indirettamente subiscono profonde modificazioni.
Dopo aver rilevato l'esigenza di un disegno più complessivo dell'assetto amministrativo regionale, Pusceddu ha proseguito sottolineando gli aspetti di carattere giudico e legislativo concernenti le competenze fra i vari livelli istituzionali. Pusceddu ha concluso auspicando, come sottolinea l'ordine del giorno presentato, che si torni rapidamente sull'argomento per una sistemazione complessiva della materia in particolare per quanto riguarda "l'area vasta di Cagliari".
L'on. Scano (DS-FD), ha successivamente detto che avrebbe votato contro il testo esitato dalla Commissione perché particolaristico e viziato dalle spinte emotive esterne. Voterà invece per l'ordine del giorno unitario, frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione, perché pur in una situazione di tensione oggi si compie un atto concreto verso il riassetto del sistema province. È stato un errore convocare il Consiglio nella giornata odierna, alla vigilia delle elezioni, ha aggiunto Scano, perché ciò ha significato un cedimento della dignità di questo consesso alle pressioni che provenivano da lobbies esterne.
Per l'on. Dore (I Democratici) il presidente Serrenti non ha difeso i vicepresidenti né tantomeno ha tutelato i consiglieri. Il Consiglio, per aver svolto il proprio compito, è stato aggredito e minacciato senza che nessuno tutelasse l'istituzione. C'è da chiedersi cosa dovrebbero fare gli amministratori nei confronti dei quali vi sono stati attentati con le bombe. Da questi "semi di violenza", ha proseguito Dore, possono nascere situazioni peggiori. Entrando nel merito del Disegno di legge, Dore ha affermato che a suo parere, il provvedimento è anticostituzionale. Siccome il Consiglio si è riunito "in un clima di violenza e di oppressione", ha concluso Dore, non esiste la possibilità di svolgere il proprio ruolo. Pertanto ha annunciato di abbandonare i lavori.
Perplessità sulla validità giuridica dell'emendamento proposto agli articoli del provvedimento sono state sollevate dall'on. Onnis (A.N.), il quale ha esaminato alcune "incongruenze giuridiche", che vanno affrontate e risolte prima del voto. Ci sono delle contraddizioni che vanno assolutamente risolte, ha ribadito Onnis, perché questo provvedimento non è proprio "tranquillo e comprensibile".
Alle perplessità dell'on. Onnis ha immediatamente risposto il presidente Serrenti, il quale ha rinviato alla discussione sugli emendamenti il momento più opportuno per approfondire gli aspetti giuridici dell'emendamento in questione.
L'on. Contu (CCD), dopo aver detto di non condividere le accuse per eventuali comportamenti eccessivi da parte dei sindaci, ha sottolineato che se si vuole il rispetto delle istituzioni, queste devono guadagnarselo, senza assumere comportamenti ondivaghi. Si è quindi dichiarato favorevole all'accordo raggiunto, che dimostra, pur nelle imperfezioni esistenti, la volontà di dare risposte alle esigenze delle popolazioni.
Sollecitato dall'intervento dell'on. Contu, l'on. Pirisi (DS-FD) ha rimarcato che il Consiglio è stato convocato attraverso sotterfugi e bugie, allo scopo di assecondare strumentalizzazioni, facili demagogie e pressioni esterne. Pirisi ha poi esposto alcune osservazioni sul percorso, ancora lungo, che dovrà portare all'istituzione pratica delle nuove quattro province.
Manca comunque, ha concluso, una visione generale del problema, il che crea sperequazioni tra alcuni territori e altri meno fortunati. Per tali motivi voterà contro il documento unitario perché non risolve la questione delle province nella sua interezza.
Per la Giunta, l'on. Milia (F.I.) ha precisato che nessuno vuol "fare dispetti" ad alcune zone della Sardegna. I capigruppo del Consiglio avevano accettato la proposta di discutere subito la legge per i territori per i quali erano state espletate tutte le procedure previste. Questa convocazione del Consiglio non è stata condizionata da nessuno, ha proseguito Milia, e non esiste spazio per le polemiche. Occorre camminare speditamente per valorizzare il sistema delle autonomie esercitando la potestà esclusiva della Regione e recuperando i ritardi del passato. Questo di oggi è un passo importante, ha affermato ancora Milia, ed esiste l'impegno della Giunta per soddisfare le giuste aspettative delle popolazioni isolane.
