DOCUMENTO
DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA E FINANZIARIA

APPROVATO DALLA GIUNTA COMUNALE
NELLA SEDUTA DEL 17 SETTEMBRE 2002

FIRENZE 19 SETTEMBRE 2002


LO STATO DELLA FINANZA LOCALE

Le misure di finanza straordinaria, che hanno caratterizzato la politica di bilancio della generalità degli enti locali negli ultimi anni, sottolineavano l’attesa di una riforma dell’assetto della finanza locale che fosse la logica conseguenza di un federalismo predicato e celebrato.

Nel frattempo infatti proseguiva il trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni e agli Enti Locali.

La prospettiva di un finanziamento attraverso la compartecipazione all’IRPEF costituiva la soluzione più coerente con l’assetto federalistico dello stato e la più capace di realizzare il massimo della semplificazione razionale del sistema fiscale, oggi inquinato (è il caso di dirlo) da un imposta sul patrimonio qual è l’ICI che viene respinta nel genere (quasi tutti sono contrari all’imposizione sul patrimonio!) ma che viene fatta gestire, con legge dello Stato, ai Comuni.

Ma già nell’esercizio scorso la compartecipazione all’IRPEF realizzò una semplice mutazione terminologica non dovendo risultare comunque superiore al livello precedente dei trasferimenti statali.

I provvedimenti dello scorso anno, ex finanziaria 2002, determinavano un ulteriore giro di vite noto nelle sue componenti essenziali a cominciare dalle modalità di realizzazione del patto di stabilità.

Le preoccupazioni per le condizioni del quadro economico nazionale e internazionale, il riaffacciarsi dell’inflazione, le misure inaspettate, impreviste e imprevedibili prese dal governo, incidono direttamente e indirettamente, rendendolo più difficile, nel quadro già complesso che abbiamo di fronte e delineano fosche prospettive future.

Il nuovo titolo quinto della costituzione, la cui riforma era stata considerata dalla attuale maggioranza parlamentare troppo timida rispetto ad un reale processo di decentramento (tanto da far sorgere il timore addirittura di richieste di secessione), rischia di segnare il superamento formale e sostanziale dell’assetto originario della articolazione dei poteri regionali e locali ma di determinare una sostanziale paralisi perché il mutamento varato tarda a trovare attuazione.

Sul piano strettamente finanziario appaiono in ogni caso certe due cose: la riduzione sostanziale (peraltro già programmata) dei trasferimenti dallo Stato, e l’esaurirsi delle misure di finanza straordinaria per realizzare l’equilibrio dei bilanci degli enti locali, che si trovano a dover sopportare da soli la crescita del costo dei servizi, e l’onere di un trasferimento rilevante delle funzioni dallo Stato, soltanto parzialmente supportate di risorse. In più di un comune e forse non soltanto da quest’anno fonti di finanziamento degli investimenti andranno a coprire le spesa corrente: un evidente segnale di crisi nella gestione dell’equilibrio dei flussi finanziari.

L’associazione dei comuni italiani ha interpretato le preoccupazioni e le necessità fondamentali dei comuni dell’intero paese attraverso una piattaforma condivisa da tutti i rappresentanti presenti nell’ANCI richiedendo, assieme a misure specifiche, la partecipazione degli Enti Locali alla definizione delle norme che li riguardano per il rispetto dei vincoli europei di finanza pubblica e sottolineando che la ripetizione della finanziaria dello scorso anno "impedirebbe il mantenimento del livello dei servizi pubblici".

L’importanza e l’urgenza della piattaforma varata unitariamente dall’ANCI appare in tutta la sua portata per la considerazione della oggettiva difficoltà dei conti dello Stato per l’evidente caduta di ogni illusione coltivata sulla politica finanziaria che si è rivelata fallimentare.
 

PER UN PROCESSO DI TRASPARENZA E DI PARTECIPAZIONE

La fine della finanza straordinaria rende più efficace ed anche più necessario ogni possibile progresso dei processi di trasparenza e di partecipazione della politica di bilancio, sia per quanto concerne le forze sociali, sia per quanto concerne gli stessi organi dell’Amministrazione Comunale e cioè i Consigli di quartiere, il Consiglio Comunale e le sue commissioni.

Da questo punto di vista la necessità di rispettare i percorsi e le scadenze definite nei deliberati del consiglio (ordini del giorno o regolamenti) impone di correggere le norme non più applicabili, per rispettare poi, anche nei tempi, il procedimento di formazione del bilancio.

Per questo motivo la forma di questo Documento, di orientamento ed indirizzo della politica di bilancio e non di natura contabile, giustifica e richiede che la presentazione avvenga in tempi precedenti a quelli realizzati quest’anno, e cioè immediatamente prima della pausa estiva, come considerazione sulla programmazione finanziaria ad una distanza sufficiente dalla formazione del bilancio di previsione da consentirne l’approfondimento e la discussione e per costituire il momento di avvia di un processo di partecipazione e di coinvolgimento anche delle parti sociali alla costruzione della politica di bilancio del nostro comune.

