I Risultati

  • Ricerche sulle attuali metodologie di illuminazione artificiale delle opere d'arte.

    A.R.T., U.I.A. e MAC.BA, hanno redatto proprie relazioni sui risultati di tali ricerche, dalle quali, pur nella singola specificità, si evince che, solo in casi particolari, l'illuminazione delle opere d'arte avviene seguendo criteri di ottimizzazione del rapporto visualizzazione/conservazione.
    Significativo è, comunque, il fatto che, soprattutto nell'uso improprio dell'illuminazione artificiale, non sembra che venga particolarmente sentita l'influenza di usi e consuetudini locali.

  • Verifiche sperimentali.

    Le verifiche sono state realizzate illuminando artificialmente con vari tipi di sorgente di illuminazione artificiale prove di colore appositamente realizzate o reperti di vecchia o antica datazione. Gli oggetti sono stati posizionati all'interno di contenitori in legno appositamente realizzati e/o adattati, equipaggiati con diverse sorgenti di illuminazione artificiale. Il test ha avuto la durata di un anno nel corso del quale l'illuminazione, controllata da PLC, ha seguito gli orari tipici di un museo. I risultati sono quelli presentati dalla relazione del dott. Picollo. Si noti come gli stessi risultino, in alcuni casi, del tutto inattesi.
    Ad esempio, per le stesure pittoriche che riproducono tecnica di scultura policroma risulta più aggressiva in assoluto, sia con livelli di illuminamento basso, 150 lux, che con livelli più alto, 300 lux, la tecnica di illuminazione a fibre ottiche, malgrado, come si sa, la stessa sia quella che nominalmente presenta minor percentuale di radiazioni infrarosse ed ultraviolette. Comportamento totalmente diverso presenta invece l'argento ove l'utilizzo delle fibre ottiche con livello di illuminamento più basso (150 lux) è quello che determina minor decadimento del colore.

  • Corso di formazione.

    La natura degli argomenti da trattare ed il livello di approfondimento rilevatosi necessario, sia in fase di stesura dei programmi che in fase di corso pilota, ha individuato come utenza preferenziale quella dei giovani almeno diplomati o di adulti in possesso di esperienze lavorative specifiche almeno quinquennali.
    La durata minima del corso è stata individuata in due anni, oltre ad una fase iniziale di sei mesi per l'approfondimento della conoscenza della lingua inglese e dei mezzi informatici necessari per effettuazione di formazione a distanza. La tipologia operativa ritenuta più valida è quella che alterna periodi di formazione a distanza e periodi di formazione in aula. Le lezioni previste sono solo in piccola parte di tipo teorico, essendo previsto ampio ricorso alle lezioni in laboratorio ed alle sperimentazioni su campo. Essenziale, come è ovvio, l'effettuazione di stage la cui durata non potrà essere inferiore al 40% della durata del corso.
    Duemila ore il tempo necessario.
    Nove le Unità Formative Capitalizzabili previste delle quali:

    Gli stage e la formazione a distanza verrebbero seguiti nei paesi di origine da tutor locali. Le lezioni in aula e su campo verrebbero organizzate in un solo paese che fungerebbe da ospite. Tutta la formazione a distanza avverrebbe in lingua inglese, mentre per le lezioni potrebbe essere utilizzata la lingua locale (ed in tal caso sarebbe previsto un ulteriore modulo iniziale per l'apprendimento di tale lingua) o la lingua inglese qualora la provenienza dei corsisti consigliasse di operare in tal senso.