Con l'intervento dell'assessore Milia si è conclusa la discussione generale sul provvedimento.
Il presidente Serrenti ha quindi posto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Agli articoli sono stati presentati alcuni emendamenti. Allo stesso titolo della legge, ad esempio, sono state aggiunte le parole, "di Carbonia - Iglesias e del Medio Campidano".
Sugli articoli e sugli emendamenti è intervenuto l'on. Pusceddu (DS-FD).
Col voto palese, per alzata di mano, il Consiglio ha bocciato i primi due articoli del provvedimento. Gli altri articoli, assorbiti dall'emendamento 13 sono stati considerati "decaduti".
Il presidente Serrenti ha, quindi, posto in votazione l'ordine del giorno proposto da tutti i capigruppo consiliari, che è stato approvato.
Per dichiarazione di voto, l'on. Spissu (DS-FD) ha affermato che si sta compiendo un passo importante senza il necessario approfondimento. Dichiarandosi favorevole alla legge, Spissu ha espresso il proprio rammarico per il modo e per il clima che è stato creato intorno a questo argomento.
L'on. Frau (A.N.), intervenendo per annunciare il proprio voto favorevole, ha ricordato di essere stato offeso, come consigliere regionale e come esponente politico, così come è stato pesantemente offeso lo stesso Consiglio regionale. Eppure A.N. è sempre stata favorevole al decentramento amministrativo. La provincia Gallura, comunque, nasce col vizio di origine della collocazione di Tempio, una cittadina nel "limbo" nel nuovo ente intermedio. Così come altri equivoci possono nascere dalla collocazione di Ozieri. I referendum, se e quando saranno affrontati, faranno chiarezza. Comunque ci sono grosse responsabilità da parte delle Giunte regionali precedenti a questa, perché è passato troppo tempo da quando la legge quadro sulle province è stata approvata. "Stiamo per dare vita da un mostriciattolo", ha aggiunto Frau ed ha, quindi, annunciato la sua astensione.
L'on. Marco Tunis (F.I.), dopo aver detto di essersi personalmente impegnato per l'istituzione delle nuove province, ha ribadito che attraverso la riorganizzazione complessiva del territorio è possibile costruire l'assetto dell'intera Regione. Voterà perciò a favore del documento unitario.
Anche l'on. Rassu (F.I.) si è detto favorevole all'accordo intervenuto tra maggioranza e opposizione e, al di là delle tensioni createsi in Aula e tra il Consiglio e i rappresentanti di numerosi comuni della Sardegna, per le quali è necessario esprimere alcune riserve, sosterrà fino al raggiungimento dell'obiettivo, la costituzione delle province.
L'on. Deiana (I Democratici), dopo aver preannunciato il proprio voto favorevole, ha sottolineato la maturità politica e amministrativa raggiunta dai territori interessati all'istituzione delle nuove province, giustificando nel contempo l'operato dei sindaci che così facendo hanno tutelato gli interessi dei propri elettori.
Anche l'on. Murgia (A.N.) ha annunciato il voto favorevole, seppure a malincuore per la poca serenità con cui il Consiglio ha discusso il provvedimento, sotto la pressione di alcuni gruppi. La discussione poteva essere rinviata, senza alcun danno. Murgia ha sollecitato il Presidente della Giunta ad una maggiore attenzione verso le zone interne.
Il voto favorevole è stato annunciato anche dall'on. Alberto Sanna (DS-FD), il quale ha sottolineato gli aspetti positivi del provvedimento. Le vecchie e le nuove province, infatti, potranno favorire lo sviluppo economico e sociale dell'Isola. Sanna ha, comunque, denunciato le forzature demagogiche, le pressioni, i contrasti e le tensioni che hanno impedito un esame attento e sereno di un provvedimento che inciderà notevolmente nell'assetto istituzionale della Sardegna.
"Non respiro questo clima pesante denunciato da molti colleghi, ha esordito l'on. Biancareddu (F.I.); sono anzi felicissimo di votare a favore di una legge proposta cinque anni fa". Biancareddu ha anche sottolineato come pacta sunt servanda e che, quindi, gli impegni presi a suo tempo dalle forze politiche con gli amministratori della Gallura devono essere rispettati.
