Firenze, una città sospesa fra tradizione e modernità
Indice del percorso I trasporti pubblici: dall'omnibus al tramway
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Rilascio di permesso a Eduardo Franconi, da parte della Presidenza del Buongoverno, di attivare nel 1846 un servizio di omnibus
( ASCFi, Gonfaloniere, 523, n. reg. 285 )
Omnibus, ovvero «per tutti»: a questo scopo furono introdotte a metà '800 le carrozze per viaggiare, naturalmente a pagamento, da un punto all'altro della città. Il primo omnibus, a cavalli, prestava servizio nel 1846 da piazza della Signoria alle Cure; le vetture erano dotate di un tetto (detto «imperiale») e di tende di tela di color verde per ripararsi dal sole estivo. Dopo l'Unità, al tempo di Firenze capitale, il servizio di omnibus fu affidato alla ditta dei fratelli Monari di Bologna, già gestori della linea Pistoia-Porretta Terme, che aveva a disposizione 60 vetture (ciascuna con 12 posti), 160 cavalli e 48 cocchieri: il costo del servizio, tra porta S. Gallo e il capolinea di piazza Signoria, era di 10 centesimi. L'omnibus ebbe però vita piuttosto breve e fu sostituito da un'altra vettura trainata da cavalli, il tramway, che seguiva un percorso prestabilito, delimitato dalle verghe poste sui lastrici delle strade. Questo servizio pubblico, osteggiato dai fiaccherai che vedevano in tal modo ridursi il loro lavoro, ebbe invece grande successo, soprattutto alla fine del secolo quando la trazione divenne elettrica. Proprio sulla linea Firenze-Fiesole (dove molti turisti stranieri benestanti si erano costruiti una villetta) fu realizzata nel 1888 una delle prime applicazioni europee del sistema di trasporto all'americana (con la corrente trasmessa per via aerea), che però a pochi giorni dall'inaugurazione, il 23 settembre, fu funestata da un grave incidente, che causò la morte di 5 passeggeri e il ferimento di altri 12 sui complessivi 36. La vettura aveva preso durante la discesa un'eccessiva velocità e il manovratore non era riuscito a controllarla: uscì dalle verghe per andarsi a schiantare contro il muro della villa di Doccia.
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