Discussione del DDL
46 "Modifiche alla legge sulle nuove Province".
L'on. Nuvoli (F.I.)
intervenendo come relatore del provvedimento esitato dalla Commissione,
ha esordito sottolineando come il dibattito odierno sia un'occasione importante
per compiere un'azione di estrema chiarezza, attraverso l'assunzione anche
di "decisioni definitive" ad un opera del Consiglio regionale.
La commissione, sul
provvedimento, si è espressa all'unanimità pur nell'ambito
di un dibattito aspro ed anche polemico, ha ricordato Nuvoli, precisando
che si è alla fine pervenuti ad un punto di incontro costruttivo.
"Per questo motivo il Consiglio - ha sostenuto Nuvoli - deve approvare
il provvedimento come è uscito dalla Commissione e senza modifiche".
Si tratterebbe infatti di assecondare le volontà locali senza alcun
intento demagogico. Con questa legge non si vuole escludere alcun territorio
dell'aspirare al rango di provincia, ma solamente consentire a quelle zone,
per le quali gli aspetti giuridici sono chiari, di procedere speditamente
verso i propri obiettivi. Proseguendo nel suo intervento, Nuvoli ha ribadito
l'esigenza di una approvazione rapida e senza emendamenti ed ha ripercorso
le varie tappe della vicenda concernente il processo di costituzione delle
nuove Province. Dopo aver ribadito che, dopo questa assunzione di responsabilità,
il Consiglio non può fermarsi, si è avviato a conclusione
chiedendo che il Consiglio eviti perdite di tempo e sollecitando quindi
una approvazione del provvedimento nella giornata odierna.
Per l'on. Cogodi (R.C.)
si deve discutere seriamente, consci della funzione legislativa del Consiglio
e della responsabilità nei confronti di tutti i sardi.
Oggi è giorno
della verità; il gruppo di R.C. è favorevole alle nuove province
ipotizzate e non chiederà il voto segreto perché le decisioni
devono essere chiare e trasparenti. Oggi è un giorno importante
che non deve essere sprecato con "giochi e giochini", ha proseguito Cogodi,
né tantomeno con le "bugie" che sono circolate a proposito della
convocazione straordinaria del Consiglio. La richiesta di convocazione
non recava 20 firme (il minimo richiesto), bensì 19, quindi è
stata operata una forzatura. C'è anche un'altra bugia, a proposito
di accordi segreti, di "congiura contro la Gallura" e di un "fantomatico
asse Cagliari-Sassari". Infine, ha detto ancora Cogodi, esiste una terza
bugia relativa al senso della legge in discussione, che non istituisce
le nuove province, per le quali è necessario un "corredo normativo"
che oggi non esiste ancora". Cogodi si è soffermato su alcuni articoli
della legge n.4, per poi affermare che la Commissione consiliare ha presentato
al Consiglio una proposta di legge che non è basata su certezze
legislative. La responsabilità maggiore di quanto potrebbe succedere
è di questa maggioranza e di questa sinistra, ha concluso Cogodi,
la quale, anziché verificare l'effettiva volontà delle popolazioni
e dei comuni interessati, ha deciso di proporre una deroga per due province.
C'è da augurarsi che il Consiglio decida serenamente e con grande
responsabilità. L'esponente di F.I. on. La Spisa ha voluto sottolineare
alcune decisioni da lui definite "fondamentali". La decisione che il Consiglio
deve prendere avviene sotto la spinta politica che proviene dalla volontà
di intere popolazioni. "E ciascuno di noi - ha aggiunto - è chiamato
a decidere sapendo che queste spinte devo essere ponderate e giudicate
con imparzialità".
La provincia, ha detto,
sta assumendo un ruolo sempre più forte rispetto ai poteri e compiti
che hanno effettivamente oggi. Bisogna quindi decidere di far confluire
nelle province tutti i poteri che a loro spettano. Il problema in argomento
è se si debba decidere senza che esista alcun vincolo politico e
se siano in ballo principi che, approvando la legge, rischino di metterci
fuori dalle regole. Ma, ha concluso La Spisa, è compito del Consiglio
vagliare la situazione e decidere di conseguenza.
Confermando la volontà
ed il diritto del Sulcis ad essere provincia sin dall'avvio della nuova
riforma degli enti locali intermedi, l'on. Gianfranco Tunis (PPI) ha sottolineato
la necessità di dare vita a tutte le nuove province in tempi contestuali.
Le nuove province devono nascere assieme, con nuovi compiti, nuove attribuzioni,
con risorse finanziarie certe, con nuovo personale, in numero adeguato
ai crescenti compiti. Tunis, ricordando di essere stato a lungo sindaco,
ha giudicato valide le ragioni dei sindaci della Gallura, ma ha anche rivendicato
la necessità di un provvedimento unitario e complessivo, che tenga
conto delle esigenze e delle istanze di tutte le zone dell'Isola. L'istituzione
delle nuove province, ha aggiunto Tunis, deve quindi avvenire contestualmente,
perché è necessario tener conto che il processo di riforma,
in grado di favorire la crescita economica della Sardegna, non può
partire in diversi stati, in tempi diversi. E' necessario, però,
che questa riforma sia votata all'unanimità, ha concluso Tunis,
trovando le intese necessarie perché la riforma degli enti locali
venga approvata da tutte le forze politiche, superando i contrasti tra
la maggioranza ed opposizione, ed operando nell'esclusivo interesse dell'intera
società sarda. L'on. Pili (F.I.), ha esordito ricordando che il
tema è importante anche se non è facile affrontarlo a due
giorni dall'appuntamento elettorale.
Ha quindi ricordato
che oggi si è chiamati a varare solo dei "contenitori" senza che
essi contengano la sostanza delle attribuzioni da assegnare ai nuovi soggetti
amministrativi.
Dopo aver fatto questa
premessa ha tuttavia parlato degli emendamenti presentati, tutti ugualmente
legittimi e politicamente accettabili, ma che debbono trovare una omogeneizzazione
adeguata.
Ha quindi chiesto
una sospensione di un'ora per consentire una sintesi positiva fra le forze
politiche. L'on. Selis, a nome della coalizione di centro sinistra, si
è dichiarato favorevole alla proposta dell'on. Pili. Anche l'on.
Milia (assessore agli Enti Locali) si è dichiarato d'accordo. La
seduta è stata quindi sospesa per un'ora. Alla ripresa dei lavori,
è intervenuto l'on. Demuru (DS-FD) il quale ha sottolineato l'importanza
dell'argomento in discussione, anche se in un contorno esasperato e propagandistico
dovuto probabilmente alla campagna elettorale in corso. E' comunque opportuno
cercare di migliorare il provvedimento, fa detto ancora Demuru, in quanto
le popolazioni della Sardegna attendono da anni le nuove province che rappresentano,
per alcuni il raggiungimento e per altri invece l'allontanamento di un
sogno. Se c'è un clima di irritazione e esasperazione nella politica,
ha aggiunto Demuru, ma la discussione sul disegno di legge deve essere
invece calma e pacata. Dopo aver ricordato i dubbi e le perplessità
emerse in Commissione, Demuru ha messo in guardia contro l'eventuale discriminazione
di alcune popolazioni. Permangono ancora dubbi sulla costituzionalità
di alcune norme presenti nel disegno di legge, ha concluso Demuru, con
il rischio di un rinvio da parte del Governo.
Esiste comunque una
volontà comune per arrivare al più presto al varo del provvedimento,
anche alla luce dei contatti intervenuti tra le forze politiche durante
la sospensione dei lavori d'aula. Intervenendo sull'ordine del giorno l'on.
Cugini (DS-FD) ha chiesto una breve sospensione per consentire alla Conferenza
dei capigruppo di organizzare i lavori del Consiglio per il proseguo della
discussione. Alla ripresa della seduta il Presidente ha comunicato che
la conferenza ha trovato un accordo che prevede l'approvazione di un ordine
del giorno unitario. Ha quindi invitato l'on. Pili ad illustrare il documento
(che si allega). L'on. Pili (F.I.), riconfermando che l'ordine del giorno
è unitario ed ha trovato il consenso di maggioranza e opposizione,
ha detto che l'impegno delle forze politiche è di varare entro tre
mesi un programma di riordino delle province e quindi l'avvio verso l'attuazione
politica della stesse. Tutti i capigruppo lo hanno sottoscritto, ha aggiunto
Pili, che ha invitato quindi tutti i consiglieri a rinunciare ad intervenire
per arrivare prima possibile alla votazione del documento e dell'emendamento
ad esso connesso. L'on. Selis (PPI), prendendo la parola, ha sottolineato
lo sforzo di elaborazione comune per privilegiare al di là dello
scontro e delle polemiche la capacità di questo Consiglio di deliberare
con responsabilità. Non si può tuttavia consentire l'esasperazione
fra istituzioni e società a causa di atteggiamento provocatori inammissibili.
Siamo tutti consapevoli - ha detto - che questo articolo da solo non sarà
sufficiente, è quindi necessario il massimo impegno da parte del
Consiglio per i prossimi mesi, per dare anche concretezza all'ordine del
giorno che accompagna l'emendamento unitario presentato.
Per l'on. Salvatore
Sanna (DS-FD) si sta riconoscendo l'importanza della legge n.4, a suo tempo
molto criticata; c'è però ancora molto, se non tutto, da
fare per costruire le nuove province.