Annunciando il proprio voto favorevole, Biancareddu ha confermato che questo è un giorno felice e fausto perché "sancisce l'indipendenza e l'autonomia della Gallura, un grande sogno ed un desiderio che finalmente si realizzano".
L'on. Pinna (DS-FD), dopo aver dichiarato il suo voto favorevole al documento, ha affermato di non aver avvertito, almeno su di lui, i condizionamenti di cui hanno parlato diversi consiglieri. La decisione odierna è importante, ha aggiunto Pinna, perché le nuove province sono strumento attraverso il quale si può dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo amministrativo ed economico della Sardegna.
L'on. Liori (A.N.) ha criticato apertamente la legge, nata "con un ricatto pre-elettorale", incapace di dar vita alle nuove province se non in forma rachitica ed insufficiente. Voterà però a favore del provvedimento nella speranza che esso possa favorire il cambiamento dell'attuale assetto economico e sociale delle zone del Sulcis - Iglesiente.
L'on. Marrocu (DS-FD), dichiarando il proprio voto favorevole, ha sottolineato di non provare alcun disagio per l'atteggiamento dei sindaci, i quali, anzi, dovrebbero essere ringraziati perché hanno accelerato il processo di realizzazione delle nuove province.
L'on. Biggio (A.N.), dopo aver ricordato le preoccupazioni espresse nel corso di alcuni interventi precedenti, ha sostenuto che si doveva riflettere maggiormente prima di approvare il provvedimento in discussione. Si adeguerà comunque alle decisioni del proprio gruppo.
Il voto favorevole è stato annunciato anche dall'on. Ivana Dettori, "perché col nuovo testo si è conquistata una visione complessiva del problema degli enti locali". Dettori ha poi sostenuto che il provvedimento sarà approvato senza un esame attento, sereno e approfondito, come invece impone e merita il tema complessivo del riordino degli enti locali.
Anche l'on. Capelli (Misto-CDU), pur esprimendo pesanti riserve sulla istituzione delle nuove province, voterà a favore del documento unitario.
Voto favorevole al documento è stato annunciato anche da parte dell'on. Paolo Fadda (PPI) e dell'on. Cassano (Riformatori), Quest'ultimo ha detto di comprendere le "giuste" rivendicazioni dei sindaci galluresi e delle altre zone che aspirano ad ottenere l'autonomia amministrativa.
L'on. Demuru (DS-FD), nel dichiarare il proprio voto favorevole, ha rimarcato la persistenza di qualche dubbio.
L'on. Cogodi (R.C.) ha dichiarato il voto favorevole del proprio gruppo in maniera "libera, consapevole e non tormentata da alcun ricatto", con la coscienza di varare una legge per un migliore ordinamento autonomistico. Cogodi ha infine sottolineato come il testo della la legge in votazione sia completamente diverso da quella presentato dalla Giunta e esitato dalla Commissione.
L'on. Balia (FD), nel dichiarare il voto favorevole del proprio gruppo, ha sottolineato come il voto positivo sia dovuto al nuovo testo, modificato completamente rispetto a quello varato dalla Commissione. Balia ha ricordato inoltre la necessità di distribuire le risorse con criteri che privilegino le reali esigenze dei diversi territori, ed in questo senso ha rivolto un appello alla Giunta. Balia ha infine criticato la convocazione straordinaria del Consiglio, ritenuta non necessaria.
L'on. Contu (CCD) ha annunciato il voto favorevole "convinto" suo e del suo gruppo.
Per l'on. Bruno Dettori (I Democratici), la seduta in corso è straordinaria in tutti i sensi, per come è stata convocate e per il tema trattato. Tra l'altro è stata convocata quando è in corso una intensa campagna elettorale, ed è un'occasione per riconquistare al Consiglio il ruolo ed il prestigio che merita. Dettori ha, quindi, confermato il proprio voto a favore del provvedimento e l'impegno del suo gruppo per conquistare alla Sardegna spazi sempre maggiori di democrazia e di libertà.
Il voto favorevole del gruppo Patto Segni - Riformatori Sardi è stato confermato dal capogruppo on. Cossa, il quale ha sottolineato come siano state strumentali le polemiche innescate contro il presidente del Consiglio. Non saranno comunque le nuove province, ha aggiunto Cossa, a risolvere i problemi della crisi economica e della disoccupazione. Ci sono, comunque, ancora grandi ed irrisolti problemi, quali quello dell'area metropolitana di Cagliari, che impongono scelte e decisioni che questo Consiglio dovrà affrontare nei prossimi giorni.
