Cittadini, ambulanti, commercianti: una difficile convivenza
Indice del percorso I cittadini protestano

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Protesta del 1838 del maestro Giuseppe Luzzi contro il turpiloquio alle Case Nuove sul Prato
( ASCFi, Gonfaloniere, 500, n. reg. 381 )
Le frequenti proteste da parte dei cittadini erano motivate anche dal timore degli incendi che potevano essere provocati da quanti tenevano fornelli fuori, ma soprattutto all'interno delle botteghe. Nel 1834 Leopoldo Burgagni, abitante all'angolo di via Por S. Maria, denunciò il vicino Giovanni Ariani, negoziante di seterie, perché in una stanza aveva sistemato un fornello sormontato da una caldaia (piena d'acqua per la tintura delle stoffe) e le fascine per alimentare il fuoco. Un altro inconveniente era rappresentato dalla fuoriuscita di fumo da canne fumarie collocate, spesso arbitrariamente, sulle pareti esterne degli edifici. I colpevoli erano spesso locandieri, rosticcieri, falegnami. A causa di "un'invasione di fumo nei quartieri dei reclamanti che guasta mobilia, tende, e incomoda la respirazione degli abitanti", fu ispezionato anche lo stabilimento termale in Borgo SS. Apostoli di Antonio Peppini. Uno dei reclami più curiosi dei cittadini era quello contro il "turpiloquio": nel 1838 Giuseppe Luzzi, maestro di calligrafia e conduttore di una scuola alle Case Nuove sul Prato, espresse preoccupazione per la vicinanza dell'ortolano Vincenzio Ferrini, a causa delle "cattive parole che vengono pronunziate su detta bottega".
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