La valorizzazione dei beni storici e culturali, siano essi collocati in ampie zone archeologiche all'aperto e al chiuso, o in ambiti museali, rappresenta un momento strategico in relazione allo sviluppo economico e culturale non solo del nostro paese, ma dell'intera Unione Europea. I cambiamenti degli stili di vita, una nuova sensibilità verso ciò che rappresenta il nostro passato considerato, non più un puro "oggetto" della memoria, ma anche un bene da valorizzare e il bisogno di riscoprire delle radici e delle matrici culturali da riproporre alle nuove generazioni, trasformano opere d'arte e memorie storiche in interlocutori viventi. I fruitori di questi servizi sono in costante aumento: significativa, a questo proposito, la disposizione del Ministero dei Beni Culturali che autorizza l'apertura dei Musei anche nelle ore notturne, muovendo flussi di visitatori e di risorse finanziarie. Si pone allora, in termini più pressanti, il problema della conservazione e della valorizzazione di questi beni e più particolarmente quello della loro illuminazione. In questo ambito specifico l'uso di materiali e di tecniche non adeguate può compromettere in modo, a volte irreparabile, testimonianze di culture storiche e di memorie più recenti. Ciò richiede nuove figure professionali in sintonia con l'emergere di nuovi modelli di lavoro e col delinearsi di nuovi contenuti professionali, anche all'interno di programmi formativi e prevede una più ampia definizione delle mansioni e delle professionalità che contemplino competenze pluridisciplinari finalizzate anche all'acquisizione di elementi di autonomia, di creatività, di "problem solving".