L'on. Manca (Misto - PSd’A.), dopo aver preannunciato il voto favorevole, si è rammaricato perché la frettolosità e le condizioni obiettive non hanno consentito un provvedimento migliore e più esaustivo. La decisione odierna è tuttavia un passo importante ma non definitivo. Sottolineando che il voto della sua parte politica è convinto e non dettato da alcuna pressione esterna, Manca ha auspicato che si possa presto pervenire ad una sistemazione definitiva della materia.
Dopo un benvenuto ai sindaci sardi intervenuti alla riunione dell'Assemblea, l'on. Fois (PPS) ha affermato che se il Consiglio avesse provveduto per tempo a occuparsi del problema delle province non si sarebbero registrate le tensioni che hanno caratterizzato questi ultimi giorni. Voterà a favore del documento unitario.
L'on. Usai (capogruppo di A.N.) ha sostenuto che dall'approvazione della legge il popolo sardo si attende molto. A.N. è stato messo sul banco degli imputati attraverso dichiarazioni menzognere. "Il mio gruppo, ha ribadito Usai, è per il decentramento amministrativo e da sempre si è battuto per la nascita di nuove province". Usai, preannunciando il voto favorevole, ha concluso invitando la Giunta a prestare orecchio alle rivendicazioni di altri territori che desiderano ottenere l'autonomia amministrativa provinciale.
L'on. Giagu (PPI) ha annunciato il voto favorevole del proprio gruppo.
L'on. Emilio Floris (F.I.) dopo aver sottolineato che la sua parte politica non ha subito alcun ricatto ma ha soltanto accolto le esigenze dei territori, ha evidenziato il valore del provvedimento in nome del decentramento e del principio di sussidiarietà, ed ha concluso preannunciando il voto favorevole del proprio gruppo.
Il capogruppo dei DS-FD, on. Cugini, ha inteso, nel suo intervento, "ricostruire la verità". Non crede, ha detto, che si siano verificati dei ricatti; è vero però che il clima del confronto pre-elettorale ha influenzato i comportamenti. Il tema importante della costituzione delle province è stato riportato nell'alveo dell'istituzione legislativa, dopo essere stato esasperato nelle piazze della Sardegna. Tuttavia, ha concluso Cugini, la battaglia non è finita perché il percorso che porterà praticamente alla istituzione delle province è ancora lunga e difficile.
Questo il risultato della votazione finale: presenti 70, votanti 68, sì 67, no 1, astenuti 2.
Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio
Testo unificato delle Proposte di Legge n. 56, n. 114 e del Disegno di Legge n. 80 Riassetto circoscrizioni provinciali e di un'area attorno a Cagliari.
Il Consiglio regionale ha affrontato, quindi, un progetto di legge che prevede il riassetto delle circoscrizioni provinciali e la creazione di un'area intorno alla città di Cagliari, per la gestione dei servizi comunali e sovracomunali. Un provvedimento di grande respiro perché, creando un nuovo assetto provinciale, si può profondamente modificare il rapporto tra la Regione egli enti locali, si può favorire la crescita democratica delle popolazioni locali. Queste le principali caratteristiche del provvedimento in esame, almeno secondo il relatore di maggioranza, l'on. Bonesu (PSd'A), primo firmatario di una delle proposte di legge, la n. 56, dalla quale ha preso le mosse questa ipotesi di riforma. Bonesu, dopo aver ricordato come il sistema delle Province sia decisamente vecchio, ha sottolineato come le circoscrizioni provinciali, in Sardegna, siano sempre state calate dall'alto.
Le province, inoltre, come enti intermedi sono decisamente superati, perché sono diventati organismi amministrativo-burocratici lontani dalle esigenze e dalle volontà delle popolazioni locali. L'orografia, la realtà sociale ed economica della Sardegna impongono, invece, scelte diverse, una impostazione moderna del nuovo ente, che permetta ad esso un diverso e più incisivo ruolo, decentrando ad una più moderna provincia parte dei poteri amministrativi della Regione.

Bonesu ha illustrato poi le particolari procedure previste dalla legge per dare vita alle nuove istituzioni. Si sono fissati parametri e obiettivi, e si sono previsti referendum consultivi delle popolazioni interessate.