Dopo aver individuato
i "contenitori", il Consiglio dovrà approvare le norme per i trasferimenti
di funzioni, risorse e personale. E' importante aver mantenuto l'obiettivo
primario, ha proseguito Sanna, cioè quello dell'unitarietà,
e tutti i passi successivi dovranno essere fatti in questo spirito. Dopo
aver ricordato il lavoro svolto nella precedente legislatura, Sanna ha
sostenuto che oggi non ci sono in Aula le condizioni minime per svolgere
autonomamente la propria funzione di consigliere regionale per l'attività
di "gruppi di pressione e di ricatti", mentre il consiglio regionale si
"è spiegato alla volontà individuale di chi persegue solo
fini elettorali". Sanna ha poi criticato il Presidente del Consiglio per
non aver difeso i vicepresidenti per quanto successo nelle sedute precedenti.
Dopo aver ribadito che non esistono le condizioni per lavorare serenamente
e autonomamente, Sanna ha annunciato la propria intenzione di abbandonare
i lavori dell'Aula. Il disagio e l'amarezza per quanto avvenuto nell'Aula,
in queste ultime sedute, è stato espresso anche dall'on. Corda (A.N),
il quale ha stigmatizzato il comportamento dei sindaci e degli spettatori,
che hanno spesso interrotto ed offeso, anche pesantemente, i consiglieri
regionali impegnati nel loro lavoro.
Ricordando gli ultimi
avvenimenti il consigliere Corda ha sottolineato come alcuni sindaci della
Gallura e dell'Ogliastra abbiano lanciato accuse, pesantemente attaccato
le istituzioni, messo sotto ricatto l'Assemblea regionale. una situazione
di grande disagio politico e morale, una accettazione supina di volontà
estranee al Consiglio, che di fatto limitano i diritti dei Consiglieri
regionali, i quali non possono assolutamente svolgere il loro lavoro in
piena libertà di coscienza.
Uno stato di fatto
che non si sarebbe dovuto subire, perché approvare la legge oggi
o tra tre mesi non avrebbe cambiato assolutamente la situazione reale di
molte parti dell'Isola. Protestando perché il Consiglio non ha respinto
le pressioni dei sindaci della Gallura e dell'Ogliastra, Corda ha sollecitato
una più incisiva difesa del ruolo delle istituzioni, della dignità
del Consiglio.
Ed ha inviato il Presidente
dell'Assemblea a tutelare i diritti ed il ruolo della massima istituzione
legislativa della Sardegna. Per queste ragioni, pur essendo d'accordo sull'istituzione
di nuove province nell'isola, il consigliere di A.N. ha annunciato la sua
decisione di abbandonare l'Aula.
L'on. Dino Pusceddu (DS-FD), dopo aver sottolineato l'importanza del provvedimento, pur preannunciando un voto favorevole, ha tuttavia espresso rilievi fortemente critici, in quanto il provvedimento provoca modificazioni profonde all'assetto istituzionale della Regione, senza che si sia tenuto conto dei territori non direttamente interessati al provvedimento, come l'area metropolitana di Cagliari, ma che indirettamente subiscono profonde modificazioni. Dopo aver rilevato l'esigenza di un disegno più complessivo dell'assetto amministrativo regionale, Pusceddu ha proseguito sottolineando gli aspetti di carattere giuridico e legislativo concernenti le competenze fra i vari livelli istituzionali. Si è quindi avviato a conclusione auspicando che, come sottolinea l'ordine del giorno presentato, si torni rapidamente sull'argomento per una sistemazione complessiva della materia in particolare per quanto riguarda "l'area vasta di Cagliari".
L'on. Scano (DS-FD), ha successivamente detto ce avrebbe votato contro il testo esitato dalla Commissione perché particolaristico e viziato dalle spinte emotive esterne. Voterà invece per l'ordine del giorno unitario, frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione, perché pur in una situazione di tensione oggi si compie un atto concreto verso il riassetto del sistema province. E' stato un errore convocare il Consiglio nella giornata odierna, alla vigilia delle elezioni, ha aggiunto Scano, perché ciò ha significato un cedimento della dignità di questo consesso alle pressioni che provenivano da lobbies esterne.
Per l'on. Dore (I Democratici) il presidente Serrenti non ha difeso i vicepresidenti né tantomeno ha tutelato i consiglieri. Il consiglio, per aver svolto il proprio compito, è stato aggredito e minacciato senza che nessuno tutelasse l'istituzione. C'è da chiedersi cosa dovrebbero fare gli amministratori nei confronti dei quali vi sono stati attenti con le bombe. Da questi "semi di violenza", ha proseguito Dore, possono nascere situazioni peggiori. Entrando nel merito del Disegno di legge, Dore ha affermato che a suo parere, il provvedimento è anticostituzionale. Siccome il consiglio si è riunito "in un clima di violenza e di oppressione", ha concluso Dore, non esiste la possibilità di svolgere il proprio ruolo. Pertanto ha annunciato di abbandonare i lavori.
Perplessità
sulla validità giuridica dell'emendamento proposto agli articoli
del provvedimento sono state sollevate dall'on. Onnis (A.N.), il quale
ha esaminato alcune "incongruenze giuridiche", che vanno affrontare e risolte
prima del voto.
Ci sono delle contraddizioni
che vanno assolutamente risolte, ha ribadito Onnis, perché questo
provvedimento non è proprio "tranquillo e comprensibile". Alle perplessità
dell'on. Onnis ha immediatamente risposto il presidente Serrenti, il quale
ha rinviato alla discussione sugli emendamenti il momento più opportuno
per approfondire gli aspetti giuridici dell'emendamento in questione.
L'on. Contu (CCD), dopo aver detto di non condividere le accuse per eventuali comportamenti eccessivi da parte dei sindaci, ha sottolineato che se si vuole il rispetto delle istituzioni, queste devono guadagnarselo, senza assumere comportamenti ondivaghi. Si è quindi dichiarato favorevole all'accordo raggiunto, che dimostra, pur nelle imperfezioni esistenti, la volontà di dare risposte alle esigenze delle popolazioni.
Sollecitato dall'intervento dell'on. Contu, l'on. Pirisi (DS-FD) ha rimarcato che il Consiglio è stato convocato attraverso sotterfugi e bugie, allo scopo di assecondare strumentalizzazioni, facili demagogie e pressioni esterne. Ha poi fatto alcune osservazioni sul percorso, ancora lungo, che dovrà portare all'istituzione pratica delle nuove quattro province. Manca comunque, ha concluso, una visione generale del problema, il che crea sperequazioni tra alcuni territori e altri meno fortunati. Per tali motivi voterà contro il documento unitario perché non risolve la questione delle province nella sua interezza.
Per la Giunta, l'on.
Milia (F.I.) ha precisato che nessuno vuol "fare dispetti" ad alcune zone
della Sardegna. I capigruppo del Consiglio avevano accettato la proposta
di discutere subito la legge per i territori per i quali erano state espletate
tutte le procedure previste. Questa convocazione del Consiglio non è
stata condizionata da nessuno, ha proseguito Milia, e non esiste spazio
per le polemiche.
Occorre camminare
speditamente per valorizzare il sistema delle autonomie esercitando la
potestà esclusiva della Regione e recuperando i ritardi del passato.
Questo di oggi è un passo importante, ha affermato ancora Milia,
ed esiste l'impegno della Giunta per soddisfare le giuste aspettative delle
popolazioni isolane.
Con l'intervento dell'assessore
Milia si è conclusa la discussione generale sul provvedimento. Il
presidente Serrenti ha, quindi, posto in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Agli articoli sono stati presentati emendamenti. Allo stesso
titolo della legge, ad esempio, sono state aggiunte le parole, "di Carbonia
- Iglesias e del Medio Campidano".
Sugli articoli e sugli
emendamenti è intervenuto l'on. Pusceddu (DS-FD).
Col voto palese, per
alzata di mano, il Consiglio ha bocciato i primi due articoli del provvedimento.
Gli articoli, assorbiti dall'emendamento 13 sono stati considerati "decaduti".
Il presidente Serrenti ha, quindi, posto in votazione l'ordine del giorno
proposto da tutti i capigruppo consiliari, (che si allega), che è
stato approvato. Prima della votazione conclusiva della legge, alcuni consiglieri
sono intervenuto per delle brevi dichiarazioni di voto. Per dichiarazione
di voto, l'on. Spissu (DS-FD) ha affermato che si sta compiendo un passo
importante senza il necessario approfondimento. Dichiarandosi favorevole
alla legge, Spissu ha espresso il proprio rammarico per il modo e per il
clima che è stato creato intorno a questo argomento. L'on. Frau
(A.N), intervenendo per annunciare il proprio voto favorevole, ha ricordato
di essere stato offeso, come consigliere regionale e come esponente politico,
così come è stato pesantemente offeso lo stesso Consiglio
regionale. Eppure A.N. è sempre stata favorevole al decentramento
amministrativo. La provincia Gallura, comunque, nasce col vizio di origine
della collocazione di Tempio, una cittadina nel "limbo" nel nuovo ente
intermedio. Così come altri equivoci possono nascere dalla collocazione
di Ozieri. I referendum, se e quando saranno affrontati, faranno chiarezza.
Comunque ci sono grosse responsabilità da parte delle Giunte regionali
precedenti a questa, perché è passato troppo tempo da quando
la legge quadro sulle province è stata approvata. "Stiamo per dare
vita ad un mostriciattolo", ha aggiunto Frau ed ha, quindi, annunciato
la sua astensione.
L'on. Marco Tunis (F.I.), dopo aver detto di essersi personalmente impegnato per l'istituzione delle quattro nuove province, ha ribadito che attraverso la riorganizzazione complessiva del territorio è possibile costruire l'assetto dell'intera Regione. Voterà perciò a favore del documento unitario.
Anche l'on. Rassu (F.I.) si è detto favorevole all'accordo intervenuto tra maggioranza e opposizione e, al di là delle tensioni createsi in Aula e tra Consiglio e i rappresentanti di numerosi comuni della Sardegna, per le quali è necessario esprimere alcune riserve, sosterrà fino al raggiungimento dell'obiettivo, la costituzione delle province.