Il rispetto dei tempi non costituisce tuttavia la sola dimensione della trasparenza e della partecipazione, che deve essere garantita dai necessari aggiustamenti nelle norme che regolano la procedura: in proposito viene consegnata contestualmente una proposta di deliberazione (che, in bozza, si allega al presente documento) contenente l’emendamento al regolamento di contabilità che innova la disciplina per alcuni aspetti procedurali della fase di preparazione del bilancio nonché i criteri e le modalità della effettuazione delle verifiche in raccordo con i documenti di programmazione del Comune e con le funzioni di controllo del Consiglio. E’ ugualmente connessa alla politica di bilancio, anche se in quella non circoscritta, la istituzione dell’Osservatorio sui servizi pubblici locali sulla scorta del lavoro effettuato dall’apposita Commissione di esperti nominata di intesa con la presidenza del Consiglio Comunale.

Se la politica di bilancio investe il funzionamento della macchina comunale (ed è questo il motivo della necessità della trasparenza e della partecipazione alle relative scelte), occorre non dimenticare che il futuro della città si realizza con interventi che spesso prescindono, in parte o totalmente, dal bilancio comunale e la partecipazione trova la sua sede qualificata e democratica nella definizione dei progetti del Piano Strategico e nel dibattito che quel progetto di piano determina nelle istituzioni.
 

I NODI STRUTTURALI NEI CONTI DI FIRENZE

Uno fra i dati strutturali che caratterizzano la città di Firenze è dato dall’entità dello squilibrio permanente fra residenti nel territorio comunale (in lento declino o comunque statici per effetto dell’andamento demografico ma anche per la tendenza a trasferire la residenza fuori dei confini urbani) e il maggior numero dei presenti (italiani e stranieri non soltanto turisti), per effetto dell’aumento della mobilità.

Ciò significa che mentre le entrate sono commisurate su un numero statico se non declinante di soggetti, la spesa deve affrontare il costo di servizi e di manutenzione per un numero considerevolmente superiore (e tendenzialmente crescente) di utenti.

Un altro dato strutturale difficilmente superabile se non nel lungo periodo è dato dal costo rilevante della struttura scolastica più frequentata di Firenze, l’ITI. Si tratta di una iniziativa a suo tempo di avanguardia e meritoria frutto della lungimiranza delle amministrazioni del tempo a investire (senza attendere lo Stato) nella formazione tecnico-professionale. Oggi la gestione comunale dell’ITI costituisce un impegno che surroga quello dello stato, oltretutto a vantaggio di una realtà territoriale ben più ampia del comune di Firenze (si calcola che i residenti nel territorio fiorentino siano di poco superiori al 30% degli studenti) il cui costo è sopportato dall’amministrazione fiorentina.
Si tratta di una condizione del tutto eccezionale condivisa da pochissime altre amministrazioni del paese.
 

LO SQUILIBRIO STRUTTURALE CHE EMERGE

Esaurita, come già detto, ogni forma di finanza straordinaria, risulta evidente per il 2003 (dalla stessa impostazione dei piano triennale ripetuta sia nel 2001 che nel 2002), lo sbilancio fra livello delle entrate possibili e livello della spesa indispensabile che è permanente (e dunque strutturale) e per effetto del deteriorarsi dei conti, destinato ad aumentare progressivamente ogni anno.

Il livello di guardia è già stato superato con la prospettiva contenuta nel bilancio dello scorso anno di affrontare alcune voci di spesa corrente, come il contratto di servizio con l’ATAF per una parte consistente (il disavanzo) attraverso la contrazione di un mutuo. Tale operazione è divenuta impossibile per espresso divieto costituzionale (divieto che la dice lunga sulla pratica diffusa negli enti locali italiani di finanziare con l’indebitamento a medio e lungo termine la spesa corrente, indice a sua volta del reale stato di salute della finanza locale).

Lo stato di difficoltà della gestione finanziaria del nostro bilancio è confermato dalla necessità della saggia previsione dei sindaci revisori di mantenere una sorta di riserva non impiegando i proventi dalle vendite fino alla totale realizzazione delle previsioni di entrate, poiché si sono verificati alcuni eventi nella gestione del bilancio, come la mancata realizzazione delle entrate derivanti dalla seconda parte delle operazioni finanziarie previste ma impedite dalle interpretazioni ministeriali circa le modalità applicative del patto di stabilità.

In queste condizioni, di cui non occorre sottolineare ulteriormente le difficoltà operative, i risultati della gestione comunale sono passati positivamente al vaglio della STANDARD & POOR’S con la conferma del rating di controparte a lungo termine "AA" con la motivazione che si allega al presente documento nel testo comunicato dalla stessa agenzia.