Si sono segnati diversi rapporti tra gli enti locali, si sono ipotizzati nuovi servizi da fornire alle realtà sociali dell'isola, realtà in movimento che impongono scelte moderne e fondamentalmente diverse rispetto al passato.
I casi dell'Ogliastra, con il suo territorio troppo ridotto e di Cagliari, con la sua esigenza di trasformarsi in area metropolitana, sono stati affrontati ed approfonditi da Bonesu, il quale ha indicato anche il meticoloso iter previsto per la ristrutturazione complessiva del sistema delle Province sarde e per la istituzione di nuove circoscrizioni. Il relatore, dopo aver anticipato la necessità di elaborare anche una nuova legge elettorale per le Province, che eviti localismi e particolarismi, ha auspicato una rapida approvazione della legge ed il coinvolgimento, di tutte le popolazioni sarde, in questo progetto di radicale e sostanziale modifica del sistema provinciale sardo.
La voglia di provincia è stata sottolineata anche dall'on. Gianfranco Tunis (PPI). Le nuove province rispondono alle esigenze di vaste aree della Sardegna e possono realmente favorire lo sviluppo di queste vaste aree.
Il decentramento amministrativo può voler dire sviluppo sociale ed economico, ha aggiunto Tunis, e questa legge può favorire il coinvolgimento di tutti i sardi in questo grande processo di riordino amministrativo. La partecipazione delle popolazioni ai processi di riforma è garanzia di democrazia e di crescita civile - ha concluso l'esponente del PPI - ma in questo momento, decentrando i poteri amministrativi ai nuovi enti locali, i sardi si giocano molte delle loro possibilità di sviluppo. E quando questa legge sarà approvata i sardi non potranno e non dovranno più sbagliare.
I temi delle riforme istituzionali, della grande chiarezza che deve contraddistinguere il dibattito e le posizioni delle diverse forze politiche, hanno caratterizzato l'intervento dell'on. Locci (A.N.), per il quale in questo dibattito i capigruppo dovrebbero impegnarsi a non ricorrere al voto segreto, perché nessuno deve nascondere le proprie idee e nessuno deve usare le riforme istituzionali per affermazioni demagogiche e per scelte clientelari.
Alleanza Nazionale, ha proseguito Locci, ha sempre fatto scelte chiare e le ha difese con coerenza. Non, quindi, la creazione di nuove Province, del tutto inutili, ma una rivisitazione delle province esistenti e la loro trasformazione in enti erogatori di servizi ai cittadini. Non solo "nuova Provincia", quindi, ha aggiunto l'oratore, ma "nuova Regione", visto che la Regione ha abbandonato il suo ruolo originario, per diventare un semplice ente di gestione.
La legge in esame, quindi, deve essere un provvedimento di riforma, in grado di ridare agli enti locali il loro ruolo amministrativo, quello di fornire servizi ai cittadini, restituendo alla Regione la sua più propria funzione di indirizzo e di programmazione generale. Su questo provvedimento, comunque, le forze politiche devono confrontare la bontà delle loro idee e lo devono fare con grande chiarezza e coerenza, nel rispetto dei loro ruoli, quelli di maggioranza e di opposizione.
Per l'on. Loddo (Patto) è urgente adeguare le realtà territoriali sarde alle esigenze attuali ed in particolare le Province intese come raccordo tra Regione e Comuni. Le Province del passato erano appendici dello Stato centralista, senza grandi spazi, destinate solo a puro decentramento amministrativo.
Dopo aver ricordato il dettato costituzionale sul sistema delle autonomie locali, Loddo ha affermato che quel progetto è rimasto sulla carta, perché le Regioni hanno delegato poteri ai Comuni, mortificando compiti e funzioni delle Province. Al fallimento dei Comprensori è seguita la legge 142 sulle autonomie locali che ha avviato un nuovo processo di decentramento e di governo del territorio. Le Province acquistano così nuovi poteri. ma le attuali circoscrizioni sarde, ha proseguito Loddo, sono inadeguate e pertanto occorre riqualificare l'intero territorio regionale per garantire una corretta programmazione dello sviluppo.
Loddo ha quindi indicato alcuni criteri che dovranno essere seguiti nel ridisegnare le circoscrizioni isolane e le aree metropolitane, nel rispetto della salvaguardia delle autonomie locali seguendo i principi di un federalismo solidale. La Sardegna deve crescere armonicamente, ha aggiunto Loddo che ha proseguito analizzando la struttura del provvedimento in discussione.