L'on. Deiana (I Democratici), dopo aver preannunciato il proprio voto favorevole, ha sottolineato la necessità politica e amministrativa dei territori interessati all'istituzione delle nuove province, giustificando nel contempo l'operato dei sindaci che così facendo hanno tutelato gli interessi dei propri lettori. Anche l'on. Murgia (A.N.) ha annunciato il voto favorevole, seppure a malincuore per la situazione di poca serenità in cui il Consiglio ha discusso il provvedimento, sotto la pressione di alcuni gruppi. La discussione poteva essere rinviata, senza alcun danno. Murgia ha sollecitato il Presidente della Giunta ed una maggiore attenzione verso le zone interne. Il voto favorevole è stato annunciato anche dall'on. Alberto Sanna (FD-DS), il quale ha sottolineato gli aspetti positivi del provvedimento. Le vecchie e le nuove province, infatti, potranno favorire lo sviluppo economico e sociale dell'Isola. L'esponente del gruppo DS-FD ha, comunque, denunciato le forzature demagogiche, le pressioni, i contrasti e le tensioni che hanno impedito un esame attendo e sereno di un provvedimento che inciderà notevolmente nell'assetto istituzionale della Sardegna.
L'on. Biancareddu (F.I.): "io non respiro questo clima pesante, denunciato da molti colleghi. Sono anzi felicissimo di votare a favore di una legge proposta cinque anni fa". L'esponente gallurese ha anche sottolineato come pacta sunt servanda e che, quindi, se le forze politiche prendono degli impegni, questi stessi impegni devono essere mantenuti. Biancareddu annunciando il proprio voto favorevole, ha confermato che questo è un giorno felice e fausto perché "sancisce l'indipendenza e l'autonomia della Gallura, un grande sogno ed un desiderio che finalmente si realizzano".
L'on. Pinna (DS-FD), dopo aver dichiarato il suo voto favorevole al documento, ha affermato di non aver sentito, almeno su di lui, i condizionamenti di cui hanno parlato diversi colleghi consiglieri. la decisione odierna è importante, ha aggiunto, perché le nuove province sono strumento attraverso il quale si può dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo amministrativo ed economico della Sardegna.
L'on. Liori (A.N.) ha criticato apertamente la legge, nata con un ricatto pre-elettorale, incapace di dar vita alle nuove province se non in forma rachitica ed insufficiente. Voterà però a favore del provvedimento nella speranza che esso possa favorire il cambiamento dell'attuale assetto economico e sociale delle zone del Sulcis-Iglesiente.
L'on. Marrocu (DS-FD), dichiarando il proprio voto favorevole, ha sottolineato di non provare alcun disagio per l'atteggiamento dei sindaci, i quali, anzi, dovrebbero essere ringraziati perché hanno accelerato il processo di realizzazione delle nuove province.
L'on. Biggio (A.N.), dopo aver ricordato le preoccupazioni espresse nel corso di alcuni interventi precedenti, ha sostenuto che si doveva riflettere maggiormente prima di approvare il provvedimento in discussione. Si adeguerà comunque alle decisioni del proprio gruppo.
L'on. Ivana Dettori: "Voto a favore - ha detto - perché col nuovo testo si è conquistata una visione complessiva del problema degli enti locali". Annunciando il proprio voto a favore, Dettori ha denunciato che il provvedimento sarà approvato senza un esame attento, sereno e approfondito come il tema del riordino degli enti locali invece impone e merita. Anche Capelli (Misto-CDU), pur esprimendo pensati riserve sulla istituzione delle nuove province, voterà a favore del documento unitario.
Voto favorevole al documento anche da parte dell'on. Paolo Fadda (PPI) e di Cassano (riformatori) il quale ultima ha detto di comprendere le "giuste" rivendicazioni dei sindaci galluresi e delle altre zone che aspirano ad ottenere l'autonomia amministrativa.
L'on. Demuru (DS-FD), nel dichiarare il proprio voto favorevole, ha rimarcato la persistenza di qualche dubbio. L'on. Cogodi (R.C.) ha dichiarato il voto favorevole del proprio gruppo in maniera libera, consapevole e non tormentata da alcun ricatto, con la coscienza di varare una legge per un migliore ordinamento autonomistico. Cogodi ha infine sottolineato come la legge in votazione sia completamente diversa da quella presentata dalla Giunta.
L'on. Balia (FD), nel dichiarare il voto favorevole del proprio gruppo, ha sottolineato come il voto positivo sia dovuto al nuovo testo, modificato completamente rispetto a quello varato dalla Commissione. Balia ha ricordato inoltre la necessità di distribuire le ricorse con criteri che privilegino le reali esigenze dei diversi territori, ed in questo senso ha rivolto un appello alla Giunta. Balia ha infine criticato la convocazione straordinaria del Consiglio, ritenuta non necessaria. On. Contu (CCD): l'esponente del CCD ha annunciato il voto favorevole "convinto" suo e del suo gruppo.
On. Dettori (I Democratici). Seduta straordinaria in tutti i sensi, per come è stata convocata e per il tema trattato. Tra l'altro convocata quando è in corso una intensa campagna elettorale. Una occasione per riconquistare al Consiglio il ruolo ed il prestigio che merita. L'esponente dei Democristiani ha, quindi, confermato il proprio voto a favore del provvedimento e l'impegno del suo gruppo per conquistare alla Sardegna spazi sempre maggiori di democrazia e di libertà.
On. Cossa (Patto Segni-Riformatori Sardi). Il voto favorevole del gruppo è stato confermato dal Capogruppo Cossa, il quale ha sottolineato come siano state strumentali le polemiche innescate contro il presidente del Consiglio. Non saranno comunque le nuove province, ha aggiunto Cossa, a risolvere i problemi della crisi economica e della disoccupazione. Ci sono, comunque, ancora grandi ed irrisolti problemi, quali quello dell'area metropolitana di Cagliari, che impongono scelte e decisioni che questo Consiglio dovrà affrontare nei prossimi giorni.
L'on. Manca (Misto-Psd'Az). Dopo aver preannunciato il voto favorevole, si è rammaricato perché la frettolosità e le condizioni obiettive non hanno consentito un provvedimento migliore e più esaustivo. La decisione odierna è tuttavia un passo importante e non definitivo. Sottolineando che il voto della sua parte politica è convinto e non dettato da alcuna pressione esterna, ha auspicato che si possa presto pervenire ad una sistemazione definita della materia. Dopo un benvenuto ai sindaci sardi intervenuti alla riunione dell'Assemblea, l'on. Fois (PPS) ha detto che se il Consiglio avesse provveduto per tempo a occuparsi del problema delle province non si sarebbero registrate le tensioni che hanno caratterizzato questi ultimi giorni. Voterà a favore del documento unitario. L'on. Usai (capogruppo di A.N.) ha detto che dall'approvazione della legge il popolo sardo si attende molto. Ha poi detto che A.N. è stato messo sul Banco degli imputati attraverso dichiarazioni menzogne. Il mio gruppo, ha ribadito, è per il decentramento amministrativo e da sempre si è battuto per la nascita di nuove province. Concludendo ha invitato la Giunta a prestare orecchi alle altre rivendicazioni di altri territori che desiderano ottenere l'autonomia amministrativa provinciale. Voto a favore, quindi.
L'on. Giagu (PPI) ha annunciato il voto favorevole della propria parte politica.
L'on. Emilio Floris (F.I.) dopo aver sottolineato che la sua parte politica non ha subito alcun ricatto ma ha soltanto accolto le esigenze dei territori. Proseguendo, l'oratore ha sottolineato il valore del provvedimento in nome del decentramento e del principio di sussidiarietà, ed ha concluso preannunciando il voto favorevole del proprio gruppo.
Il capogruppo dei DS-FD, on. Cugini, ha inteso nel suo intervento, "ricostruire la verità". Non crede, ha detto che si siano verificati dei ricatti; è vero però che il clima del confronto pre-elettorale ha influenzato i comportamenti. Il tema importante della costituzione delle province è stato riportato nell'alveo dell'istituzione legislativa, dopo essere stato esasperato nelle piazze della Sardegna. Tuttavia, ha concluso Cugini, la battaglia non è finita perché il percorso che porterà praticamente all'istituzione delle province è ancora lunga e difficile. Concluso il dibattito con la lunga serie di dichiarazioni di voto, il presidente Serrenti ha posto in votazione il disegno di legge. Questo il risultato: presenti 70, votanti 68, sì 67, no 1, astenuti 2.
Il Consiglio regionale
sarà riconvocato a domicilio.
(omissis)
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
Ordine del giorno
Floris - Cugini - Usai – Cossa - Dettori - Giagu - Cogodi - Balia - Manca
- Fois
Istituzione nuove
Province e riordino istituzionale
Il Consiglio Regionale, a conclusione del dibattito sul Disegno di Legge istitutivo delle nuove Province in Sardegna, esprime le seguenti valutazioni.
Disegno di legge n.
46/A
Presentatori dell'emendamento:
Selis - Cugini - Cogodi - Giagu - Manca - Dore.
Testo dell'emendamento:
dopo il titolo è aggiunto il seguente articolo:
Art. 1
Disegno di legge n.46/A
Presentatori dell'emendamento:
Floris E. - R. Cugini - Usai E. - Cossa - Dettori - Giagu - Cogodi - Contu
- Balia - Manca.
