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Omnibus, ovvero «per tutti»: a questo scopo furono
introdotte a metà '800 le carrozze per viaggiare, naturalmente a
pagamento, da un punto all'altro della città. Il primo omnibus, a
cavalli, prestava servizio nel 1846 da piazza della Signoria alle
Cure; le vetture erano dotate di un tetto (detto «imperiale») e di
tende di tela di color verde per ripararsi dal sole estivo. Dopo
l'Unità, al tempo di Firenze capitale, il servizio di omnibus fu
affidato alla ditta dei fratelli Monari di Bologna, già gestori
della linea Pistoia-Porretta Terme, che aveva a disposizione 60
vetture (ciascuna con 12 posti), 160 cavalli e 48 cocchieri: il
costo del servizio, tra porta S. Gallo e il capolinea di piazza
Signoria, era di 10 centesimi. L'omnibus ebbe però vita piuttosto
breve e fu sostituito da un'altra vettura trainata da cavalli, il
tramway, che seguiva un percorso prestabilito, delimitato
dalle verghe poste sui lastrici delle strade. Questo servizio
pubblico, osteggiato dai fiaccherai che vedevano in tal modo ridursi
il loro lavoro, ebbe invece grande successo, soprattutto alla fine
del secolo quando la trazione divenne elettrica. Proprio sulla linea
Firenze-Fiesole (dove molti turisti stranieri benestanti si erano
costruiti una villetta) fu realizzata nel 1888 una delle prime
applicazioni europee del sistema di trasporto all'americana (con la
corrente trasmessa per via aerea), che però a pochi giorni
dall'inaugurazione, il 23 settembre, fu funestata da un grave
incidente, che causò la morte di 5 passeggeri e il ferimento di
altri 12 sui complessivi 36. La vettura aveva preso durante la
discesa un'eccessiva velocità e il manovratore non era riuscito a
controllarla: uscì dalle verghe per andarsi a schiantare contro il
muro della villa di Doccia. |