Si deve arrivare al decentramento effettivo della Regione, che deve assumere compiti di indirizzo e programmazione generale, a sostegno del sistema delle autonomie locali.
Loddo ha concluso sostenendo la necessità di una rapida approvazione della legge.
Questo provvedimento ha suscitato attese diffuse, ha affermato l'on. Marteddu (PPI), anche perché è il primo vero passo di riforma istituzionale. Nel condividere la relazione illustrata da Bonesu, Marteddu ha elogiato il lavoro della Commissione in quanto sono state tracciate alcune linee fondamentali sul ruolo dei Comuni e su quello delle popolazioni che attraverso i referendum possono intervenire attivamente nella definizione dei futuri assetti territoriali.
Rammaricandosi per la mole di emendamenti presentati, Marteddu ha messo in guardia contro lo stravolgimento della legge, smantellando il lungo lavoro svolto in Commissione.
"Questo dibattito deve essere un momento alto dei lavori del Consiglio", ha aggiunto Marteddu, che ha poi accennato all'esigenza di varare rapidamente l'intero processo di riforma della Regione. E questo dovrebbe essere il tema centrale della verifica in atto nella maggioranza. Ma la riforma non riguarda solo la maggioranza; anche l'opposizione deve svolgere un ruolo positivo.
La verifica deve portare ad un esame ampio anche dell'operatività del Consiglio, ha aggiunto Marteddu, per poter dare un giudizio sereno sul passato e delineare i futuri obiettivi di governo e le metodologie per raggiungerli, senza schemi fissi precostituiti anche sulla composizione dell'esecutivo. Rifiutando i tatticismi, occorre trovare il giusto convincimento per riavviare il processo costituente delle riforme, ha detto ancora Marteddu, ma la riforma non è solo rendere più efficiente quello che c'è. Occorre una spallata forte contro i poteri consolidati che bloccano lo sviluppo, battere il centralismo e portare la Regione ad occuparsi di indirizzi strategici e di grandi progetti. Non quindi una Regione dispensatrice di clientela, appesantita, centralistica che non riesce a stare al passo dei tempi.
Marteddu si è poi soffermato sulle scarse possibilità di controllo da parte del Consiglio mentre si sviluppano abnormi poteri economici che ruotano intorno alla Regione. Occorre rivitalizzare il sistema democratico, perché altrimenti si inquina e si sterilizza il mercato e si impedisce la riallocazione corretta dei poteri di governo.
E' quindi necessario, per Marteddu, ridisegnare la mappa dei poteri, spogliando la Regione attraverso il disegno dei nuovi poteri intermedi come le Province che sappiano fra fronte alle esigenze reali dei territori.
Approvando la scelta della Commissione rispetto alla nuova Provincia dell'Ogliastra, Marteddu ha sottolineato come questa sia un'esigenza storica, ed ha espresso preoccupazione per l'eventuale smembramento di alcune zone della Sardegna. Se non c'è l'alto governo della Regione c'è il rischio di spinte centrifughe che spezzino quelle comunità. Nella fase iniziale di attuazione della legge, la Giunta deve svolgere un ruolo difficile ma importante, ha concluso Marteddu, tenendo presente che i temi della riforma devono coinvolgere tutti.
La legge in esame deve servire per "disarticolare" il sistema provinciale esistente e ricostituirlo in modo diverso, moderno, razionale. Esiste, infatti, una profonda necessità di cambiamento, ha detto l'on. Salvatore Sanna (Prog. Fed), esigenza alla quale bisogna dare risposte concrete. L'oratore, tra l'altro, ha ricordato alcune esperienze negative del recente passato, che dimostrano come la Regione non abbia, realmente, voglia di decentrare, ma attribuisca, alle province, compiti e ruoli che quell'ente non è in grado assolutamente di onorare.
E' inutile assegnare compiti e funzioni se non si stabiliscono anche ruoli e risorse. Per Sanna il Consiglio deve definire, con grande chiarezza, il ruolo della Regione e, a cascata, ruoli e compiti degli altri enti locali. Così come deve, assolutamente, decidere una reale politica di sviluppo. Anche per evitare, come avviene ora, piccole guerre di campanile, scatenate tra "poveri" per strappare qualche finanziamento in più, magari per realizzare una piccola, poco utile, opera pubblica.