Si allegano pure, in appendice, alcuni indicatori che possono essere utili alla comprensione dell’impegno volto alla razionalizzazione e all’economia gestionale.
 

OBIETTIVO POLITICO DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

L’obiettivo politico della Amministrazione Comunale rimane quello di perseguire col massimo della efficienza i compiti fondamentali che è venuto assumendo il comune nella sua trasformazione più recente:

Funzionale al perseguimento degli obbiettivi indicati, anzi condizione preliminare per affrontare una tale strategia, è la realizzazione di un equilibrio finanziario reale pur in presenza di condizioni proibitive rispetto all’assetto dei flussi finanziari di provenienza statale.
 
 

PER IL RECUPERO DI UN EQUILIBRIO FINANZIARIO: LA SPESA

Lo smobilizzo del patrimonio improduttivo

In attesa di una più equa distribuzione delle risorse a livello nazionale, regionale e locale che potrà finalmente consentire nuovamente al comune di effettuare le scelte politiche rispetto alla utilizzazione alternativa delle risorse, e non più legate alla sopravvivenza degli equilibri finanziari indispensabili, occorre affrontare i nodi strutturali presenti nel nostro bilancio.

Gli spazi operativi per un intervento, se pure assai ridotti, emergono dall’esame dettagliato del bilancio e della situazione patrimoniale del Comune di Firenze

Il livello delle spese può trovare ancora, come ha già trovato, una verifica sostanzialmente continua nel controllo di gestione strettamente correlato con gli strumenti di programmazione e pianificazione degli obiettivi e dei programmi, che costituisce la via maestra per la verifica della funzionalità delle strutture operative e per la produttività della spesa.

Anticipando il criterio che lega il documento di programmazione economica e finanziaria all’andamento gestionale e alla realizzazione dei programmi, è in via di completamento la relazione generale sulla ricognizione dello stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi che costituirà una componente necessaria per la verifica degli equilibri di bilancio. Va ricordato che si tratta della prima ricognizione effettuata dopo l’introduzione delle modifiche agli strumenti di programmazione gestionale (PEG e PdO) ripensati in funzione della migliore funzionalità e del controllo sull’attuazione degli obiettivi e programmi dell’Amministrazione.

Questa attività di monitoraggio non costituisce soltanto una esigenza finanziaria per recuperare il massimo di efficacia nell’impiego delle risorse, ma nasce anche dalla convinzione che ogni risorsa pubblica non utilizzata al meglio (immobilizzata o impiegata a basso tasso di produttività) è sottratta al sostegno dei servizi più scarsi e che affrontano i bisogni più drammatici. Da questo punto di vista una rigorosa politica di bilancio costituisce il più efficace sostegno alla spesa sociale e l’obbiettivo non può che consistere nella difesa dal rischio impellente di pregiudicare il livello del Welfare locale.

Il livello di rigidità della spesa è in realtà enormemente superiore a quello che viene normalmente classificato tale nelle analisi contabili. Una parte almeno della spesa per i servizi sociali, o il sostegno alle istituzioni culturali più prestigiose per la città e la storia di Firenze, sono contabilmente spese non rigide, ma acquistano per scelta politica largamente condivisa e obbiettivamente non eludibile una rigidità assoluta.

Fra le spese più significative e la cui rigidità è fuori discussione c’è il servizio per il debito accumulato.

In questo debito sono compresi mutui (quelli con la Cassa Depositi e Prestiti ) con tassi assolutamente fuori mercato, che provocano quindi un ingiustificato assorbimento di risorse di parte corrente del bilancio comunale.

Il debito complessivo accumulato dal comune (pari ad un ammontare di € 474.270.513,32 al 01.01.2003) determina un ammontare annuo della spesa corrente per quote di capitale e interessi pari a 65 milioni di euro (bilancio 2002) ed in proiezione sul 2003, tenuto conto dei mutui da assumere nel corso del 2002, pari ad € 69 milioni , poco meno del 15% dell’intero ammontare della spesa corrente del bilancio comunale. A fronte di tale livello di indebitamento il Comune dispone di un patrimonio immobiliare e mobiliare di rilevante entità (secondo i piani di alienazione in corso di attuazione sono stimate nel prossimo triennio alienazioni per circa 40/45 milioni di Euro; ciò non esaurisce certamente il patrimonio immobiliare ancora alienabile); partecipazione a società strumentali che costituiscono immobilizzazioni non direttamente produttive (per un ammontare del valore del patrimonio netto delle società al 31.12.2001 riferito alla percentuale di partecipazione sostenuta dal Comune di Firenze – atteso che il valore di mercato non è determinabile – non minore di € 158.327.337,74) poiché il loro funzionamento o attinge direttamente sul mercato (si veda ad esempio la Firenze Parcheggi) ovvero attinge dal bilancio comunale attraverso il contratto di servizio più o meno integrato dalla tariffe del servizio reso (si vedano ad esempio ATAF e/o Quadrifoglio).