Testo dell'emendamento:
dopo il titolo è aggiunto il seguente articolo:
Art. 1
1. Sono istituite le seguenti province:
a) di Carbonia Iglesias; b) del Medio Campidano; c) dell'Ogliastra; d) di Olbia-Tempio.2. Le province di cui al comma 1 sono delimitate così come previsto nello schema di nuovo assetto provinciale, approvato dal Consiglio regionale il 31 marzo 1999 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione n.11 del 9 aprile 1999, e sono costituite da tutti i comuni compresi in tale delimitazione.
Cagliari, 14/04/2000.
CONSIGLIO REGIONALE
DELLA SARDEGNA
XII LEGISLATURA
Nota stampa della seduta n. 52 antimeridiana del 14 aprile 2000
Il Consiglio regionale
ha ripreso i suoi lavori sotto la presidenza dell'on. Efisio Serrenti e
dell'on. Giacomo Spissu.
(omissis)
L'ordine del giorno
prevede la sola discussione del disegno di legge n. 6/A riguardante il
riassetto generale delle Province
Discussione del Disegno
di legge n. 46 (Modifiche alla legge sulle nuove Province).
L'on. Nuvoli (F.I.),
intervenendo come relatore, ha esordito sottolineando come il dibattito
odierno sia un'occasione importante per compiere un'azione di estrema chiarezza,
attraverso l'assunzione anche di "decisioni definitive" ad opera del Consiglio
regionale. La Commissione, sul provvedimento, si è espressa all'unanimità
pur nell'ambito di un dibattito aspro ed anche polemico, ha ricordato Nuvoli,
precisando che si è alfine pervenuti ad un punto di incontro costruttivo.
"Per questo motivo il Consiglio, ha sostenuto Nuvoli, deve approvare il
provvedimento come è uscito dalla Commissione e senza modifiche".
Si tratterebbe infatti di assecondare le volontà locali senza alcun
intento demagogico. Con questa legge non si vuole escludere alcun territorio
dall'aspirare al rango di provincia, ma solamente consentire a quelle zone,
per le quali gli aspetti giuridici sono chiari, di procedere speditamente
verso i propri obiettivi. Nuvoli ha ribadito l'esigenza di una approvazione
rapida e senza emendamenti ed ha ripercorso le varie tappe della vicenda
concernente il processo di costituzione delle nuove Province. Dopo aver
ribadito che, dopo questa assunzione di responsabilità, il Consiglio
non può fermarsi, si è avviato a conclusione chiedendo che
il Consiglio eviti perdite di tempo e sollecitando quindi una approvazione
del provvedimento nella giornata odierna.
Per l'on. Cogodi (R.C.)
si deve discutere seriamente, consci della funzione legislativa del Consiglio
e della responsabilità nei confronti di tutti i sardi. Oggi è
giorno della verità; il gruppo di R.C. è favorevole alle
nuove province ipotizzate e non chiederà il voto segreto perché
le decisioni devono essere chiare e trasparenti. Oggi è un giorno
importante che non deve essere sprecato con "giochi e giochini", ha proseguito
Cogodi, né tantomeno con le "bugie" che sono circolate a proposito
della convocazione straordinaria del Consiglio. La richiesta di convocazione
non recava 20 firme (il minimo richiesto), bensì 19, quindi è
stata operata una forzatura. C'è anche un'altra bugia, a proposito
di accordi segreti, di "congiura contro la Gallura" e di un "fantomatico
asse Cagliari - Sassari". Infine, ha detto ancora Cogodi, esiste una terza
bugia relativa al senso della legge in discussione, che non istituisce
le nuove province, per le quali è necessario un "corredo normativo"
che oggi non esiste ancora. Cogodi si è soffermato su alcuni articoli
della legge n. 4, per poi affermare che la Commissione consiliare ha presentato
al Consiglio una proposta di legge che non è basata su certezze
legislative.
La responsabilità
maggiore di quanto potrebbe succedere è di questa maggioranza e
di questa sinistra, ha concluso Cogodi, la quale, anziché verificare
l'effettiva volontà delle popolazioni e dei comuni interessati,
ha deciso di proporre una deroga per due province. C'è da augurarsi
che il Consiglio decida serenamente e con grande responsabilità.
L'esponente di F.I.
on. La Spisa ha voluto sottolineare alcune decisioni da lui definite "fondamentali".
La decisione che il Consiglio deve prendere avviene sotto la spinta politica
che proviene dalla volontà di intere popolazioni. "E ciascuno di
noi, ha aggiunto La Spisa, è chiamato a decidere sapendo che queste
spinte devono essere ponderate e giudicate con imparzialità". La
provincia, ha detto ancora La Spisa, sta assumendo un ruolo sempre più
forte rispetto ai poteri e compiti effettivi che ha oggi. Bisogna quindi
decidere di far confluire nelle province tutti i potere che a loro spettano.
Il problema è se si debba decidere senza che esista alcun vincolo
politico e se siano in ballo principi che, approvando la legge, rischino
di metterci fuori dalle regole. Ma, ha concluso La Spisa, è compito
del Consiglio vagliare la situazione e decidere di conseguenza.
Confermando la volontà
ed il diritto del Sulcis ad essere provincia sin dall'avvio della nuova
riforma degli enti locali intermedi, l'on. Gianfranco Tunis (PPI) ha sottolineato
la necessità di dare vita a tutte le nuove province in tempi contestuali.
Le nuove province devono nascere assieme, con nuovi compiti, nuove attribuzioni,
con risorse finanziarie certe, con nuovo personale, in numero adeguato
ai crescenti compiti. Tunis, ricordando di essere stato a lungo sindaco,
ha giudicato valide le ragioni dei sindaci della Gallura, ma ha anche rivendicato
la necessità di un provvedimento unitario e complessivo, che tenga
conto delle esigenze e delle istanze di tutte le zone dell'Isola. L'istituzione
delle nuove province, ha aggiunto Tunis, deve quindi avvenire contestualmente,
perché è necessario tener conto che il processo di riforma,
in grado di favorire la crescita economica della Sardegna, non può
partire in diversi stati, in tempi diversi. È necessario, però,
che questa riforma sia votata all'unanimità, ha concluso Tunis,
trovando le intese necessarie perché la riforma degli enti locali
venga approvata da tutte le forze politiche, superando i contrasti tra
maggioranza ed opposizione, ed operando nell'esclusivo interesse dell'intera
società sarda.
L'on. Pili (F.I.),
ha esordito ricordando che il tema è importante anche se non è
facile affrontarlo a due giorni dall'appuntamento elettorale. Ha quindi
ricordato che oggi si è chiamati a varare solo dei "contenitori"
senza che essi contengano la sostanza delle attribuzioni da assegnare ai
nuovi soggetti amministrativi.
Dopo questa premessa,
Pili ha parlato degli emendamenti presentati, tutti ugualmente legittimi
e politicamente accettabili, ma che debbono trovare una omogeneizzazione
adeguata. Ha quindi chiesto una sospensione di un'ora per consentire una
sintesi positiva fra le forze politiche.
L'on. Selis, a nome
della coalizione di centro sinistra, si è dichiarato favorevole
alla proposta dell'on. Pili.
Anche l'on. Milia
(assessore agli Enti Locali) si è dichiarato d'accordo.
La seduta è
stata quindi sospesa per un'ora.
Alla ripresa dei lavori,
è intervenuto l'on. Demuru (DS-FD) il quale ha sottolineato l'importanza
dell'argomento in discussione, anche se in un contorno esasperato e propagandistico
dovuto probabilmente alla campagna elettorale in corso. È comunque
opportuno cercare di migliorare il provvedimento, ha detto ancora Demuru,
in quanto le popolazioni della Sardegna attendono da anni le nuove province
che rappresentano, per alcuni il raggiungimento e per altri invece l'allontanamento
di un sogno. C'è un clima di irritazione e esasperazione nella politica,
ha aggiunto Demuru, ma la discussione sul disegno di legge deve essere
invece calma e pacata. Dopo aver ricordato i dubbi e le perplessità
emerse in Commissione, Demuru ha messo in guardia contro l'eventuale discriminazione
di alcune popolazioni. Permangono ancora dubbi sulla costituzionalità
di alcune norme presenti nel disegno di legge, ha concluso Demuru, con
il rischio di un rinvio da parte del Governo. Esiste comunque una volontà
comune per arrivare al più presto al varo del provvedimento, anche
alla luce dei contatti intervenuti tra le forze politiche durante la sospensione
dei lavori d'aula.
Intervenendo sull'ordine
dei giorno l'on., Cugini (DS-FD) ha chiesto una breve sospensione per consentire
alla Conferenza dei capigruppo di organizzare i lavori del Consiglio per
il proseguo della discussione.
Alla ripresa della
seduta il Presidente ha comunicato che la conferenza ha trovato un accordo
che prevede l'approvazione di un ordine del giorno unitario. Ha quindi
invitato l'on. Pili ad illustrare il documento.
L'on. Pili (F.I.),
riconfermando che l'ordine del giorno è unitario ed ha trovato il
consenso di maggioranza e opposizione, ha affermato che l'impegno delle
forze politiche è di varare entro tre mesi un programma di riordino
delle province e quindi l'avvio verso l'attuazione politica delle stesse.
Tutti i capigruppo lo hanno sottoscritto, ha aggiunto Pili, che ha invitato
quindi tutti i consiglieri a rinunciare ad intervenire per arrivare prima
possibile alla votazione del documento e dell'emendamento ad esso connesso.
L'on. Selis (Ppi),
prendendo la parola, ha sottolineato lo sforzo di elaborazione comune per
privilegiare al di là dello scontro e delle polemiche la capacità
di questo Consiglio di deliberare con responsabilità. Non si può
tuttavia consentire l'esasperazione fra istituzioni e società a
causa di atteggiamenti provocatori inammissibili. Siamo tutti consapevoli,
ha detto Selis, che questo articolo da solo non sarà sufficiente,
è quindi necessario il massimo impegno da parte del Consiglio per
i prossimi mesi, per dare anche concretezza all'ordine del giorno che accompagna
l'emendamento unitario presentato.