Occorre però chiarezza: per Sanna, infatti, la Regione non può abbandonare il proprio ruolo centrale, deve riaffermare compiti e poteri, tenendo conto del suo compito di "garante della solidarietà" tra gli altri enti locali, anche per evitare che le aree deboli siano ulteriormente schiacciate dalle aree forti, che esistono anche in Sardegna. La legge sulle autonomie locali, inoltre, assegna alle Province ampi poteri di programmazione generale e di pianificazione territoriale. E' un ente intermedio, quindi. Ma i rapporti tra Regione, Provincia e Comune impongono un completo e coerente riordino dei compiti e degli ambiti territoriali, di tutti i diversi enti locali.
Sanna ha inoltre sottolineato la necessità di approvare ed attuare tutte le leggi di riforma delle autonomie. Approvare solamente questo provvedimento, ha concluso, servirà solo a far scoppiare nuove e dolorose lotte di campanile.
Da tempo, infatti, si assiste a "guerra per bande" avviate dagli amministratori locali per far diventare il proprio Comune capoluogo di provincia e sede di uffici provinciali.
Non è questo lo spirito della riforma, ha aggiunto Sanna. Se si trattasse di assegnare solo una medaglia e non di coinvolgere le popolazioni e gli enti locali, nel processo di sviluppo di governo della Regione, questo provvedimento sarebbe inutile. "Questa è una buona legge, moderna, certamente perfettibile - ha concluso Sanna - che la maggioranza approverà e che porterà ad un effettivo riordino e rilancio dell'intero sistema degli enti locali".
L'analisi della crisi economica che attanaglia la Sardegna, particolarmente pesante nel Sulcis-Iglesiente, colonizzato dai grandi gruppi economici, che hanno imposto la monocoltura del carbone, è servita all'on. Marco Tunis (F.I.), per introdurre il tema della "nuova Provincia", come ente propulsivo per il rilancio di tutta una zona povera e trascurata da tempo. La coincidenza dell'area di programma n. 6 con la nuova ipotesi del Sulcis-Iglesiente è stata, quindi, illustrata dall'esponente di Forza Italia che si è particolarmente soffermato sulla necessità di giungere ad una progressiva differenziazione del sistema produttivo locale, anche con la realizzazione di un centro di ricerca avanzato, una cittadella tecnologica, in grado di preparare nel migliore dei modi i managers e gli imprenditori del domani. Nel Sulcis-Iglesiente, infatti, la presenza della grande industria ha permesso la crescita solo delle società di servizi e di appalti, rendendo marginali le attività agricole e non permettendo lo sviluppo dell'industria turistica, ancora allo stato embrionale. In questo drammatico quadro, l'unica possibilità che ha il Sulcis-Iglesiente è l'istituzione di una nuova Provincia, un ente amministrativo in grado di favorire lo sviluppo economico-sociale della zona.
Per queste ragioni, Tunis ha chiesto, con forza, il rispetto dei diritti e delle esigenze delle popolazioni della zona, con la creazione della nuova Provincia del Sulcis-Iglesiente per "avere più autonomia, più libertà, più autodeterminazione e per avvicinare il cittadino alle istituzioni".
Storicamente, il Partito Popolare è sempre stato particolarmente sensibili al tema delle autonomie locali. Un riassetto dello Stato in senso federalista, basato sul solidarismo reale, ha caratterizzato, infatti, le proposte avanzate, su questo tema, anche dai Popolari sardi. Questa legge, inoltre, arriva in Aula proprio quando in Parlamento si avvia un grande dibattito sulle riforme, per giungere alla trasformazione in senso federalista, dello Stato italiano. Partendo da queste analisi, l'on. Onida, presidente del gruppo PPI, ha sottolineato l'importanza di questo provvedimento, in grado di rendere più snella ed efficiente l'amministrazione locale sarda.
Si devono superare, però, i contrasti fra campanili ed i vecchi localismi, ha concluso Onida, perché la nuova struttura delle Province deve garantire quella forma di federalismo solidaristico che è alla base del nuovo ordinamento istituzionale verso il quale sembra avviato anche lo Stato.