Considerando anche la normativa europea che impone la distinzione della proprietà degli impianti fissi dalla gestione del servizio e richiede per quest’ultima la gara aperta alla partecipazione più ampia la sola via esistente, ma anche la più opportuna da intraprendere per recuperare produttività all’impiego delle risorse, consiste nella smobilizzazione delle partecipazioni che hanno svolto in passato una funzione fondamentale per la nascita del servizio ma che attualmente non sono produttive di reddito per la finanza comunale.

Tale (parziale) smobilizzo consente di restituire una parte del debito accumulato eliminando gli oneri relativi alla restituzione del capitale e alla quota interessi dal bilancio comunale.

Siffatta eliminazione consente il risparmio netto sulle quote interessi (che sono pari a circa un terzo dell’importo complessivo del servizio del debito) e la riduzione dal bilancio dei prossimi anni delle quote capitale del debito restituito.

Già si è fatto ricorso con le precedenti operazioni finanziarie agli strumenti che hanno consentito la riduzione del debito pubblico. Ma, mentre per il debito con il sistema bancario è stato possibile scegliere la via del ricorso a forme più convenienti restituendo il precedente debito, con la Cassa DDPP per poter restituire il debito pregresso è necessario, per il rispetto del patto di stabilità (che comporta il mantenimento del livello di indebitamento secondo rapporti predeterminati rispetto al PIL ), utilizzare proprio risorse provenienti dallo smobilizzo mobiliare e immobiliare.

Ed è, come detto, il debito della Cassa DDPP che presenta condizioni esorbitanti rispetto a quelle di mercato.

L’ammontare del nostro debito con la Cassa DDPP ammonta alla data del 01.01.2003 a circa € 131 milioni (£ 253 miliardi). Tale somma tiene conto della restituzione di circa 23 milioni di euro di debito residuo con la Cassa DDPP che dovrebbe avvenire entro il 2002 . Eliminando la parte rimanente del debito Cassa DDPP si avrebbe una riduzione della spesa corrente di circa € 15 milioni anche se per il 2003 limitato alla metà dell’importo per i tempi tecnici necessari all’estinzione dei mutui della Cassa DDPP.

Una tale operazione creerebbe le condizioni minime di praticabilità per il 2003, ma condizioni più agevoli per gli anni successivi.

La cartolarizzazione degli smobilizzi

Per effettuare l’operazione è necessario disporre, prima della formulazione del bilancio, della disponibilità della parte necessaria dei fondi attualmente immobilizzati nel patrimonio immobiliare e mobiliare, disponibilità che non è ipotizzabile se non per parti assolutamente marginali rispetto all’ammontare complessivo del fabbisogno, e dunque inutilizzabile per la riduzione significativa del debito. Si rende pertanto necessaria una operazione finanziaria di anticipazione degli incassi previsti dalle vendite del patrimonio del Comune di Firenze attraverso una operazione di cartolarizzazione, la cui ipotesi è allo studio da parte degli Uffici della Direzione Ragioneria avvalendosi delle necessarie consulenze.
 
 

PER IL RECUPERO DI UN EQUILIBRIO FINANZIARIO : L’ENTRATA

Fino a quando non sarà pervenuta ad uno stato di maggiore dettaglio l’operazione ipotizzata attraverso l’eliminazione del debito con la Cassa Depositi e Prestiti sarà impossibile verificare l’esatto ammontare dei risultati in termini di risanamento del bilancio. Risulta evidente in ogni caso che a fronte di un risanamento di uno squilibrio nei conti del Comune ieri occultata dalla finanza straordinaria, rimangano gli squilibri strutturali indicati in premessa sul fronte delle entrate in particolare nello squilibrio fra residenti (che forniscono le entrate) e presenti (che determinano le spese).

Esiste ormai una letteratura che è più direttamente connessa alle città d’arte (anche se non esclusivamente riservata a queste città) a sostegno della cosiddetta tassa di scopo proprio per evitare che siano i soli residenti a sopportare un onere eccessivo e ingiustificato del livello di spesa dei servizi e della manutenzione attraverso un impegno del bilancio comunale cui non contribuiscono gli utilizzatori dei servizi resi sul territorio ma non residenti a Firenze. Vale la pena di sottolineare in proposito che le entrate del bilancio comunale non attingono mai (se non in forme assolutamente marginali come l’occupazione del suolo pubblico o la tassa sulla pubblicità) alla produzione di redditi da parte delle imprese operanti nel territorio essendo di esclusiva competenza del bilancio dello stato l’imposta principale in merito, cioè l’IVA.