Per l'on. Salvatore
Sanna (DS-FD) si sta riconoscendo l'importanza della legge n. 4, a suo
tempo molto criticata; c'è però ancora molto, se non tutto,
da fare per costruire le nuove province. Dopo aver individuato i "contenitori",
il Consiglio dovrà approvare le norme per i trasferimenti di funzioni,
risorse e personale. È importante aver mantenuto l'obiettivo primario,
ha proseguito Sanna, cioè quello dell'unitarietà, e tutti
i passi successivi dovranno essere fatti in questo spirito. Dopo aver ricordato
il lavoro svolto nella precedente legislatura, Sanna ha sostenuto che oggi
non vi sono in Aula le condizioni minime per svolgere autonomamente la
propria funzione di consigliere regionale a causa di "gruppi di pressione
e di ricatti", mentre il Consiglio regionale si "è piegato alla
volontà individuale di chi persegue solo fini elettorali". Sanna
ha poi criticato il Presidente del Consiglio per non aver difeso i vicepresidenti
per quanto successo nelle sedute precedenti. Dopo aver ribadito che non
esistono le condizioni per lavorare serenamente e autonomamente, Sanna
ha annunciato la propria intenzione di abbandonare i lavori dell'Aula.
Il disagio e l'amarezza
per quanto avvenuto nell'Aula, in queste ultime sedute, è stato
espresso anche dall'on. Corda (A.N.), il quale ha stigmatizzato il comportamento
dei sindaci e degli spettatori, che hanno spesso interrotto ed offeso,
anche pesantemente, i consiglieri regionali impegnati nel loro lavoro.
Ricordando gli ultimi
avvenimenti, Corda ha sottolineato come alcuni sindaci della Gallura e
dell'Ogliastra abbiano lanciato accuse, pesantemente attaccato le istituzioni,
messo sotto ricatto l'Assemblea regionale. Una situazione di grande disagio
politico e morale, una accettazione supina di volontà estranee al
Consiglio, che di fatto limitano i diritti dei Consiglieri regionali, i
quali non possono assolutamente svolgere il loro lavoro in piena libertà
di coscienza. Uno stato di fatto che non si sarebbe dovuto subire, perché
approvare la legge oggi o tra tre mesi non avrebbe cambiato assolutamente
la situazione reale di molte parti dell'Isola. Protestando perché
il Consiglio non ha respinto le pressioni dei sindaci della Gallura e dell'Ogliastra,
Corda ha sollecitato una più incisiva difesa del ruolo delle istituzioni,
della dignità del Consiglio. Ed ha invitato il Presidente dell'Assemblea
a tutelare i diritti ed il ruolo della massima istituzione legislativa
della Sardegna. Per queste ragioni, pur essendo d'accordo sull'istituzione
di nuove province nell'Isola, Corda ha annunciato la sua decisione di abbandonare
l'Aula.
L'on. Dino Pusceddu
(DS-FD), dopo aver sottolineato l'importanza del provvedimento, pur preannunciando
un voto favorevole, ha tuttavia espresso rilievi fortemente critici, in
quanto il provvedimento provoca modificazioni profonde all'assetto istituzionale
della Regione, senza che si sia tenuto conto dei territori non direttamente
interessati al provvedimento, come l'area metropolitana di Cagliari, ma
che indirettamente subiscono profonde modificazioni.
Dopo aver rilevato
l'esigenza di un disegno più complessivo dell'assetto amministrativo
regionale, Pusceddu ha proseguito sottolineando gli aspetti di carattere
giudico e legislativo concernenti le competenze fra i vari livelli istituzionali.
Pusceddu ha concluso auspicando, come sottolinea l'ordine del giorno presentato,
che si torni rapidamente sull'argomento per una sistemazione complessiva
della materia in particolare per quanto riguarda "l'area vasta di Cagliari".
L'on. Scano (DS-FD),
ha successivamente detto che avrebbe votato contro il testo esitato dalla
Commissione perché particolaristico e viziato dalle spinte emotive
esterne. Voterà invece per l'ordine del giorno unitario, frutto
di un accordo tra maggioranza e opposizione, perché pur in una situazione
di tensione oggi si compie un atto concreto verso il riassetto del sistema
province. È stato un errore convocare il Consiglio nella giornata
odierna, alla vigilia delle elezioni, ha aggiunto Scano, perché
ciò ha significato un cedimento della dignità di questo consesso
alle pressioni che provenivano da lobbies esterne.
Per l'on. Dore (I
Democratici) il presidente Serrenti non ha difeso i vicepresidenti né
tantomeno ha tutelato i consiglieri. Il Consiglio, per aver svolto il proprio
compito, è stato aggredito e minacciato senza che nessuno tutelasse
l'istituzione. C'è da chiedersi cosa dovrebbero fare gli amministratori
nei confronti dei quali vi sono stati attentati con le bombe. Da questi
"semi di violenza", ha proseguito Dore, possono nascere situazioni peggiori.
Entrando nel merito del Disegno di legge, Dore ha affermato che a suo parere,
il provvedimento è anticostituzionale. Siccome il Consiglio si è
riunito "in un clima di violenza e di oppressione", ha concluso Dore, non
esiste la possibilità di svolgere il proprio ruolo. Pertanto ha
annunciato di abbandonare i lavori.
Perplessità
sulla validità giuridica dell'emendamento proposto agli articoli
del provvedimento sono state sollevate dall'on. Onnis (A.N.), il quale
ha esaminato alcune "incongruenze giuridiche", che vanno affrontate e risolte
prima del voto. Ci sono delle contraddizioni che vanno assolutamente risolte,
ha ribadito Onnis, perché questo provvedimento non è proprio
"tranquillo e comprensibile".
Alle perplessità
dell'on. Onnis ha immediatamente risposto il presidente Serrenti, il quale
ha rinviato alla discussione sugli emendamenti il momento più opportuno
per approfondire gli aspetti giuridici dell'emendamento in questione.
L'on. Contu (CCD),
dopo aver detto di non condividere le accuse per eventuali comportamenti
eccessivi da parte dei sindaci, ha sottolineato che se si vuole il rispetto
delle istituzioni, queste devono guadagnarselo, senza assumere comportamenti
ondivaghi. Si è quindi dichiarato favorevole all'accordo raggiunto,
che dimostra, pur nelle imperfezioni esistenti, la volontà di dare
risposte alle esigenze delle popolazioni.
Sollecitato dall'intervento
dell'on. Contu, l'on. Pirisi (DS-FD) ha rimarcato che il Consiglio è
stato convocato attraverso sotterfugi e bugie, allo scopo di assecondare
strumentalizzazioni, facili demagogie e pressioni esterne. Pirisi ha poi
esposto alcune osservazioni sul percorso, ancora lungo, che dovrà
portare all'istituzione pratica delle nuove quattro province.
Manca comunque, ha
concluso, una visione generale del problema, il che crea sperequazioni
tra alcuni territori e altri meno fortunati. Per tali motivi voterà
contro il documento unitario perché non risolve la questione delle
province nella sua interezza.
Per la Giunta, l'on.
Milia (F.I.) ha precisato che nessuno vuol "fare dispetti" ad alcune zone
della Sardegna. I capigruppo del Consiglio avevano accettato la proposta
di discutere subito la legge per i territori per i quali erano state espletate
tutte le procedure previste. Questa convocazione del Consiglio non è
stata condizionata da nessuno, ha proseguito Milia, e non esiste spazio
per le polemiche. Occorre camminare speditamente per valorizzare il sistema
delle autonomie esercitando la potestà esclusiva della Regione e
recuperando i ritardi del passato. Questo di oggi è un passo importante,
ha affermato ancora Milia, ed esiste l'impegno della Giunta per soddisfare
le giuste aspettative delle popolazioni isolane.
Con l'intervento dell'assessore
Milia si è conclusa la discussione generale sul provvedimento.
Il presidente Serrenti
ha quindi posto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Agli articoli sono
stati presentati alcuni emendamenti. Allo stesso titolo della legge, ad
esempio, sono state aggiunte le parole, "di Carbonia - Iglesias e del Medio
Campidano".
Sugli articoli e sugli
emendamenti è intervenuto l'on. Pusceddu (DS-FD).
Col voto palese, per
alzata di mano, il Consiglio ha bocciato i primi due articoli del provvedimento.
Gli altri articoli, assorbiti dall'emendamento 13 sono stati considerati
"decaduti".
Il presidente Serrenti
ha, quindi, posto in votazione l'ordine del giorno proposto da tutti i
capigruppo consiliari, che è stato approvato.
Per dichiarazione
di voto, l'on. Spissu (DS-FD) ha affermato che si sta compiendo un passo
importante senza il necessario approfondimento. Dichiarandosi favorevole
alla legge, Spissu ha espresso il proprio rammarico per il modo e per il
clima che è stato creato intorno a questo argomento.
L'on. Frau (A.N.),
intervenendo per annunciare il proprio voto favorevole, ha ricordato di
essere stato offeso, come consigliere regionale e come esponente politico,
così come è stato pesantemente offeso lo stesso Consiglio
regionale. Eppure A.N. è sempre stata favorevole al decentramento
amministrativo. La provincia Gallura, comunque, nasce col vizio di origine
della collocazione di Tempio, una cittadina nel "limbo" nel nuovo ente
intermedio. Così come altri equivoci possono nascere dalla collocazione
di Ozieri. I referendum, se e quando saranno affrontati, faranno chiarezza.