"Questo disegno di legge non istituisce le nuove Province, ma semmai stabilisce le modalità per la loro creazione", ha poi puntualizzato l'on. Montis (Misto-RC) che ha paventato il rischio di spinte campanilistiche. Sarà necessario un lungo lavoro di ricognizione per evitare errori, anche perché queste procedure sono complesse, tenendo sempre presente che il localismo mina la solidarietà.
Montis ha prospettato i problemi che sorgeranno per la definizione dei nuovi confini e, preannunciando comunque il voto favorevole del proprio schieramento politico, ha illustrato la situazione del Guspinese, ricordando poi il fallimento dei Comprensori e delle Comunità Montane. Ha concluso affermando che questa è comunque un'opportunità che il Consiglio deve saper cogliere per assegnare alla Sardegna uno specifico ruolo nel processo di sviluppo complessivo nell'area mediterranea ed europea, superando le conflittualità che travagliano anche la maggioranza ed affrontando decisamente il grave problema della disoccupazione.
Per l'on. Pittalis (F.I.), il testo in discussione nasconde alcuni pericoli: in primo luogo si deve verificare l'effettiva potestà legislativa della Regione in materia di ordinamento degli Enti locali, in quanto, a suo parere, la Regione può modificare le circoscrizioni esistenti, ma non crearne nuove; in un secondo luogo, la complessità delle norme rischia di impedire in tempi brevi la creazione di nuove Province.
Dopo aver sostenuto, in ogni caso, la necessità di nuovi Enti intermedi, Pittalis si è soffermato sui criteri da seguire per la loro istituzione. Non si possono alimentare illusioni o, peggio, creare scatole vuote. Le Province dovranno avere poteri nuovi e funzionali per ricomporre gli squilibri esistenti nei diversi territori, i quali possono essere rivitalizzati solo da un vero sistema delle autonomie.
I principi ispiratori della legge sono stati esposti dall'on. Paolo Fois (Progr. Fed.), che ha ricordato come l'art. 43 dello Statuto dia alla Regione la potestà legislativa di modificare le Province esistenti. Le funzioni degli enti che si dovranno creare non sono più previste e dovranno essere regolamentate. Vi sono diversi progetti di legge in corso di elaborazione ed è augurabile che possano camminare contestualmente alla prima attuazione della legge in discussione.
Per Fois, la legge coinvolge tutti i soggetti interessati alla trasformazione delle circoscrizioni territoriali, sollecitando il loro concorso e la loro cooperazione all'interno di un sistema di interdipendenza delle autonomie locali.
Si attua così anche la legge 142, dalla quale sono stati ricavati alcuni principi ispiratori; la legge non è macchinosa, ha proseguito Fois, ma semmai costituisce un esempio di federalismo nei confronti dello Stato e dell'Unione Europea, perché il coinvolgimento dei soggetti interessati vuol dire costruire insieme non solo la nuova Regione, ma anche il nuovo Stato e la nuova Unione Europea.
Dichiarandosi da subito favorevole al decentramento ed all'autogoverno dei poteri locali, l'on. Bertolotti (F.I.) ha messo in guardia contro la demagogia: il testo proposto in Aula non offre garanzie da questo punto di vista, ma potrebbe invece nascondere, dietro il testo macchinoso e dirigista, altri scopi.
Questo è il motivo di presentazione degli emendamenti, ha proseguito Bertolotti, su una legge che potrà avere un voto favorevole solo se sarà modificata nel senso di garantire un effettivo decentramento.
Responsabilità, trasparenza e solidarietà sono i principi ispiratori della riforma degli enti locali, ha affermato l'on. Nizzi (F.I.), perché solo su queste basi si potrà avere una crescita complessiva dell'intera Regione. Alla base dell'istituzione delle nuove Province deve però esserci la sussidiarietà senza la quale non vi può essere una vera riforma. Occorre mettere da parte campanilismi e personalismi, perché questa legge non deve essere solo di una parte politica. La riforma che si vuole attuare può essere il primo passo verso una politica che lasci emergere l'assunzione di responsabilità delle proprie azioni: quindi non si potrà accettare un voto segreto. Chi è contrario alle nuove Province lo dica chiaramente.
Questa non è la legge migliore, ha concluso Nizzi, ma comunque rappresenta lo sforzo di arrivare ad un provvedimento che consenta ai cittadini di avere voce in capitolo nell'istituzione delle nuove Province.



A cura di C. Romagnoli
12-12-2003