Accanto alla meritoria iniziativa che ha preso avvio con la collaborazione degli operatori economici sulla creazione di un fondo da gestire autonomamente rispetto al bilancio comunale per interventi ulteriori nella cura della città, proprio in relazione alle presenze sul territorio, si pone l’esigenza di un recupero di entrate nel bilancio comunale attraverso il prelievo di scopo che presuppone una legge regionale specifica ai sensi del titolo V° della Costituzione.

Le attese rivolte alla Regione per la pronta approvazione di quella legge, fornisce l’occasione per una sottolineatura dell’importanza essenziale del rapporto che intercorre fra la Regione Toscana e il comune Capoluogo. Nel DPEF regionale per la prima volta è previsto un fondo di 10 milioni di Euro a vantaggio della città di Firenze, in evidente e significativa applicazione del riconoscimento, contenuto nei programmi del presidente della regione, del ruolo di Firenze quale capoluogo regionale.

Credo che sia appena necessario aggiungere che una parte rilevante dei problemi della Toscana centrale, soprattutto connessi con la mobilità e l’ambiente costituiscono problemi comuni, delle amministrazioni locali (Firenze e non soltanto Firenze) ma anche problemi che investono direttamente la Regione Toscana: da ciò nasce l’esigenza di una collaborazione anche per questi specifici aspetti che la previsione ricordata del DPEF regionale costituisce un segnale da salutare molto positivamente.

Nella valutazione definitiva delle entrate dovrà essere considerata anche l’addizionale IRPEF che nella predisposizione del bilancio verrà tenuta, secondo le scelte della Amministrazione Comunale come l’ultima risorsa disponibile soltanto se risultano insufficienti le altre, anche se nei bilanci pluriennali degli scorsi anni veniva sempre indicata nel bilancio del 2003 un ulteriore incremento dell’addizionale che la portasse a regime cioè all’aliquota dello 0,5%.

La difficoltà ad accettare l’introduzione dell’addizionale nasce dalla consapevolezza della iniquità di una norma che presupponendo un’addizionale nella stessa misura sui redditi di diverso importo incide proporzionalmente in modo assai più rilevante sui redditi più bassi rispetto a quelli più alti.

La iniquità implicita in questa norma (ancora una volta dettata dalla legge statale e fatta gestire dei comuni senza alcuno spazio di elasticità) impegna questa amministrazione a ricercare ogni soluzione per cercare di evitarne l’applicazione anche se allo stato attuale delle conoscenze del fabbisogno risulta impossibile assumere un impegno vincolante in materia.
 

LE PROSPETTIVE

Mentre nella operazione indicata si tende a creare le condizioni di sopravvivenza per la costruzione di un bilancio sano nel 2003, la situazione finanziaria è destinata a migliorare negli anni successivi: infatti sin dal 2004 l’ammontare degli effetti della operazione di restituzione del debito della Cassa DDPP avrà un effetto pieno cioè doppio rispetto a quello dell’esercizio 2003.

Pur trattandosi di previsione da valutare nell’ammontare degli importi specifici, ci sono tuttavia gli elementi per considerare che, pur in attesa di un assetto più conseguente e coerente del governo nazionale della finanza locale, ci sono i presupposti che oltre alla sopravvivenza possono portare ad un recupero di risorse sia per interventi diretti (attraverso ulteriori smobilizzi) sia per una politica di indebitamento controllato al cui servizio si riveleranno utili le risorse liberate negli esercizi futuri.


APPENDICE

Analisi delle prospettive delle entrate
Entrate tributarie
ICI

Con il 31.12.2001 è terminato il Progetto di Recupero Evasione. Pertanto sono cessate le entrate di natura straordinaria che avevano caratterizzato i bilanci precedenti.

Per il 2003 il gettito dovrebbe assestarsi intorno ai 126.000.000,00 di Euro.

Ulteriori margini di manovra tariffaria non sono al momento ipotizzabili in quanto sia l’aliquota ordinaria che quella per gli immobili sfitti sono già fissate nella misura massima consentita dalla Legge.

TARSU

Com’è noto, l’importo del prelievo deve raggiungere entro il 2005 il pareggio con il costo del servizio:

L’attuale percentuale di copertura del costo del servizio, pari al 98,27% potrebbe consentire per il 2003 un aumento tariffario che, al netto delle entrate relative al "biogas", che concorre a formare i ricavi relativi al servizio gestito dal Quadrifoglio, comporterebbe, tenuto conto del livello dei servizi da svolgere secondo il contratto di servizio con Quadrifoglio, il raggiungimento dell’equilibrio fra costi e ricavi.

COSAP

Il canone di occupazione spazi ed aree pubbliche non ha subito aumenti negli ultimi due anni.
Il gettito complessivo della Cosap è di circa € 16.000.000,00 che salvo manovre tariffarie si conferma per il 2003.