Comunque ci sono grosse responsabilità da parte delle Giunte regionali
precedenti a questa, perché è passato troppo tempo da quando
la legge quadro sulle province è stata approvata. "Stiamo per dare
vita da un mostriciattolo", ha aggiunto Frau ed ha, quindi, annunciato
la sua astensione.
L'on. Marco Tunis
(F.I.), dopo aver detto di essersi personalmente impegnato per l'istituzione
delle nuove province, ha ribadito che attraverso la riorganizzazione complessiva
del territorio è possibile costruire l'assetto dell'intera Regione.
Voterà perciò a favore del documento unitario.
Anche l'on. Rassu
(F.I.) si è detto favorevole all'accordo intervenuto tra maggioranza
e opposizione e, al di là delle tensioni createsi in Aula e tra
il Consiglio e i rappresentanti di numerosi comuni della Sardegna, per
le quali è necessario esprimere alcune riserve, sosterrà
fino al raggiungimento dell'obiettivo, la costituzione delle province.
L'on. Deiana (I Democratici),
dopo aver preannunciato il proprio voto favorevole, ha sottolineato la
maturità politica e amministrativa raggiunta dai territori interessati
all'istituzione delle nuove province, giustificando nel contempo l'operato
dei sindaci che così facendo hanno tutelato gli interessi dei propri
elettori.
Anche l'on. Murgia
(A.N.) ha annunciato il voto favorevole, seppure a malincuore per la poca
serenità con cui il Consiglio ha discusso il provvedimento, sotto
la pressione di alcuni gruppi. La discussione poteva essere rinviata, senza
alcun danno. Murgia ha sollecitato il Presidente della Giunta ad una maggiore
attenzione verso le zone interne.
Il voto favorevole
è stato annunciato anche dall'on. Alberto Sanna (DS-FD), il quale
ha sottolineato gli aspetti positivi del provvedimento. Le vecchie e le
nuove province, infatti, potranno favorire lo sviluppo economico e sociale
dell'Isola. Sanna ha, comunque, denunciato le forzature demagogiche, le
pressioni, i contrasti e le tensioni che hanno impedito un esame attento
e sereno di un provvedimento che inciderà notevolmente nell'assetto
istituzionale della Sardegna.
"Non respiro questo
clima pesante denunciato da molti colleghi, ha esordito l'on. Biancareddu
(F.I.); sono anzi felicissimo di votare a favore di una legge proposta
cinque anni fa". Biancareddu ha anche sottolineato come pacta sunt
servanda e che, quindi, gli impegni presi a suo tempo dalle forze
politiche con gli amministratori della Gallura devono essere rispettati.
Annunciando il proprio
voto favorevole, Biancareddu ha confermato che questo è un giorno
felice e fausto perché "sancisce l'indipendenza e l'autonomia della
Gallura, un grande sogno ed un desiderio che finalmente si realizzano".
L'on. Pinna (DS-FD),
dopo aver dichiarato il suo voto favorevole al documento, ha affermato
di non aver avvertito, almeno su di lui, i condizionamenti di cui hanno
parlato diversi consiglieri. La decisione odierna è importante,
ha aggiunto Pinna, perché le nuove province sono strumento attraverso
il quale si può dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo amministrativo
ed economico della Sardegna.
L'on. Liori (A.N.)
ha criticato apertamente la legge, nata "con un ricatto pre-elettorale",
incapace di dar vita alle nuove province se non in forma rachitica ed insufficiente.
Voterà però a favore del provvedimento nella speranza che
esso possa favorire il cambiamento dell'attuale assetto economico e sociale
delle zone del Sulcis - Iglesiente.
L'on. Marrocu (DS-FD),
dichiarando il proprio voto favorevole, ha sottolineato di non provare
alcun disagio per l'atteggiamento dei sindaci, i quali, anzi, dovrebbero
essere ringraziati perché hanno accelerato il processo di realizzazione
delle nuove province.
L'on. Biggio (A.N.),
dopo aver ricordato le preoccupazioni espresse nel corso di alcuni interventi
precedenti, ha sostenuto che si doveva riflettere maggiormente prima di
approvare il provvedimento in discussione. Si adeguerà comunque
alle decisioni del proprio gruppo.
Il voto favorevole
è stato annunciato anche dall'on. Ivana Dettori, "perché
col nuovo testo si è conquistata una visione complessiva del problema
degli enti locali". Dettori ha poi sostenuto che il provvedimento sarà
approvato senza un esame attento, sereno e approfondito, come invece impone
e merita il tema complessivo del riordino degli enti locali.
Anche l'on. Capelli
(Misto-CDU), pur esprimendo pesanti riserve sulla istituzione delle nuove
province, voterà a favore del documento unitario.
Voto favorevole al
documento è stato annunciato anche da parte dell'on. Paolo Fadda
(PPI) e dell'on. Cassano (Riformatori), Quest'ultimo ha detto di comprendere
le "giuste" rivendicazioni dei sindaci galluresi e delle altre zone che
aspirano ad ottenere l'autonomia amministrativa.
L'on. Demuru (DS-FD),
nel dichiarare il proprio voto favorevole, ha rimarcato la persistenza
di qualche dubbio.
L'on. Cogodi (R.C.)
ha dichiarato il voto favorevole del proprio gruppo in maniera "libera,
consapevole e non tormentata da alcun ricatto", con la coscienza di varare
una legge per un migliore ordinamento autonomistico. Cogodi ha infine sottolineato
come il testo della la legge in votazione sia completamente diverso da
quella presentato dalla Giunta e esitato dalla Commissione.
L'on. Balia (FD),
nel dichiarare il voto favorevole del proprio gruppo, ha sottolineato come
il voto positivo sia dovuto al nuovo testo, modificato completamente rispetto
a quello varato dalla Commissione. Balia ha ricordato inoltre la necessità
di distribuire le risorse con criteri che privilegino le reali esigenze
dei diversi territori, ed in questo senso ha rivolto un appello alla Giunta.
Balia ha infine criticato la convocazione straordinaria del Consiglio,
ritenuta non necessaria.
L'on. Contu (CCD)
ha annunciato il voto favorevole "convinto" suo e del suo gruppo.
Per l'on. Bruno
Dettori (I Democratici), la seduta in corso è straordinaria in tutti
i sensi, per come è stata convocate e per il tema trattato. Tra
l'altro è stata convocata quando è in corso una intensa campagna
elettorale, ed è un'occasione per riconquistare al Consiglio il
ruolo ed il prestigio che merita. Dettori ha, quindi, confermato il proprio
voto a favore del provvedimento e l'impegno del suo gruppo per conquistare
alla Sardegna spazi sempre maggiori di democrazia e di libertà.
Il voto favorevole
del gruppo Patto Segni - Riformatori Sardi è stato confermato dal
capogruppo on. Cossa, il quale ha sottolineato come siano state
strumentali le polemiche innescate contro il presidente del Consiglio.
Non saranno comunque le nuove province, ha aggiunto Cossa, a risolvere
i problemi della crisi economica e della disoccupazione. Ci sono, comunque,
ancora grandi ed irrisolti problemi, quali quello dell'area metropolitana
di Cagliari, che impongono scelte e decisioni che questo Consiglio dovrà
affrontare nei prossimi giorni.
L'on. Manca (Misto
- PSd’A.), dopo aver preannunciato il voto favorevole, si è rammaricato
perché la frettolosità e le condizioni obiettive non hanno
consentito un provvedimento migliore e più esaustivo. La decisione
odierna è tuttavia un passo importante ma non definitivo. Sottolineando
che il voto della sua parte politica è convinto e non dettato da
alcuna pressione esterna, Manca ha auspicato che si possa presto pervenire
ad una sistemazione definitiva della materia.
Dopo un benvenuto
ai sindaci sardi intervenuti alla riunione dell'Assemblea, l'on. Fois (PPS)
ha affermato che se il Consiglio avesse provveduto per tempo a occuparsi
del problema delle province non si sarebbero registrate le tensioni che
hanno caratterizzato questi ultimi giorni. Voterà a favore del documento
unitario.
L'on. Usai (capogruppo
di A.N.) ha sostenuto che dall'approvazione della legge il popolo sardo
si attende molto. A.N. è stato messo sul banco degli imputati attraverso
dichiarazioni menzognere. "Il mio gruppo, ha ribadito Usai, è per
il decentramento amministrativo e da sempre si è battuto per la
nascita di nuove province". Usai, preannunciando il voto favorevole, ha
concluso invitando la Giunta a prestare orecchio alle rivendicazioni di
altri territori che desiderano ottenere l'autonomia amministrativa provinciale.
L'on. Giagu (PPI)
ha annunciato il voto favorevole del proprio gruppo.
L'on. Emilio Floris
(F.I.) dopo aver sottolineato che la sua parte politica non ha subito alcun
ricatto ma ha soltanto accolto le esigenze dei territori, ha evidenziato
il valore del provvedimento in nome del decentramento e del principio di
sussidiarietà, ed ha concluso preannunciando il voto favorevole
del proprio gruppo.
Il capogruppo dei
DS-FD, on. Cugini, ha inteso, nel suo intervento, "ricostruire la verità".
Non crede, ha detto, che si siano verificati dei ricatti; è vero
però che il clima del confronto pre-elettorale ha influenzato i
comportamenti. Il tema importante della costituzione delle province è
stato riportato nell'alveo dell'istituzione legislativa, dopo essere stato
esasperato nelle piazze della Sardegna. Tuttavia, ha concluso Cugini, la
battaglia non è finita perché il percorso che porterà
praticamente alla istituzione delle province è ancora lunga e difficile.
Questo il risultato
della votazione finale: presenti 70, votanti 68, sì 67, no 1, astenuti
2.
