La rete dei Centri
Come fanno
Riconoscere i saperi, dare a tutti nuovi strumenti di conoscenza
Le metodologie adottate nel lavoro al Centro e nelle scuole valorizzano ogni singolo alunno come portatore di ricchezze e di saperi per tutti.
Il bambino che arriva non è un alunno "che non sa", ma un bambino che porta con sé una propria lingua e competenze acquisite nella scuola di origine
e nella sua famiglia.
L’attenzione all’alunno nel suo insieme è testimoniata dalla ricchezza delle attività e dalle modalità di lavoro che sono attive, coinvolgenti, ludiche, centrate sul bambino che impara.
Le linee metodologiche sono condivise e concordate con gli insegnanti di classe che formano insieme all'operatore del Centro un team di lavoro; molti percorsi, inoltre, coinvolgono direttamente tutta la classe in cui sono inseriti i bambini nuovi arrivati, rinforzando ed integrando l’azione educativa del Centro e della scuola.
Un altro punto di forza è sicuramente il carattere sperimentale e di laboratorio che assume qualsiasi attività: attraverso la ricerca-azione gli operatori dei Centri migliorano continuamente la qualità del proprio intervento adattandolo a contesti che sono in continuo mutamento.
Pur nella diversificazione derivata dall’agire in contesti diversi, con età e livelli di competenza differenti, i docenti-operatori dei Centri condividono con gli insegnanti della scuola alcune linee metodologiche comuni che vedono il nuovo arrivato al centro dell’azione educativa.
Questo significa che:
Si mira a sviluppare tutte le abilità e le competenze necessarie per la vita e lo studio in Italia partendo da quelle già possedute dall’alunno, sostenendole e valorizzandole nel lavoro quotidiano.
Si riconosce e si valorizza la lingua di origine, sostenendola e rinforzandola come strumento positivo per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino.
Si parte dal suo mondo e dal suo punto di vista, che è spesso quello di un bambino (o un ragazzo) disorientato, con storie talvolta dolorose alle spalle, ma con interessi, risorse e capacità ben precise.
Si adattano in maniera flessibile le metodologie e le tecniche di facilitazione linguistica al livello e all’età degli alunni.
Si utilizza una metodologia ludica, il che non significa “giocare”, ma proporre attività che sono coinvolgenti, sfidanti, motivanti da un punto di vista affettivo ed intellettuale.
Si usano supporti multimediali che favoriscono l’apprendimento, motivando e stimolando l’attenzione e coinvolgendo tutti gli stili cognitivi.
Si mira a favorire la partecipazione attiva al processo di apprendimento il che significa condividere gli obiettivi con gli allievi, renderli consapevoli del percorso che stanno intraprendendo, fornire gli strumenti per autovalutare i propri progressi.
Si utilizzano modalità e strumenti di verifica in grado di rilevare il complesso ventaglio delle competenze di un alunno e non solo quelle linguistiche.