CIMP

Si confermano le entrate del 2002, pari a circa € 9.000.000,00 di cui circa € 1.500.000,00 dovrebbero essere riversate dallo Stato a copertura dall’esenzione dal canone per alcune tipologie di insegne (sotto i 5 mq),.

ADDIZIONALE ALL’IRPEF

Nel corso del 2002 il Comune di Firenze si è avvalso della facoltà di introdurre l’addizionale all’IRPEF, aumentando l’aliquota dallo 0,1% al 0,3%.
L’attuale stima del punto millesimale è riferita al gettito ancora non definitivo accertato per il 1999, e che per il Comune di Firenze ammonta a € 4.906.340,54 (Lire 9.500.000.000) (rispetto agli 8,7 miliardi di Lire del 1998).
Ciò lascia presumere che per il 2002 ed ancor più per il 2003 si possa fondatamente sperare in un gettito di circa € 5.164.569,00 del punto millesimale, così come già previsto in bilancio per l’anno 2002.
Di seguito si espone l’ammontare di addizionale all’IRPEF ipotizzato per gli anni 2002/2003/2004:
 
0,3% 0,5% 0,5%
2002 2003 2004
15.493.706,00 € 25.822.844,00 € 25.822.844,00 €

 

COMPARTECIPAZIONE ALL’IRPEF

Com’è noto, la Legge Finanziaria 2002 ha determinato nella misura dell’1,5% la compartecipazione all’IRPEF per l’anno 2002, prevedendo la riduzione in pari misura dell’importo dei trasferimenti erariali spettanti.
Salvo la Legge Finanziaria 2003, modificando gli attuali indirizzi, non contempli la neutralizzazione delle maggiori entrate che potrebbero derivare in caso di differenziale positivo fra il 4,5% e l’ammontare consolidato dei trasferimenti, non si ritiene che tale istituto possa derivare nell’immediato futuro un aumento di entrate.

TASSA DI SCOPO

L’ANCI Nazionale, ma anche in sede locale, si sta muovendo per dare attuazione alla recente riforma costituzionale che prevede ampi margini di autonomia impositiva e conseguenti poteri sia per le Regioni che per i Comuni.
In particolare, le stime fatte dall’Ufficio per l’ipotesi di istituzione di una forma di prelievo sui pernottamenti nelle attività ricettive del Comune, comporterebbero un gettito di circa 7/14 milioni di Euro, rispettivamente a fronte di una tariffa di 1 0 2 Euro a notte.




SCHEMA DI PROPOSTA DI DELIBERAZIONE

REGOLAMENTO DI CONTABILITA’ – PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA E CONTROLLO. MODIFICHE AGLI ARTT. 12, 23 E 46


IL CONSIGLIO COMUNALE

Visto che in relazione agli ordini del giorno consiliari con cui vengono forniti indirizzi circa le procedure e la documentazione concernenti le fasi formative e di approvazione relative agli strumenti di programmazione finanziaria dell’ente si rende necessario procedere ad introdurre nel Regolamento di contabilità le conseguenti modifiche ed integrazioni;

Considerato altresì che il Comune di Firenze, fra il 2001 e il 2002, ha proceduto al rimodellamento sia del proprio sistema che dei documenti di programmazione gestionale dell’Ente stesso;

Visto il Regolamento di Contabilità, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 43 del 23.2.1998 ed in particolare l’art. 12 "Formazione del sistema dei bilanci preventivi comunali", l’art. 23 "Verifiche dello stato di attuazione del Piano Esecutivo di gestione" e l’art. 46 comma 8, concernente la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e la verifica del permanere degli equilibri di bilancio;

Considerati l’art. 152 "Regolamento di contabilità" e in particolare il comma 4, e l’art. 193 "Salvaguardia degli equilibri di bilancio" del T.U.E.L. approvato con D.Lgs. n. 267/2000;

Ritenuto opportuno, in relazione agli indirizzi consiliari ed a quanto sopra indicato, modificare gli art. 12, 23 e 46 comma 8 del vigente Regolamento di contabilità;

Visti i pareri di regolarità tecnica di cui all’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000;
 
 

D E L I B E R A

All’Art. 12 i commi 4 e seguenti sono così sostituiti:

4. Ai fini della formazione del Bilancio di previsione, della Relazione previsionale e programmatica e dell’aggiornamento del Bilancio pluriennale, la Giunta predispone, entro il 31 luglio, un Documento di Programmazione Economica e Finanziaria nel quale, dopo aver sinteticamente fatto riferimento alla situazione economica e finanziaria di contesto e dell’ente e richiamato lo stato di attuazione dei programmi, vengono indicati gli indirizzi fondamentali e le politiche finanziarie ipotizzabili in riferimento alla situazione economico/finanziaria e alle strategie di intervento dell’ente concernenti il periodo del bilancio stesso.