Il Consiglio sarà
riconvocato a domicilio
Testo unificato
delle Proposte di Legge n. 56, n. 114 e del Disegno di Legge n. 80 Riassetto
circoscrizioni provinciali e di un'area attorno a Cagliari.
Il Consiglio regionale
ha affrontato, quindi, un progetto di legge che prevede il riassetto delle
circoscrizioni provinciali e la creazione di un'area intorno alla città
di Cagliari, per la gestione dei servizi comunali e sovracomunali. Un provvedimento
di grande respiro perché, creando un nuovo assetto provinciale,
si può profondamente modificare il rapporto tra la Regione egli
enti locali, si può favorire la crescita democratica delle popolazioni
locali. Queste le principali caratteristiche del provvedimento in esame,
almeno secondo il relatore di maggioranza, l'on. Bonesu (PSd'A),
primo firmatario di una delle proposte di legge, la n. 56, dalla quale
ha preso le mosse questa ipotesi di riforma. Bonesu, dopo aver ricordato
come il sistema delle Province sia decisamente vecchio, ha sottolineato
come le circoscrizioni provinciali, in Sardegna, siano sempre state calate
dall'alto.
Le province, inoltre,
come enti intermedi sono decisamente superati, perché sono diventati
organismi amministrativo-burocratici lontani dalle esigenze e dalle volontà
delle popolazioni locali. L'orografia, la realtà sociale ed economica
della Sardegna impongono, invece, scelte diverse, una impostazione moderna
del nuovo ente, che permetta ad esso un diverso e più incisivo ruolo,
decentrando ad una più moderna provincia parte dei poteri amministrativi
della Regione.
Bonesu ha illustrato
poi le particolari procedure previste dalla legge per dare vita alle nuove
istituzioni. Si sono fissati parametri e obiettivi, e si sono previsti
referendum consultivi delle popolazioni interessate.
Si sono segnati diversi
rapporti tra gli enti locali, si sono ipotizzati nuovi servizi da fornire
alle realtà sociali dell'isola, realtà in movimento che impongono
scelte moderne e fondamentalmente diverse rispetto al passato.
I casi dell'Ogliastra,
con il suo territorio troppo ridotto e di Cagliari, con la sua esigenza
di trasformarsi in area metropolitana, sono stati affrontati ed approfonditi
da Bonesu, il quale ha indicato anche il meticoloso iter previsto per la
ristrutturazione complessiva del sistema delle Province sarde e per la
istituzione di nuove circoscrizioni. Il relatore, dopo aver anticipato
la necessità di elaborare anche una nuova legge elettorale per le
Province, che eviti localismi e particolarismi, ha auspicato una rapida
approvazione della legge ed il coinvolgimento, di tutte le popolazioni
sarde, in questo progetto di radicale e sostanziale modifica del sistema
provinciale sardo.
La voglia di provincia
è stata sottolineata anche dall'on. Gianfranco Tunis (PPI).
Le nuove province rispondono alle esigenze di vaste aree della Sardegna
e possono realmente favorire lo sviluppo di queste vaste aree.
Il decentramento amministrativo
può voler dire sviluppo sociale ed economico, ha aggiunto Tunis,
e questa legge può favorire il coinvolgimento di tutti i sardi in
questo grande processo di riordino amministrativo. La partecipazione delle
popolazioni ai processi di riforma è garanzia di democrazia e di
crescita civile - ha concluso l'esponente del PPI - ma in questo momento,
decentrando i poteri amministrativi ai nuovi enti locali, i sardi si giocano
molte delle loro possibilità di sviluppo. E quando questa legge
sarà approvata i sardi non potranno e non dovranno più sbagliare.
I temi delle riforme
istituzionali, della grande chiarezza che deve contraddistinguere il dibattito
e le posizioni delle diverse forze politiche, hanno caratterizzato l'intervento
dell'on. Locci (A.N.), per il quale in questo dibattito i capigruppo
dovrebbero impegnarsi a non ricorrere al voto segreto, perché nessuno
deve nascondere le proprie idee e nessuno deve usare le riforme istituzionali
per affermazioni demagogiche e per scelte clientelari.
Alleanza Nazionale,
ha proseguito Locci, ha sempre fatto scelte chiare e le ha difese con coerenza.
Non, quindi, la creazione di nuove Province, del tutto inutili, ma una
rivisitazione delle province esistenti e la loro trasformazione in enti
erogatori di servizi ai cittadini. Non solo "nuova Provincia", quindi,
ha aggiunto l'oratore, ma "nuova Regione", visto che la Regione
ha abbandonato il suo ruolo originario, per diventare un semplice ente
di gestione.
La legge in esame,
quindi, deve essere un provvedimento di riforma, in grado di ridare agli
enti locali il loro ruolo amministrativo, quello di fornire servizi ai
cittadini, restituendo alla Regione la sua più propria funzione
di indirizzo e di programmazione generale. Su questo provvedimento, comunque,
le forze politiche devono confrontare la bontà delle loro idee e
lo devono fare con grande chiarezza e coerenza, nel rispetto dei loro ruoli,
quelli di maggioranza e di opposizione.
Per l'on. Loddo
(Patto) è urgente adeguare le realtà territoriali sarde alle
esigenze attuali ed in particolare le Province intese come raccordo tra
Regione e Comuni. Le Province del passato erano appendici dello Stato centralista,
senza grandi spazi, destinate solo a puro decentramento amministrativo.
Dopo aver ricordato
il dettato costituzionale sul sistema delle autonomie locali, Loddo ha
affermato che quel progetto è rimasto sulla carta, perché
le Regioni hanno delegato poteri ai Comuni, mortificando compiti e funzioni
delle Province. Al fallimento dei Comprensori è seguita la legge
142 sulle autonomie locali che ha avviato un nuovo processo di decentramento
e di governo del territorio. Le Province acquistano così nuovi poteri.
ma le attuali circoscrizioni sarde, ha proseguito Loddo, sono inadeguate
e pertanto occorre riqualificare l'intero territorio regionale per garantire
una corretta programmazione dello sviluppo.
Loddo ha quindi indicato
alcuni criteri che dovranno essere seguiti nel ridisegnare le circoscrizioni
isolane e le aree metropolitane, nel rispetto della salvaguardia delle
autonomie locali seguendo i principi di un federalismo solidale. La Sardegna
deve crescere armonicamente, ha aggiunto Loddo che ha proseguito analizzando
la struttura del provvedimento in discussione.
Si deve arrivare al
decentramento effettivo della Regione, che deve assumere compiti di indirizzo
e programmazione generale, a sostegno del sistema delle autonomie locali.
Loddo ha concluso
sostenendo la necessità di una rapida approvazione della legge.
Questo provvedimento
ha suscitato attese diffuse, ha affermato l'on. Marteddu (PPI),
anche perché è il primo vero passo di riforma istituzionale.
Nel condividere la relazione illustrata da Bonesu, Marteddu ha elogiato
il lavoro della Commissione in quanto sono state tracciate alcune linee
fondamentali sul ruolo dei Comuni e su quello delle popolazioni che attraverso
i referendum possono intervenire attivamente nella definizione dei futuri
assetti territoriali.
Rammaricandosi per
la mole di emendamenti presentati, Marteddu ha messo in guardia contro
lo stravolgimento della legge, smantellando il lungo lavoro svolto in Commissione.
"Questo dibattito
deve essere un momento alto dei lavori del Consiglio", ha aggiunto
Marteddu, che ha poi accennato all'esigenza di varare rapidamente l'intero
processo di riforma della Regione. E questo dovrebbe essere il tema centrale
della verifica in atto nella maggioranza. Ma la riforma non riguarda solo
la maggioranza; anche l'opposizione deve svolgere un ruolo positivo.
La verifica deve portare
ad un esame ampio anche dell'operatività del Consiglio, ha aggiunto
Marteddu, per poter dare un giudizio sereno sul passato e delineare i futuri
obiettivi di governo e le metodologie per raggiungerli, senza schemi fissi
precostituiti anche sulla composizione dell'esecutivo. Rifiutando i tatticismi,
occorre trovare il giusto convincimento per riavviare il processo costituente
delle riforme, ha detto ancora Marteddu, ma la riforma non è solo
rendere più efficiente quello che c'è. Occorre una spallata
forte contro i poteri consolidati che bloccano lo sviluppo, battere il
centralismo e portare la Regione ad occuparsi di indirizzi strategici e
di grandi progetti. Non quindi una Regione dispensatrice di clientela,
appesantita, centralistica che non riesce a stare al passo dei tempi.
Marteddu si è
poi soffermato sulle scarse possibilità di controllo da parte del
Consiglio mentre si sviluppano abnormi poteri economici che ruotano intorno
alla Regione. Occorre rivitalizzare il sistema democratico, perché
altrimenti si inquina e si sterilizza il mercato e si impedisce la riallocazione
corretta dei poteri di governo.
E' quindi necessario,
per Marteddu, ridisegnare la mappa dei poteri, spogliando la Regione attraverso
il disegno dei nuovi poteri intermedi come le Province che sappiano fra
fronte alle esigenze reali dei territori.
Approvando la scelta
della Commissione rispetto alla nuova Provincia dell'Ogliastra, Marteddu
ha sottolineato come questa sia un'esigenza storica, ed ha espresso preoccupazione
per l'eventuale smembramento di alcune zone della Sardegna. Se non c'è
l'alto governo della Regione c'è il rischio di spinte centrifughe
che spezzino quelle comunità. Nella fase iniziale di attuazione
della legge, la Giunta deve svolgere un ruolo difficile ma importante,
ha concluso Marteddu, tenendo presente che i temi della riforma devono
coinvolgere tutti.