5. Il documento di programmazione economica e finanziaria è predisposto in raccordo con la relazione generale sullo stato attuativo dei programmi e degli obiettivi riferita all’attività complessiva dell’ente di cui al comma 4 dell’articolo 23 del presente regolamento.

6. Il documento di programmazione economica e finanziaria è sottoposto, previa informazione alle parti sociali, al Consiglio Comunale, che provvede al suo esame e alla sua approvazione entro il 30 settembre di ogni anno.

7. A seguito della approvazione del documento di programmazione economica e finanziaria la giunta dà corso alla fase di concertazione preliminare alla adozione e approvazione del bilancio.

L’art 23 (Verifica sullo stato di attuazione del Piano Esecutivo di gestione) è così sostituito:

  1. A cura dei responsabili delle direzioni e degli uffici tematici e di staff sono effettuate, in raccordo con l’Ufficio del controllo di gestione della Direzione generale, le verifiche sullo stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi risultanti dal piano esecutivo di gestione e dai relativi piani dettagliati degli obiettivi in correlazione col bilancio di previsione e con la relazione previsionale e programmatica.
  2. Compete altresì ai responsabili delle direzioni e degli uffici tematici e di staff la trasmissione alla direzione Ragioneria delle informazioni sullo stato degli accertamenti e degli impegni ai fini del controllo e della salvaguardia degli equilibri di bilancio.
  3. La Direzione generale, con il piano dettagliato degli obiettivi, tenuto conto degli indirizzi fissati dal consiglio in sede di approvazione del bilancio ovvero di esame del documento di programmazione economica e finanziaria preliminare al bilancio, stabilisce le forme del monitoraggio e le modalità delle comunicazioni delle verifiche effettuate anche riferite a singoli programmi obiettivi.
  4. Ai fini di dar corso alle verifiche sull’andamento gestionale di cui all’art. 46 comma 8 viene comunque elaborata una relazione generale sullo stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi riferita all’attività complessiva dell’ente. Parimenti si procede in sede di chiusura dell’esercizio finanziario.
  5. Il Consiglio comunale e le Commissioni, attraverso la Presidenza del Consiglio, possono richiedere durante il corso dell’esercizio finanziario audizioni e report sullo stato di attuazione di programmi ed obiettivi risultanti dai documenti di programmazione finanziaria e gestionale dell’ente.
All’art. 46 il comma 8 è così sostituito:

Il Consiglio provvede ad effettuare, entro i termini di legge del 30 settembre di ogni anno, in raccordo con l’esame del documento di programmazione economica e finanziaria preliminare al bilancio dell’esercizio successivo, la ricognizione, risultante dalla relazione generale di cui al comma 4 dell’art. 23, sullo stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi risultanti dai documenti di programmazione finanziaria e gestionale dell’anno in corso. In tale sede, il Consiglio dà atto del permanere degli equilibri generali di bilancio. Nell’eventualità che dovessero emergere, dalle informazioni trasmesse dalle Direzione e Uffici tematici e di staff alla Direzione Ragioneria ai sensi dell’art.23, dati della gestione finanziaria che facessero prevedere un disavanzo d’amministrazione o di gestione, per squilibrio nella gestione di competenza ovvero nella gestione dei residui, il Consiglio adotta, contestualmente alla delibera sulla ricognizione dello stato di attuazione dei programmi, i provvedimenti necessari per il ripristino del pareggio di bilancio, nonché i provvedimenti ritenuti necessari alla copertura finanziaria ed al pagamento degli eventuali debiti di cui all’art. 194 del TUEL .

________

STANDARD
______
& POOR’S
__________

Via dei Bossi,4
20121 Firenze

Comunicato Stampa ________________________________________________________________________________________________________________________

Standard & Poor’s Ratings Analisti:
12 settembre 2002

Massimo Visconti, Firenze +390272111206
Alexandra Dimitrijevic, Parigi +33144206663
Contatto Stampa:
Carlo Barbarisi, Firenze +390272111218

COMUNE DI FIRENZE: conferma del rating

Rating di controparte (LT) "AA"
Prospettive: stabili

Standard & Poor’s ha confermato, in data odierna, il rating di controparte a lungo termine "AA" al Comune di Firenze. Le prospettive sono stabili.

Il rating è sostenuto dal buon andamento del bilancio comunale, dalla moderata dimensione del debito finanziario, nonostante un importante programma di investimenti e dal ricco e florido tessuto economico della città. Il rating prende altresì in considerazione l’utilizzo dei margini di manovra su tasse e tariffe per compensare la prevista diminuzione degli introiti straordinari derivanti dalla lotta all’evasione. Tale politica, pur riducendo la flessibilità potenziale del Comune nel medio termine, dovrebbe permettere di rinforzare il margine corrente e mantenere un buon tasso di autofinanziamento degli investimenti.

Firenze ha continuato a registrare buoni risultati di bilancio nel 2001, nonostante una maggiore crescita delle spese correnti rispetto alle previsioni, principalmente legata alle rivalutazioni dei contratti nazionali nel pubblico impiego. L’utilizzo della leva fiscale, per compensare il previsto calo degli introiti straordinari generali dalla lotta all’evasione, unitamente ad un più rigoroso controllo sulla crescita delle spese correnti, all’esternalizzazione di alcuni servizi e ad una attiva gestione del debito, dovrebbero favorire una crescita del margine corrente, in leggero calo nel 2001 al 5% delle entrate correnti rispetto al 6% dell’anno precedente.

L’economia fiorentina si conferma ricca e florida, come sinteticamente evidenziato da un Prodotto Interno Lordo (PIL) pro-capite superiore del 29% alla media Italiana ed Europea e un basso tasso di disoccupazione, al 4.2% nel 2001. Conosciuta a livello internazionale per l’unicità del suo patrimonio storico-culturale, Firenze può vantare un’economia forte, basata su un settore industriale diversificato e una vasta rete di servizi. La crescita economica della città nel 2002 (PIL + 1.3%) ha risentito del generale rallentamento della congiuntura mondiale, anche se in misura minore del previsto.

PR0SPETTIVE: Stabili

Standard & Poor’s si aspetta che Firenze mantenga uno stretto controllo sulla spesa corrente quale requisito fondamentale per il rispetto di limiti più severi imposti dal nuovo patto di stabilità nazionale e per il rafforzamento del margine operativo. La politica di dismissioni ed il ricorso a fonti esterne di co-finanziamento per il suo programma di investimenti, dovrebbero mitigare pressioni al rialzo sul suo stock di debito finanziario.
 
 

The McGraw-Hill Companies, S.r.l.
Sede Legale; Via Ripamonti, 89 – 21139 Milano
Cap.Soc. Euro 1.315.250 int.vers.
N.Iscriz. nel Registro delle Imprese di Milano Codice Fiscale e Partita IVA 08189610150
REA Milano 1211459
 
 

ALCUNI INDICATORI DELLA GESTIONE FINANZIARIA

  1. Autonomia Finanziaria:
L’autonomia finanziaria si calcola facendo il rapporto tra le entrate proprie dell’ente ed il totale delle entrate correnti, cioè:

Entrate Tributarie + Extratributarie ( Titolo I + III)
----------------------------------------------------
Entrate Correnti ( Titolo I + II + III)

Questo rapporto fornisce una indicazione sulla capacità di una amministrazione di reperire risorse in maniera autonoma rispetto ai tradizionali trasferimenti dello Stato. Nel tempo questo rapporto è andato crescendo dimostrando la capacità degli Enti Locali di trovare proprie fonti di finanziamento in sostituzione dei sempre più ridotti trasferimenti statali. Dai dati sotto riportati possiamo verificare l’incremento dell’autonomia finanziaria.
 
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2002
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Prev. Iniz.
Prev. Ass.
66
66
69
71
74
70
70
80

Note: A) bisogna fare una precisazione per quanto riguarda la differenza tra il 2000 ed il 2001. Nel 2001 è cambiata l’imputazione al bilancio di una consistente voce di entrata – la compartecipazione IRAP – che è passata dal titolo I (entrate tributarie) al titolo II (trasferimento dallo stato e da altri enti del settore pubblico) modificando consistentemente il rapporto.

B) Possiamo notare un aumento improvviso tra la previsione iniziale 2002 e l’attuale. Ciò è dovuto al fenomeno opposto a quello sopra descritto: la compartecipazione IRPEF iscritta in bilancio nel corso dell’anno ha sostituito una buona parte del contributo statale ordinario (titolo II) ed è andata ad incrementare l’entrate tributarie (titolo I).
 

2) Costo del personale
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Consunt.
Prev. Ass.
162.506.499,60
168.026.258,47
160.235.327,35
165.248.659,45
162.506.499,60
174.742.990,53
173.611.691,35

La spesa per il personale dipendente ha avuto un andamento abbastanza costante considerando che sono stati applicati due contratti collettivi che portano consistenti incrementi del trattamento economico. Alcuni andamenti altalenanti sono riconducibili a diverse imputazioni degli oneri fiscali. Dopo un calo tra il 1999 ed il 2000 dovuto al trasferimento del personale ausiliario delle scuole (ATA) allo Stato, possiamo vedere una crescita che dimostra gli sforzi fatti in alcuni settori come la sicurezza, il sociale e l’istruzione. Crescita che tende comunque a stabilizzarsi grazie al costante impegno per cercare economie nella gestione e nonostante sia stato riassorbito negli organici dell’Ente un consistente numero di dipendenti del servizio idrico che non sono transitati al nuovo gestore.
 

3) L’esternalizzazione del sevizio idrico integrato ha comportato una riduzione delle spese per beni e servizi pari a € 22.000.000,00.