La legge in esame
deve servire per "disarticolare" il sistema provinciale esistente
e ricostituirlo in modo diverso, moderno, razionale. Esiste, infatti, una
profonda necessità di cambiamento, ha detto l'on. Salvatore Sanna
(Prog. Fed), esigenza alla quale bisogna dare risposte concrete. L'oratore,
tra l'altro, ha ricordato alcune esperienze negative del recente passato,
che dimostrano come la Regione non abbia, realmente, voglia di decentrare,
ma attribuisca, alle province, compiti e ruoli che quell'ente non è
in grado assolutamente di onorare.
E' inutile assegnare
compiti e funzioni se non si stabiliscono anche ruoli e risorse. Per Sanna
il Consiglio deve definire, con grande chiarezza, il ruolo della Regione
e, a cascata, ruoli e compiti degli altri enti locali. Così come
deve, assolutamente, decidere una reale politica di sviluppo. Anche per
evitare, come avviene ora, piccole guerre di campanile, scatenate tra "poveri"
per strappare qualche finanziamento in più, magari per realizzare
una piccola, poco utile, opera pubblica.
Occorre però
chiarezza: per Sanna, infatti, la Regione non può abbandonare il
proprio ruolo centrale, deve riaffermare compiti e poteri, tenendo conto
del suo compito di "garante della solidarietà" tra gli altri
enti locali, anche per evitare che le aree deboli siano ulteriormente schiacciate
dalle aree forti, che esistono anche in Sardegna. La legge sulle autonomie
locali, inoltre, assegna alle Province ampi poteri di programmazione generale
e di pianificazione territoriale. E' un ente intermedio, quindi. Ma i rapporti
tra Regione, Provincia e Comune impongono un completo e coerente riordino
dei compiti e degli ambiti territoriali, di tutti i diversi enti locali.
Sanna ha inoltre sottolineato
la necessità di approvare ed attuare tutte le leggi di riforma delle
autonomie. Approvare solamente questo provvedimento, ha concluso, servirà
solo a far scoppiare nuove e dolorose lotte di campanile.
Da tempo, infatti,
si assiste a "guerra per bande" avviate dagli amministratori locali
per far diventare il proprio Comune capoluogo di provincia e sede di uffici
provinciali.
Non è questo
lo spirito della riforma, ha aggiunto Sanna. Se si trattasse di assegnare
solo una medaglia e non di coinvolgere le popolazioni e gli enti locali,
nel processo di sviluppo di governo della Regione, questo provvedimento
sarebbe inutile. "Questa è una buona legge, moderna, certamente
perfettibile - ha concluso Sanna -
che la maggioranza approverà
e che porterà ad un effettivo riordino e rilancio dell'intero sistema
degli enti locali".
L'analisi della crisi
economica che attanaglia la Sardegna, particolarmente pesante nel Sulcis-Iglesiente,
colonizzato dai grandi gruppi economici, che hanno imposto la monocoltura
del carbone, è servita all'on. Marco Tunis (F.I.), per introdurre
il tema della "nuova Provincia", come ente propulsivo per il rilancio
di tutta una zona povera e trascurata da tempo. La coincidenza dell'area
di programma n. 6 con la nuova ipotesi del Sulcis-Iglesiente è stata,
quindi, illustrata dall'esponente di Forza Italia che si è particolarmente
soffermato sulla necessità di giungere ad una progressiva differenziazione
del sistema produttivo locale, anche con la realizzazione di un centro
di ricerca avanzato, una cittadella tecnologica, in grado di preparare
nel migliore dei modi i managers e gli imprenditori del domani. Nel Sulcis-Iglesiente,
infatti, la presenza della grande industria ha permesso la crescita solo
delle società di servizi e di appalti, rendendo marginali le attività
agricole e non permettendo lo sviluppo dell'industria turistica, ancora
allo stato embrionale. In questo drammatico quadro, l'unica possibilità
che ha il Sulcis-Iglesiente è l'istituzione di una nuova Provincia,
un ente amministrativo in grado di favorire lo sviluppo economico-sociale
della zona.
Per queste ragioni,
Tunis ha chiesto, con forza, il rispetto dei diritti e delle esigenze delle
popolazioni della zona, con la creazione della nuova Provincia del Sulcis-Iglesiente
per "avere più autonomia, più libertà, più
autodeterminazione e per avvicinare il cittadino alle istituzioni".
Storicamente, il Partito
Popolare è sempre stato particolarmente sensibili al tema delle
autonomie locali. Un riassetto dello Stato in senso federalista, basato
sul solidarismo reale, ha caratterizzato, infatti, le proposte avanzate,
su questo tema, anche dai Popolari sardi. Questa legge, inoltre, arriva
in Aula proprio quando in Parlamento si avvia un grande dibattito sulle
riforme, per giungere alla trasformazione in senso federalista, dello Stato
italiano. Partendo da queste analisi, l'on.
Onida, presidente del
gruppo PPI, ha sottolineato l'importanza di questo provvedimento, in grado
di rendere più snella ed efficiente l'amministrazione locale sarda.
Si devono superare,
però, i contrasti fra campanili ed i vecchi localismi, ha concluso
Onida, perché la nuova struttura delle Province deve garantire quella
forma di federalismo solidaristico che è alla base del nuovo ordinamento
istituzionale verso il quale sembra avviato anche lo Stato.
"Questo disegno
di legge non istituisce le nuove Province, ma semmai stabilisce le modalità
per la loro creazione", ha poi puntualizzato l'on. Montis (Misto-RC)
che ha paventato il rischio di spinte campanilistiche. Sarà necessario
un lungo lavoro di ricognizione per evitare errori, anche perché
queste procedure sono complesse, tenendo sempre presente che il localismo
mina la solidarietà.
Montis ha prospettato
i problemi che sorgeranno per la definizione dei nuovi confini e, preannunciando
comunque il voto favorevole del proprio schieramento politico, ha illustrato
la situazione del Guspinese, ricordando poi il fallimento dei Comprensori
e delle Comunità Montane. Ha concluso affermando che questa è
comunque un'opportunità che il Consiglio deve saper cogliere per
assegnare alla Sardegna uno specifico ruolo nel processo di sviluppo complessivo
nell'area mediterranea ed europea, superando le conflittualità che
travagliano anche la maggioranza ed affrontando decisamente il grave problema
della disoccupazione.
Per l'on. Pittalis
(F.I.), il testo in discussione nasconde alcuni pericoli: in primo luogo
si deve verificare l'effettiva potestà legislativa della Regione
in materia di ordinamento degli Enti locali, in quanto, a suo parere, la
Regione può modificare le circoscrizioni esistenti, ma non crearne
nuove; in un secondo luogo, la complessità delle norme rischia di
impedire in tempi brevi la creazione di nuove Province.
Dopo aver sostenuto,
in ogni caso, la necessità di nuovi Enti intermedi, Pittalis si
è soffermato sui criteri da seguire per la loro istituzione. Non
si possono alimentare illusioni o, peggio, creare scatole vuote. Le Province
dovranno avere poteri nuovi e funzionali per ricomporre gli squilibri esistenti
nei diversi territori, i quali possono essere rivitalizzati solo da un
vero sistema delle autonomie.
I principi ispiratori
della legge sono stati esposti dall'on.
Paolo Fois (Progr. Fed.),
che ha ricordato come l'art. 43 dello Statuto dia alla Regione la potestà
legislativa di modificare le Province esistenti. Le funzioni degli enti
che si dovranno creare non sono più previste e dovranno essere regolamentate.
Vi sono diversi progetti di legge in corso di elaborazione ed è
augurabile che possano camminare contestualmente alla prima attuazione
della legge in discussione.
Per Fois, la legge
coinvolge tutti i soggetti interessati alla trasformazione delle circoscrizioni
territoriali, sollecitando il loro concorso e la loro cooperazione all'interno
di un sistema di interdipendenza delle autonomie locali.
Si attua così
anche la legge 142, dalla quale sono stati ricavati alcuni principi ispiratori;
la legge non è macchinosa, ha proseguito Fois, ma semmai costituisce
un esempio di federalismo nei confronti dello Stato e dell'Unione Europea,
perché il coinvolgimento dei soggetti interessati vuol dire costruire
insieme non solo la nuova Regione, ma anche il nuovo Stato e la nuova Unione
Europea.
Dichiarandosi da subito
favorevole al decentramento ed all'autogoverno dei poteri locali, l'on.
Bertolotti (F.I.) ha messo in guardia contro la demagogia: il testo
proposto in Aula non offre garanzie da questo punto di vista, ma potrebbe
invece nascondere, dietro il testo macchinoso e dirigista, altri scopi.
Questo è il
motivo di presentazione degli emendamenti, ha proseguito Bertolotti, su
una legge che potrà avere un voto favorevole solo se sarà
modificata nel senso di garantire un effettivo decentramento.
Responsabilità,
trasparenza e solidarietà sono i principi ispiratori della riforma
degli enti locali, ha affermato l'on. Nizzi (F.I.), perché
solo su queste basi si potrà avere una crescita complessiva dell'intera
Regione. Alla base dell'istituzione delle nuove Province deve però
esserci la sussidiarietà senza la quale non vi può essere
una vera riforma. Occorre mettere da parte campanilismi e personalismi,
perché questa legge non deve essere solo di una parte politica.
La riforma che si vuole attuare può essere il primo passo verso
una politica che lasci emergere l'assunzione di responsabilità delle
proprie azioni: quindi non si potrà accettare un voto segreto. Chi
è contrario alle nuove Province lo dica chiaramente.
Questa non è
la legge migliore, ha concluso Nizzi, ma comunque rappresenta lo sforzo
di arrivare ad un provvedimento che consenta ai cittadini di avere voce
in capitolo nell'istituzione delle nuove Province.